Parte dal WEB la grande sfida

Strana storia quella della radio digitale. Lo standard DAB per la radio numerica è stato approvato nel 1994, solo un anno prima dello standard DVB-T (1995) e solo un anno dopo la nascita del World Wide Web (1993). Gli ultimi due sono decollati con grande successo, mentre il DAB è rimasto praticamente fermo al palo, salvo rare eccezioni. Il DAB consente rispetto all’FM di migliorare la qualità di ricezione del segnale radiofonico, soprattutto quando si è in auto, offrendo una maggiore varietà di servizi che, fra l’altro, solo 10 anni dopo l’approvazione del DAB  è stato possibile ottenere attraverso la rete. La radio digitale non ha finora visto uno sviluppo globale in Europa, né tantomeno in Italia, contrariamente a quanto è invece successo per la TV digitale terrestre. Oggi la radio digitale trova un diffuso e regolare impiego solo in Inghilterra e nei paesi scandinavi dove la maggior parte delle case e delle auto è equipaggiata con radioricevitori DAB. In questi paesi esiste una copertura nazionale ed è già stato pianificato lo switch-off della radio FM a partire dal 2017.

Negli altri paesi europei, fra cui l’Italia, la radio digitale non è mai partita in maniera regolare. Vi sono coperture del servizio solo a macchia di leopardo, sono pochissimi gli utenti dotati del ricevitore radio digitale in casa o in auto, e non sono stati fatti programmi per lo switch-off dell’FM. Lo scorso marzo i membri dell’ente europeo EBU hanno proclamato una raccomandazione per dare finalmente impulso alla diffusione della radio digitale in Europa. Il mese dopo (aprile) in un convegno a Trento sono seguite le dichiarazione dei responsabili RAI per un programma di sviluppo triennale della radio digitale nell’Italia del nord, facendo seguito alle iniziative dei diversi Club DAB, che intanto hanno sviluppato proprie reti e servizi soprattutto nel Nord Italia.

Le ragioni del ritardo
Un tale ritardo non è certo da addurre alla tecnologia della radio digitale, pur se nel frattempo lo standard è stato migliorato con il più efficiente DAB+, riconosciuto standard europeo nel 2007 e sono stati introdotti anche i nuovi standard DMB e il DRM. Le motivazioni del rallentamento sono innanzitutto dovute all’assenza di un  piano governativo per liberare le frequenze VHF occupate da RAI, ma probabilmente anche a valutazioni di non adeguato ritorno dell’investimento, come invece è accaduto per il DVB-T. Oggi, tuttavia, con la concorrenza della web radio, l’investimento nella radio digitale potrebbe essere ancora meno conveniente, a meno che non si trovi finalmente la killer application adatta per determinarne il successo.

C’è da osservare che in Gran Bretagna per le trasmissioni della radio digitale si continua ad utilizzare il DAB poiché la maggior parte dei ricevitori, essendo stati acquistati prima dell’avvento del DAB+, prevede solo lo standard DAB originale. Lo stesso fatto del resto succede in Europa dove per trasmettere la TV digitale terrestre si continua a impiegare il DVB-T datochè i televisori non prevedono ancora il DVB-T2. Se, per ipotesi, per sviluppare il DTT si fosse aspettato il più efficiente standard DVB-T2, probabilmente oggi una buona parte del mercato della TV digitale sarebbe finita sulle piattaforme Sat e OTT.

Gli standard esistenti
Per la radiofonia digitale sono stati sviluppati diversi standard, accomunati tutti dall’impiego della modulazione OFDM, particolarmente robusta in presenza di interferenze e per questo adottata anche nella TV digitale terrestre e nella telefonia mobile 4G.
La famiglia di Standard Eureka-147 in banda VHF-III (174-240 MHz) e in banda L (1452-1492 MHz) comprende DAB, DAB+ e DMB, consente un’elevata  qualità di ricezione anche in presenza di interferenze e riflessioni (come ad es. nelle aree urbane), adotta la stessa frequenza in celle adiacenti (modalità SFN) rendendo così non più necessario risintonizzare l’autoradio come avviene con l’FM, trasmette un intero bouquet di programmi in una banda di 1,5 MHz.

Il capostipite DAB (Digital Audio Broadcasting), attualmente in uso in UK, adotta la compressione del segnale audio tipo MPEG-1/2 Layer 2 che consente di trasmettere 6-7 programmi con qualità CD in 1,5 MHz.
Il DAB+ , riconosciuto come standard Europeo nel 2007, utilizza la compressione AAC+ per l’audio per inviare fino a 24 programmi audio con qualità CD in 1,5 MHz.
Il DMB (Digital Multimedia Broadcasting), di origine coreana ma riconosciuto dall’ETSI, utilizza la compressione MPEG-4 per servizi misti audio/video, consentendo di inviare fino a 12 programmi visual-radio in 1,5 MHz.

