Prese SAT, quante te ne servono?

Gennaio 2013
Di sistemi per distribuire i segnali TV satellite in un condominio ne esistono oggi di consolidati ed efficaci basati sull’impiego di multiswitch in grado di gestire per ogni presa di utente, le commutazioni necessarie. Un multiswitch, prende quindi il nome dal fatto di contenere più commutatori, uno per ogni presa di utente, e di essere costruito in diverse versioni ognuna delle quali specifica per tipologia di rete. Possiamo contare fondamentalmente su quattro configurazioni:

–    radiale
–    in cascata
–    in derivazione
–    in derivazione estesa

Tra queste, le due ultime configurazioni sono quelle più “aperte” e che da un lato meglio si prestano a soddisfare l’esigenza di offrire da un lato molteplici prese per ogni utente e quindi ad ogni piano del condominio e dall’altro lato consentono possibili evoluzioni sia nell’estensione della rete condominiale sia negli allacciamenti di utente. In aggiunta vanno considerate anche le soluzioni rese possibili dal sistema SCR che riducono il numero di cavi da utilizzare, più facili da allestire e in grado di garantire ad ogni utente fino a 4 prese per altrettanti decoder a partire da un solo cavo di distribuzione. Con i normali multiswitch i cavi necessari si limitano a uno solo per ogni presa.

Un impianto “aperto”
Per allestire un impianto per così dire “aperto” ossia senza limiti a future espansioni, soprattutto in termini di prese disponibili, possono esserci diverse soluzioni: quella da noi presa in esame è senz’altro la più flessibile ed espandibile nel tempo, caratterizzata dall’impiego della tecnica di distribuzione dei segnali con più cavi (distribuzione multicavo). Per realizzare questa soluzione sono necessari 4 cavi per ogni satellite tanto nella linea principale di discesa quanto negli allacciamenti di utente. A questi cavi ne aggiungeremo un quinto nel caso si vogliano sfruttare le stesse condutture per distribuire anche i segnali TV. Questa caratteristica è fondamentale per mantenere un equilibrio tra i segnali distribuiti e nel contempo permettere aggiunte e modifiche in tempi successivi senza danneggiare la qualità dell’impianto e dei segnali.
Nella figura 1 è rappresentata in modo semplificato la tecnica di distribuzione basata sull’impiego di una rete in derivazione con la caratteristica di essere passiva nella dorsale centrale e attiva nelle derivazioni di utente. La passività della linea di discesa consente di realizzare la distribuzione anche in edifici con un numero elevato di piani (più di 10), mentre la derivazione multicavo di utente permette la massima flessibilità dell’impianto e garantisce la sua espandibilità nel tempo permettendo l’aggiunta di prese senza modifiche della rete condominiale.

Due tipi di rete
Sono due i modi per allestire un impianto multicavo “aperto”. Il primo è di realizzare a ogni piano una rete a stella che chiameremo “radiale” costituita da multiswitch radiali collegati al derivatore passivo di piano (figura 2a). Il secondo consiste nel realizzare a ogni piano una derivazione multicavo, o più di una, sulla quale inserire in cascata alcuni multiswitch definibili come “derivatori di utente”, modo che in breve chiameremo, rete “derivata” (figura 2b).

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