Pirateria vs Legalità: il rischio vale la candela?

Facciamo il punto sulla pirateria satellitare valutando in termini economici e tecnici, i vantaggi offerti da un abbonamento “regolare”, rispetto alla fruizione di servizi “illegali” per valutare se davvero il gioco vale la candela.

Dagli albori delle trasmissioni televisive la pirateria è sempre stata in agguato, pronta a rosicchiare i guadagni dei provider con grande soddisfazione di una grossa porzione di utenza che potremo definire, nella più gentile delle definizioni, “disinvolta”. Una schiera di appassionati e non, attratti dal risparmio economico, dal brivido del proibito o più semplicemente dagli indubbi risvolti tecnologici che si celano dietro la realizzazione di mezzi per accedere gratuitamente, o quasi, a un’invitante serie di servizi a pagamento. I mezzi sono svariatii: Season, Card, CAM sino ad arrivare allo “sharing”, vero caposaldo della pirateria dei giorni nostri.
Ma mentre la pirateria si è ammorbidita, o perché soddisfatta dei successi raggiunti o per impossibilità nel migliorare, i provider hanno proseguito incessantemente la lotta ai sistemi illegali più adottati, sino ai giorni nostri dove il più importante provider per il nostro paese, Sky, sembra essere riuscito a mettere la parola fine sopra gran parte delle pratiche illecite, intervenendo sia a livello legale con obblighi contrattuali, sia a livello tecnico, rendendo impossibile ai comuni mortali la lettura della card ai ricevitori diversi da quelli forniti dal provider stesso. Nelle pagine a seguire riportiamo le esperienze vissute in prima persona ai fini di comparare le diverse situazioni.

Sky, abbonati e contenti
Abbonarsi a Sky è una pratica semplice in quanto, grazie alla pubblicità martellante, anche l’utente più inesperto e privo di conoscenze nel settore è al corrente dei modi e dei metodi per stipulare l’abbonamento. Possiamo scegliere di affidarci a uno Sky Center, chiamare il numero verde del provider per informazioni, come pure connettersi a Internet dove, dal sito ufficiale, è possibile gestire tranquillamente le procedure d’abbonamento, scegliendo tra le opzioni in offerta quella preferita. I costi non sono dei più contenuti, ma non staremo certo a giudicarne il valore, trattandosi di una pay-tv che nessuno ci obbliga ad acquistare. Molto motivato e disponibile il call-center ma è molto difficile chiedere l’intervento di un tecnico per un sopralluogo preventivo. In ogni caso, a pochi giorni dalla stipula dell’abbonamento, previo appuntamento telefonico incontriamo l’installatore incaricato alla realizzazione dell’impianto e conseguente attivazione del servizio. L’intero sistema è finalizzato all’uso del ricevitore MySkyHD fornito dal provider in comodato d’uso. Non c’è margine per soluzioni personalizzate o non coerenti con la configurazione tipo imposta da Sky, finalizzata alla corretta ricezione dei canali relativi all’offerta sottoscritta. Non sarà perciò semplice richiedere al tecnico il montaggio di un’antenna di nostra scelta magari di maggior diametro (es. un disco da 180 cm) al posto di quella classica proposta dal provider, in previsione un possibile uso più “allargato” del sistema di ricezione. Così inizia la vita da abbonato. Difficoltà vicine allo zero, ottimo supporto e discreta flessibilità: in qualsiasi momento si può chiedere aiuto al call-center per ogni emergenza risolvibile online.

Vera alternativa?
Parallelamente alle procedure sopra descritte, abbiamo anche voluto metterci nei panni di chi accede in modo “illegale” ai programmi di Sky attraverso ricevitori con firmware modificati oppure con l’adozione di emulatori e l’acquisto di linee per lo sharing. Non vogliamo certo promuovere l’uso di pratiche illegali, ma è anche ingenuo pensare che chi ci legge non sappia dell’esistenza di queste possibilità. Una veloce ricerca in Internet, una consultazione ai forum più estremi  permettono di  scegliere quale sito potrà fornire quanto necessario al minor costo e con le migliori garanzie. Entro poche ore o pochi giorni dall’acquisto, all’indirizzo email dichiarato vengono inviate le linee che l’utente dovrà inserire nel file di configurazione del proprio emulatore e, in assenza di eventuali intoppi, si potrà iniziare la visione di contenuti non autorizzati. Non esistono, naturalmente, call-center a cui rivolgersi in caso di inconvenienti ma, anzi, quando c’è qualche interruzione del servizio è quasi sempre impossibile riuscire anche solo a comprendere l’entità del problema, la sua causa e i possibili tempi di intervento. Dotati sia di un abbonamento regolare sia di un accesso illegale ai programmi del provider nazionale, ora siamo in grado di stabilire quale possa essere la scelta migliore e stabilire se davvero la pirateria possa avere un futuro, fatto che, paradossalmente, metterebbe in discussione il futuro delle pay-tv.