Per gli standard DAB/DAB+/DRM sono stati sviluppati anche versioni per la diffusione attraverso il satellite, che non utilizzano però l’OFDM ma una modulazione a portante singola più adatta per transitare nei transponder satellitari.
L’altro standard DRM (Digital Radio Mondiale), consente di trasmettere con l’OFDM uno o due programmi nella stessa larghezza di banda di un canale AM in onde medie e corte o di un canale FM in banda VHF II (in tal caso prende il nome di DRM+) con qualità paragonabile a quella del DAB.

Ricevitore unico per l’Europa
Sollecitati da broacaster e costruttori, gli enti europei preposti ai servizi radio in Europa (WorldDMB, EBU e EICTA) a settembre 2008 hanno varato il progetto Radio Receiver Profiles con l’obiettivo di armonizzare gli standard DAB, DAB+ e DMB della famiglia Eureka-147 in un unico chip-set, denominato Eurochip, che contempla diversi servizi, da realizzare in toto o solo in parte a seconda della classe del prodotto, come  testi, immagini, localizzazione GPS e servizi video.

A fine 2012 i membri della EBU incontratisi a Bruxelles per l’annuale Digital Radio Conference hanno sollecitato i costruttori ad accelerare il programma di sviluppo dell’Eurochip. Il produttore di chip che ha più di tutti investito nella famiglia di standard DAB è la britannica Frontier Silicon, la quale per prima ha prodotto un chip multi-standard nel 2008. Praticamente tutti i ricevitori radio digitali fanno uso di chip della Frontier Silicon che per 10 anni ha beneficiato di essersi mossa per prima sul mercato. Anche lo sviluppatore britannico di chip Imagination Technologies, proprietario del marchio Pure detentore dell’80% in Gran Bretagna, è impegnato nello sviluppo dell’eurochip. Fra i possibili produttori del chip multi-piattaforma troviamo STMicroelectronics (ST) che ha già sviluppato, in collaborazione con Bosch Car Multimedia, un chip in grado di supportare tutta la gamma degli standard DAB più il DRM e i vecchi sistemi analogici AM/MW e FM.

Le trasmissioni in Italia
L’inizio delle trasmissioni della radio digitale in alcune zone della Penisola è stata soprattutto prerogativa del Club DAB Italia società consortile per azioni di imprese radiofoniche costituitosi il 1°febbraio del 1996 con il patrocino di RNA, Radio Nazionale Associate. Il Club DAB Italia è l’unica organizzazione del nostro Paese ad occupare un posto nel Board del WorldDMB Forum, organizzazione internazionale non-governativa, il cui scopo é la promozione, l’armonizzazione e il coordinamento dell’implementazione del DAB a cui partecipano un centinaio di soggetti di primaria importanza tra radiodiffusori, pubblici e privati, costruttori di apparati riceventi e industria delle telecomunicazioni operanti in Europa, America, Africa e Asia.

Nel marzo 2008 è nata ARD, Associazione per la Radiofonia Digitale,  a cui partecipano Rai Way, Aeranti-Corallo, che rappresenta oltre 600 imprese radiofoniche locali, e RNA, Radio Nazionali Associate, che rappresenta i 10 operatori radiofonici privati nazionali.
In alcune aree dell’Italia del nord così come nella pianura padana e nei dintorni di Roma si può ricevere il DAB dagli anni ’90, il problema vero è che nessuno lo sa e che i possessori di una radio DAB sono assolutamente delle rarità. Nella cartina sono riportate le zone d’Italia in cui si possono ricevere tre bouquet di canali radio in DAB+ e DMB. Ecco alcuni esempi di bouquet ricevili in Val Padana.
Club DAB Italia: Radio Deejay, Radio Capital, M2O, Radio Radicale, Radio 24, RDS, Radio Maria, R101.
EuroDAB Italia: R.Padania+, R.Italia+, R.Vaticana+, RTL102.5+, RTL Classic+, RTL Groove+, RTL 102.5 Cool+, RTL 102.5 Rock+, RTL Italian Style+, RTL ViaRadio+, RTL TV DMB, EPG.
RAI DAB: Radio 1, Radio 2, Radio 3, Isoradio, GR Parlamento, FD4, FD5, BIFS Televideo
CR DAB: Radio Italia, Radio 105, RMC, VIRGIN Radio, Radio Subasio, Radio Kiss Kiss, Radio Norba, Radio Zeta, Radio Cuore.

Altri bouquet sono ricevibili nel Trentino Alto Adige, nel Veneto, in alcune zone del Friuli-Venezia Giulia, a Bologna e zone limitrofe, a Roma e zone limitrofe.
Nella figura un esempio del testo scritto che appare sul display della radio DAB di RAI in occasione di una trasmissione.

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