Orizzonti sempre più ampi

Maggio 2008. ... La nuova sede poteva essere di buon auspicio per l’evento che nell’ultima edizione di due anni fa a Vicenza aveva palesato un sensibile calo di presenze di espositori e pubblico. Ma ciò è avvenuto solo in parte.
Non sono però mancati gli spunti di riflessione sugli orientamenti del settore e sulle più recenti tecnologie in atto, maturati negli interessanti convegni promossi durante
le giornate espositive, unitamente alle immancabili novità di prodotto esposte negli stand delle aziende presenti in fiera.
Ecco un’approfondita panoramica della kermesse romana.

Non ci sbilanciamo in giudizi per questa prima volta a Roma ma non possiamo certo affermare che l’evento sia stato rappresentativo per chi si occupa di impianti per la Tv digitale. Le cose risulteranno più chiare l’anno prossimo.

Ampio, in ogni caso, il ventaglio dei temi trattati nella vivace agenda dei convegni e all’interno della filiera degli stand espositivi, che si aprivano dalle applicazioni spaziali per la navigazione e osservazione del territorio a quelle per la connettività bidirezionale e i servizi a banda larga.

Presente una ristretta rappresentanza di costruttori e distributori di materiali, apparecchiature e strumenti di misura per impianti Tv-Sat, portatori di nuove proposte in sintonia con le evoluzioni tecnologiche delle trasmissioni digitali quali le emissioni negli standard DVB-S2, H264, HDTV e la ricezione, nonché distribuzione, multisatellite.

È il momento del multifeed
Grande movimento sulla fascia di Clarke. I satelliti attuali non hanno spazi adeguati per i canali in Alta Definizione, che richiedono più banda rispetto a quelli a definizione standard, rendendo pertanto necessaria la creazione di nuovi poli di trasmissione multisatellite, delineando altresì un nuovo scenario nel quale l’utente dovrà dotarsi di antenna multifeed.

Ciò è quanto sta facendo Eutelsat con il progetto 9+13, che vede le due posizioni adiacenti, distanti tra loro solo quattro gradi, come unità indivisibili di un unico sistema di trasmissione.
Questo significa che l’offerta di canali tenderà a raddoppiare e le due posizioni (i due satelliti) viste come una sola dalla Guida Elettronica dei Programmi integrata nel decoder.

Come già più volte detto, è un’idea, questa, sicuramente interessante, anche perché sotto il profilo tecnico questo accorgimento non cambia il tipo di antenna che rimane sempre dual-feed, ma semplifica l’approccio da parte dell’utente.

Il progetto Eutelsat 9+13 è solo una conferma del cambiamento in corso che si concretizza nei condomini, finalizzato a rendere indispensabili impianti multisatellite per la ricezione, il trattamento e la distribuzione dei canali.

Ecco quindi che gli impianti Sat condominiali esistenti, per lo più monosatellite, avranno bisogno di un upgrade, mentre i nuovi impianti saranno dimensionati già da subito per almeno due o quattro satelliti.
Sul mercato c’è tutto il necessario per completare il progetto: antenne multifeed, centralini multiswitch, si tratta solo di entrare nell’idea che un impianto SAT condominiale oggi debba essere concepito per aprirsi anche in fasi successive, alla ricezione di più satelliti.

Quali impianti in condominio?
La ricezione multisatellite in condominio è, sulla carta, facilmente realizzabile, ma lo è un po’ meno negli edifici dove i cavedi e le tubazioni incassate non garantiscono dimensioni adeguate.
Il maggior limite nell’allestimento di un impianto per due o quattro satelliti è causato infatti dallo spazio disponibile per posare i cavi necessari per realizzare la rete di distribuzione.

Servono almeno quattro cavi per distribuire l’intera offerta di canali trasmessi da un solo satellite (suddivisa in quattro gruppi di canali per polarizzazione Verticale e Orizzontale e banda di frequenze Bassa e Alta), pertanto, per veicolare i segnali da due satelliti occorrono otto cavi fino a diventare 16 se i satelliti diventano 4.
Tutti questi cavi non sono indispensabili in tutta la rete di distribuzione, ma solo nei tratti principali, ad esempio nella linea di discesa, chiamata anche montante Tv o colonna di distribuzione dei segnali.
Ai cavi per la Tv satellite se ne aggiunge uno per la distribuzione dei segnali televisivi terrestri portando, quindi, a 5, 9 o 17 il numero di quelli necessari nei tratti principali.

Le connessioni di utente, ossia il collegamento tra la presa o le prese Tv-Sat presenti in ogni alloggio e la linea di discesa, attraverso il derivatore di piano, avviene sempre con un solo cavo per ogni presa.
Attraverso questo singolo cavo il decoder riceve il programma Tv desiderato comunicando al derivatore o “multiswitch” del piano quale cavo di linea è da utilizzare. Vi sono poi casi nei quali la linea di distribuzione multicavo si estende anche ai piani dell’edificio come illustrato di seguito.

Più prese con la rete passiva
Un aspetto che caratterizza da sempre l’impianto Tv tradizionale, quello per i soli canali terrestri, è la sua capacità di espansione all’interno dell’appartamento aggiungendo semplicemente cavi e altre prese a partire da quella Tv-sat esistente, là dove è necessario disporre di prese in più.

Per la Tv satellite non è possibile realizzare questa “espandibilità” con metodi già conosciuti e applicati per i segnali Tv, ossia non è possibile derivare il segnale da una presa esistente allungando il cavo e disponendo su di esso il numero di prese desiderato.