Percorso borderline...
Innanzitutto, come ben sa chi ci segue regolarmente, con la visione di Sky tramite un ricevitore alternativo non possono essere utilizzate le funzioni interattive, che potrebbero anche non interessare, ma il fatto sicuramente più rilevante è che anche tutti i canali in Alta Definizione sono esclusi dalla visione, così come l’accesso a PrimaFila. Ciò dopo le ultime contromisure di Sky per altro già attive da molto tempo e quindi ben collaudate. Verificheremo perciò se valga la pena seguire la via illegale, focalizzando la nostra attenzione sulla possibilità d’accesso ai canali Sky gestiti nei due sistemi. Nel mese circa durante il quale abbiamo usufruito della visione di Sky in modo “illegale” più volte siamo stati sul punto di lanciare il ricevitore dalla finestra. Per prima cosa, infatti, la qualità della connessione Internet è basilare, indispensabile una buona qualità per il continuo scambio di informazioni dall’emulatore al server remoto: l’instabilità del collegamento mette a rischio la bontà della visione sia in caso di buchi di rete sia di particolare congestione del traffico. Anche in presenza di connessioni veloci e stabili, in Italia purtroppo riservate a pochi, la visione dei canali Sky presenta molti “freeze” e blocchi di svariati secondi capaci di mettere a dura prova la pazienza dell’utilizzatore, soprattutto se si manifestano durante la trasmissione di programmi  interessanti. A questi inconvenienti, di per sé già piuttosto rilevanti, aggiungiamo la mancanza di qualunque assistenza qualora il server di origine delle linee pirata risulti off-line, rendendo impossibile la visione di qualsiasi canale decodificato in modo illegale. Talvolta anche per giorni. Siamo a conoscenza di utenti che, nella speranza di aggirare il problema, hanno pensato di stipulare abbonamenti per svariati mesi ai gestori di questi server, salvo poi accorgersi che il sito sul quale si sottoscrive il pagamento ha chiuso improvvisamente i battenti, intascandosi i soldi degli incauti abbonati.

Vantaggi oggettivi
L’uso dello SkyBox è come ritornare bambini portati per mano all’asilo: non c’è quasi possibilità di errore e qualunque operazione è portata a termine in modo rigido per evitare qualsiasi possibilità di mettere in difficolta l’utilizzatore. Quasi nulla la necessità di intervenire sulle impostazioni e inesistenti le possibilità di ricerca alternative dei canali: impossibile anche gestire il DiSEqC e controllare un’antenna motorizzata.
Ottime, invece, le possibilità multimediali del MySky HD: possibilità di registrare un programma in contemporanea a quello in visione, disponibilità del doppio tuner DVB-S2, dotazione di un LNB SCR fornito direttamente dal provider e connessione di rete per l’accesso al servisio Sky On Demand. Agli abbonati che mai hanno usufruito di questi servizi si apre davvero un nuovo mondo: timeshift, guida ai canali completa, centinaia di eventi a disposizione con semplici operazioni da telecomando, possibilità di impostare la registrazione di intere serie, canali interattivi e molto altro. Il mondo Sky, in quanto chiuso in se stesso, è efficacemente gestito dai ricevitori forniti in comodato, su quali è possibile installare una penna USB per la gestione dei canali DTT, unica apertura verso il mondo esterno. Mai è capitato di vedere un programma disturbato da blocchi, nonostante il ricevitore fosse in registrazione continua: l’hard disk poi è silenziosissimo, anche in condizioni di utilizzo prolungate. I programmi registrati sono accessibili alla pressione di un solo tasto e visualizzati in una lista che riporta la data ultima nella quale è usufruibile la registrazione: le serie televisive sono raggruppate in sotto-liste per una più agevole consultazione.

Tirando le somme
Potrà sembrare insolito, in controtendenza e a qualche “estremista” del Sat potrà perfino sembrare di parte, ma è imbarazzante il margine di distacco a favore della via legale garantita dallo SkyBox e dall’abbonamento: come abbiamo già avuto modo di sostenere la visione del proprio programma preferito, qualsiasi esso sia, è un momento di relax nella vita quotidiana e rovinarlo con interruzioni, “freeze” e ripetute arrabbiature non ha senso. Non vogliamo apparire ipocriti, ma allo stato delle cose non c’è proprio partita tra legalità ed illegalità: tutto può succedere, e magari prossimamente la situazione si ribalterà, ma oggi è assolutamente stupido anche solo pensare di dotarsi di mezzi illeciti per vedere Sky. Se tiriamo poi in ballo il rischio di venire scoperti e denunciati penalmente (la possibilità esiste, anche se in percentuale non altissima) allora davvero il gioco non vale la candela. Non possiamo, in definitiva, che spostare gli equilibri a favore della pay tv di Murdoch, ma con alcune osservazioni: lo SkyBox è come il pifferaio magico di Hamelin, difficile resistere al suo richiamo e se si è nel suo raggio di azione si rischia di restarne soggiogati. Purtroppo, e sappiamo di rappresentare il pensiero di tantissimi appassionati di tv satellitare, per porre definitivamente fine alla pirateria il modo più giusto non può essere l’imposizione dei propri apparecchi. Per l’appassionato “smanettone” lo SkyBox è un vero incubo: lento, limitato e limitativo, spartano nei menu e poco flessibile. In compenso i contenuti di Sky sono eccellenti, il servizio On Demand è favoloso, e allora perché non mettere tutti nelle condizioni di poter accedere a tali opportunità anche con altri ricevitori molto più performanti e scelti dall’utente, tramite la commercializzazione di una CAM?

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