Osservatorio Censis: TV, la regina è sempre lei

La televisione è sempre la “regina dei media”, crescono i social network, bene la radio mentre prosegue il ciclo negativo della carta stampata e solo un italiano su due ha letto almeno un libro nell'ultimo anno. Ecco il quadro dei consumi mediatici degli italiani secondo il 12° Rapporto Censis.

 

 Forse troppe volte si è celebrato il “de profundis” della televisione italiana. Pensando che con l’avvento dei nuovi media la televisione piano piano sarebbe scomparsa o finita in soffitta. Invece no. La televisione, grazie anche all’aiuto del pubblico delle nuove televisioni, continua a essere la "regina dei media". Questo è quanto emerge dal 12° Rapporto Censis sulla Comunicazione, promosso da Mediaset, RAI e Telecom Italia che fotografa come si è trasformato il nostro Paese sotto il profilo del consumo mediatico negli ultimi dieci anni.

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Il dato che emerge dal report è strabiliante. La quota di telespettatori nel 2015 coincide sostanzialmente con la totalità della popolazione, ovvero il 96,7%. Questo grazie anche al boom di smartphone e tablet come ha messo in evidenza il report. L'uso dei telefonini di ultima generazione continua ad aumentare (+12,9%) e ora vengono impiegati regolarmente da oltre la metà degli italiani (il 52,8%), mentre i tablet raddoppiano la diffusione in un biennio e oggi si trovano tra le mani del 26,6% degli italiani. Crescono leggermente anche le nuove televisioni: la web tv è arrivata a un’utenza del 23,7% (+1,6% rispetto al 2013), la mobile tv all’11,6% (+4,8%), mentre le TV satellitari si attestano a un’utenza complessiva del 42,4% e ormai il 10% degli italiani usa la smart tv connessa in rete. In continuo progresso anche il web.

In Rete sempre più numerosi

La popolazione degli utenti della rete cresce, toccando quota 71% degli italiani (+7,4% rispetto al 2013), ma solo il 5,2% si connette con banda ultralarga. Il successo dei collegamenti con la rete lo si deve ai social network che continuano la forte diffusione con il 50,3% dell’intera popolazione iscritto a Facebook, mentre YouTube raggiunge il 42% di utenti e il 10,1% degli italiani usa Twitter. In territorio positivo troviamo anche la radio (l'utenza complessiva corrisponde all'83,9% degli italiani), con l'ascolto per mezzo dei telefoni cellulari (+2%) e via Internet (+2%) ancora in ascesa. La ricerca mette in evidenza anche un altro dato. Ovvero il proseguire del ciclo negativo per la carta stampata (-1,6% i lettori dei quotidiani rispetto al 2013), tengono i settimanali e i mensili, in crescita i contatti dei quotidiani online (+2,6%) e degli altri portali web di informazione (+4,9%). Infine, triste dirlo, ma solo un italiano su due legge un libro. Dopo la grave flessione degli anni passati, non si segnala una ripresa dei libri (-0,7%): gli italiani che ne hanno letto almeno uno nell'ultimo anno sono solo il 51,4% del totale, e gli e-Book contano su una utenza ancora limitata all'8,9% della popolazione (+3,7%).

Cresce l’informazione fai da te

La ricerca ha anche messo in evidenza quali sono i canali di informazione preferiti dagli italiani. Da questo dato è emerso il crescente primato dell'informazione personalizzata. La maggior parte sceglie i tg (76,5%), al secondo posto troviamo i giornali radio (52%), i motori di ricerca su internet come Google (51,4%), le tv all news (50,9%) e Facebook (43,7%). Aumentano comunque le utenze delle TV all news, in crescita del 34,6% rispetto al 2011, Facebook +16,9%, le app per smartphone +16,7%, YouTube +10,9% e i motori di ricerca guadagnano il 10% dell’utenza di informazione. Guardando alla classifica stilata da Censis tra i più giovani la gerarchia delle fonti cambia: al primo posto si colloca Facebook con il 71,1%, al secondo posto Google (68,7%) e solo al terzo posto compaiono i telegiornali (68,5%), con YouTube che non si posiziona a una grande distanza (53,6%).

Le differenze generazionali

Un altro elemento che spicca dal report è la netta distanza tra i consumi mediatici giovanili e quelli della popolazione più matura dello stivale. Tra i giovani la quota di utenti della rete arriva al 91,9%, mentre è ferma al 27,8% tra gli anziani; l'85,7% dei primi usa telefoni smartphone, ma lo fa solo il 13,2% dei secondi; il 77,4% degli under 30 è iscritto a Facebook, contro appena il 14,3% degli over 65; il 72,5% dei giovani usa YouTube, come fa solo il 6,6% degli ultrasessantacinquenni; i giovani che guardano la web tv (il 40,7%) sono molti di più degli anziani che fanno altrettanto (il 7,1%); il 40,3% dei primi ascolta la radio attraverso il telefono cellulare, dieci volte di più dei secondi (4,1%); e mentre un giovane su tre (il 36,6%) ha un tablet, solo il 6% degli anziani lo usa. Al contrario, l'utenza giovanile dei quotidiani (il 27,5%) è ampiamente inferiore a quella degli ultrasessantacinquenni (il 54,3%).

 

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