I segnali sat si possono distribuire solamente con configurazioni a stella (radiali) cioé con un cavo indipendente per ogni presa a partire dal derivatore di piano.
Ciò impone un attento dimensionamento del derivatore di piano che spesso non dispone del numero di uscite necessario a collegare nuove prese.

Per ovviare a questo inconveniente la tendenza oggi è di realizzare reti di distribuzione multicavo anche ai piani, in modo da poter collegare più derivatori in cascata o per realizzare facilmente schemi radiali con un elevato numero di connessioni di utente.
Perciò, se la derivazione di piano conserva il numero di cavi della linea, sarà possibile estenderla lungo tutto il piano, derivando da essa le connessioni di utente necessarie (anche parecchie decine).
Ciò si realizza con una rete di distribuzione passiva a 5, 9 o 17 cavi per 1, 2 o 4 satelliti che dalla linea di discesa, verticale, si estende anche, in orizzontale, ai piani dell’edificio.

Misuratori di campo evoluti
Gli strumenti di analisi e misura dei segnali Tv, comunemente chiamati “misuratori di campo”, subiscono continue evoluzioni e miglioramenti in accordo con le innovazioni tecnologiche che investono oggi le trasmissioni digitali. Sono sempre più compatti, leggeri, completi e con maggior autonomia delle batterie.

Le principali novità riguardano l’introduzione dei tuner 8PSK espressamente concepiti per la ricezione con il nuovo standard DVB-S2, l’integrazione di decoder Mpeg-4 AVC o H264 e l’introduzione di schermi in formato 16:9 anche HD Ready.
Le misure sui segnali digitali sono oggi più importanti che mai, al fine di ottenere una corretta stima della qualità del segnale ricevuto e distribuito alle prese Tv dell’impianto condominiale.

Con la televisione digitale non si possono più effettuare valutazioni “a occhio” come per i segnali analogici, ma è fondamentale la valutazione del margine di funzionamento garantito dall’impianto con misure specifiche di BER, PER, MER, EVM, Noise Margin e visualizzazioni della Costellazione, degli Echi.

L’analizzatore di spettro è oggi un elemento di distinzione tra gli strumenti offerti sul mercato.
Alcuni modelli sono sì digitali, ma lamentano tempi di latenza tali da renderli inefficaci nella fase di puntamento dell’antenna o di taratura di un filtro, richiedendo quindi l’uso di metodi alternativi.

La vasta offerta di nuovi strumenti rende non facile la ricerca del giusto rapporto tra facilità d’uso, risposta in “tempo reale” dello spettro e delle misure, completezza delle funzioni di misura e autonomia di funzionamento.
È sempre meglio provare un apparecchio del genere di persona, presso un punto vendita specializzato.

La casa cablata
Già da tempo si parla di casa cablata e di applicazioni domotiche ma la maggiore diffusione di apparecchi e dispositivi compatibili con il protocollo IP offre oggi alcune interessanti opportunità che integrano sistemi domotici in reti multimediali.

La casa è, quindi, oggi considerata come un ambiente in cui possono convivere diversi sistemi tecnologici e comunicare tra loro attraverso una rete IP.
Questa sigla così semplice e così importante è alla base di tutte le più importanti innovazioni degli ultimi tempi.
Si tratta di un protocollo di comunicazione, consolidato e già in uso da molto tempo, concepito per realizzare reti tra computer e che oggi permette anche a dispositivi di diversa natura e funzionalità di poter interagire tra loro.

In ambiente domestico possiamo ricorrere alla rete IP non solo per condividere una connessione a Internet tra più computer posti nelle diverse stanze della casa, ma anche per realizzare l’interconnessione di centrali di allarme, di videosorveglianza e di controllo domotico, così da rendere i sistemi tra loro integrati e controllabili anche se non si è in casa.

A queste applicazioni si stanno aggiungendo quelle più vicine all’utente appassionato di Tv, audio, video e foto digitale, ricezione satellite, che attraverso una rete IP domestica avrà modo di gestire tutti i contenuti video e audio disponibili (filmati, fotografie e musica) riproducendoli da qualunque computer connesso in rete, come pure dal semplice televisore.

Sempre di più si trovano sugli scaffali dei negozi specializzati particolari hard disk multimediali “autonomi” capaci di funzionare anche senza computer e dotati di capacità molto grandi (oltre i 1000 MB), in grado di contenere e riprodurre quantità sterminate di file audio e video e collegabili in rete IP per condividere i contenuti con tutti i computer della casa.
Al SatExpo abbiamo visto l’apparizione della presa Ethernet, ossia la presa che sfrutta connessioni IP, anche sui decoder satellitari.

Ethernet, illimitate potenzialità
La crescente diffusione della presa Ethernet su apparecchi come i decoder satellitari fa supporre un marcato interesse dell’industria a favore dell’interazione tra la ricezione via satellite e le reti cablate domestiche.

Gli appassionati vedono in questa tendenza la possibilità di ampliare le funzionalità del loro sistema di ricezione Sat come ad esempio la registrazione e archiviazione di filmati su hard disk di rete, la condivisione di accesso condizionato per la visione di programmi differenti dello stesso pacchetto pay-tv dalle diverse stanze della casa, la possibilità di controllare in modo remoto i decoder, la semplificazione nell’aggiornare la lista dei programmi e il software anche con connessioni dirette a server dedicati in Internet ecc...
Le aspettative sono molte, ma le applicazioni per ora sono tutte da scoprire.

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