Operazione Match Off, la GdF oscura 124 siti web

Marzo
Il provvedimento di sequestro è stato ordinato dal G.I.P. di Roma nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma avviata grazie ad una denuncia di Sky. Le indagini, sviluppate con la collaborazione del Nucleo Speciale Radiodiffusione Editoria, hanno consentito di verificare come i siti in questione trasmettessero numerosi eventi sportivi e interi campionati di più discipline sportive, oltre a concerti musicali, film e telefilm senza possedere i relativi diritti, appartenenti a pay-tv nazionali ed estere.
I contenuti piratati, disponibili sia in streaming “live” che on-demand, erano ricevuti da decoder ufficiali o illegali e ritrasmessi da server residenti all’estero, con veri e propri palinsesti organizzati per facilitare la scelta del programma preferito. La fonte di guadagno principale per questi siti è legata ai banner pubblicitari che l’utente deve cliccare per avviare la trasmissione e mantenerla attiva per tutto il tempo necessario.
Oggi, in Italia, la pubblicità online vale complessivamente 2 miliardi di euro, il 25% dell’intero volume d’affari del settore.
Si iscrive proprio in questo contesto l’accordo che la IAB, l’associazione che riunisce i pubblicitari, ha siglato all’inizio della scorsa estate con FPM, la Federazione contro la Pirateria Musicale e Multimediale, e FAPAV, Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali, per contrastare il dilagare delle inserzioni pubblicitarie sulle piattaforme web illegali. Alcuni dei siti oscurati sono stati inoltre predisposti per massimizzare i profitti anche in danno del mercato pubblicitario, attraverso automatismi fraudolenti che conteggiavano periodici click sui banner anche senza l’intervento dell’utente. A tal riguardo, sono in corso attività di analisi informatica per rilevare le concessionarie di pubblicità che hanno consentito a noti brand, attivi nel settore finanziario, immobiliare, del betting online, della distribuzione al dettaglio e delle telecomunicazioni, di trasmettere messaggi pubblicitari sui siti sequestrati.
In altri casi, i tecnici della GdF hanno individuato la presenza di un malware informatico capace di rubare agli utenti informazioni personali attraverso la tecnica del phishing.
www.gdf.gov.it

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