Pochi canali? Aumentali così…

Maggio 2013
Gli impianti centralizzati SAT condominiali per il collegamento di più decoder alla stessa antenna parabolica, fanno uso necessariamente dei sistemi di distribuzione multicavo nei quali, per ogni satellite da distribuire si adottano quattro cavi. Il motivo per cui è necessario ricorrere a più cavi è dovuto all’ampia banda di frequenze, molto più grande della banda di sintonia di un decoder, ossia le frequenze su cui il decoder riesce a sintonizzarsi. Per questo motivo a livello mondiale è stato stabilito un modello industriale che definisce la suddivisione della banda SAT in quattro parti, ognuna delle quali sfrutta un cavo.

Questo modello approvato dai vari paesi ha permesso all’industria di costruire un’antenna “universale” in grado di funzionare con tutti i satelliti ed essere installata in qualunque città e paese del mondo. Tale antenna non ha peculiarità meccaniche particolari: si tratta sempre di un sistema parabolico a riflessione, ciò che cambia è l’LNB ovvero il componente attivo posto nel fuoco della parabola. Proprio l’LNB universale realizza un sistema complesso di gestione dei canali ricevibili che, negli impianti individuali sfrutta una porzione di banda alla volta (LNB universale ad una uscita), mentre negli impianti collettivi sfrutta contemporaneamente tutte le quattro porzioni di banda, rendendole disponibili simultaneamente a quattro uscite per altrettanti cavi (LNB universale Quattro).

Si comprende, quindi, che nel caso in cui si voglia estendere la ricezione a più satelliti servirà un LNB Quattro e quattro cavi per ogni satellite da aggiungere. Ogni LNB sarà poi collegato a una centrale di commutazione multiswitch che fornirà a ogni decoder la banda o i canali richiesti dall’utente con il suo telecomando, selezionandola tra tutte le bande e canali ricevuti dall’antenna.

Estendiamo l’impianto
Quando nel nostro condominio è già presente un impianto SAT centralizzato, esiste la possibilità di estendere la ricezione a più satelliti aggiungendo e integrando i componenti adeguati (semplici commutatori o switch) per gestire i canali vecchi e nuovi e commutatori più complessi “multiswitch” per gestire più LNB. In pratica la soluzione più semplice per non rottamare l’impianto esistente è di aggiungere uno o più multiswitch affiancandoli a quelli esistenti nell’impianto e infine un semplice switch per ogni utente per prelevare canali dall’impianto esistente o da quello aggiunto, a seconda del canale da ricevere. Nella figura 1 sono illustrate due soluzioni adatte a edifici condominiali già dotati di un impianto a multiswitch a 4 cavi per evitare di sostituire tutti i componenti dell’impianto. In alternativa, rifacendo la distribuzione da capo si possono usare sistemi multiswitch a 16 cavi che già includono tutto ciò che serve per arrivare a gestire fino a 4 satelliti.

Comandi adeguati
La commutazione è un’operazione importante in questi impianti perché nel momento in cui l’utente effettua la scelta del canale desiderato, il sistema deve selezionare il cavo giusto in cui è presente il canale richiesto. Universalmente per la commutazione relativa a un solo satellite si sfruttano comandi di tensione (13 – 18 Volt) e frequenza (0 – 22 kHz), quando i satelliti da gestire sono più di uno si ricorre al sistema DiSEqC (Digital Satellite Equipement), una serie di comandi elettrici che ogni decoder è in grado di generare e prontamente trasferiti agli switch attraverso gli stessi cavi coassiali in cui passano i segnali da ricevere.

Per capire come funziona il sistema ci si deve ricondurre al principio di funzionamento dei multiswitch. All’interno di un multiswitch sono presenti tanti commutatori quante sono le uscite di utente. Ogni commutatore vede da un lato tutti gli ingressi disponibili e dall’altro lato una delle uscite disponibili (figura 2).
Per commutare un solo satellite si utilizzano invece i comandi elementari o universali (13/18 volt per le polarizzazioni V e H e 0/22 kHz per le bande bassa e alta).
Se i satelliti sono due, è necessario un comando aggiuntivo DiSEqC a due stati e disponibile in due tipi: Tone Burst o Simple DiSEqC oppure Full DiSEqC. Grazie a questo comando aggiuntivo a due stati si esegue la commutazione tra il primo satellite e il secondo.
Quando i satelliti diventano quattro, oltre ai comandi 13/18 volt e 0/22 kHz sempre presenti, non basta più un comando Simple DiSEqC o DiSEqC Tone Burst con solo due stati, bensì un comando di livello superiore Full DiSEqC provvisto di quattro stati DiSEqC 1.0.

Anche i decoder SAT collegati all’impianto devono perciò devono potere generare quattro comandi DiSEqC, uno per ognuno dei quattro satelliti da gestire. Gli attuali decoder in commercio integrano tutti questa funzionalità. Quando si collegano le uscite di due o più multiswitch a un commutatore aggiuntivo si crea una condizione più complessa che prevede una doppia commutazione: la prima (option) per scegliere il multiswitch preposto a fornire il canale richiesto, la seconda (position) per scegliere l’ingresso del multiswitch in cui il canale è presente. La doppia commutazione è gestibile solamente con comandi DiSEqC 1.1 in grado di offrire un set aggiuntivo di possibili commutazioni (option A-B-C-D e position A-B-C-D) capaci di moltiplicare per quattro le possibilità  del sistema DiSEqC 1.0 potendo così gestire impianti fino a 4 x 4 ovvero 16 satelliti (figura 3).

Soluzioni radiali
La configurazione radiale può essere molto semplice: un solo centralino multiswitch dispone di 16 entrate per i segnali satellitari, un’entrata per i segnali TV terrestri e di almeno 12 uscite per altrettante prese  di utente alle quali si possono collegare i  decoder satellitari (figura 4A). Si possono, tuttavia, ottenere configurazioni più complesse, come quella di figura 4B dove si realizza un sistema per quattro satelliti a partire da due multiswitch a 8 ingressi per due satelliti. In questo caso i decoder devono poter generare i comandi DiSEqC 1.1.

Soluzioni in cascata
La configurazione in cascata può essere realizzata con multiswitch passanti già predisposti per 16 cavi (figura 5A): in questo caso i cavi di utente sono collegati direttamente al multiswitch di piano.
Una possibile variante consta nell’impiego di due linee di discesa a 8 cavi, ognuna delle quali alimenta multiswitch di piano a 8 cavi. Le uscite dei due multiswitch vanno poi collegate a uno switch DiSEqC 1.1 per ottenere un solo cavo di utente (figura 5B).

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