PicoSaTs: è italiana la tecnologia per proteggere i satelliti

picosatsLo spin-off dell’Università di Trieste ha messo a punto un sistema di telecomunicazioni ad alta frequenza in grado di evitare le collisioni fra satelliti in orbita e detriti spaziali, oltre a monitorare i flussi migratori e l’ambiente.

 

I detriti spaziali sono aumentati vertiginosamente negli ultimi anni, diventando un problema crescente per l’alta possibilità di collisioni con satelliti attivi che a loro volta possono produrre altri detriti. La startup PicoSaTs, dell'Università di Trieste, sta sviluppando anche una nuova generazione di applicazioni spaziali dedicate in particolare ai picosatelliti, i piccoli satelliti lunghi appena 30 centimetri che possono essere assemblati anche autonomamente e integrati con strumenti personalizzati.

Secondo Anna Gregorio, “i picosatelliti sono flessibili e modulari, e possono essere realizzati in pochi mesi a costi contenuti, adattandosi a molteplici applicazioni. Ad esempio, possono essere utilizzati per monitorare fenomeni di grande impatto sociale come i flussi dei rifugiati cui stiamo assistendo negli ultimi mesi. Se applicati al settore dell’agricoltura, sono invece in grado di raccogliere una quantità molto rilevante di dati sulla fertilità del suolo e sulla desertificazione del territorio”.

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