Radiale ottima scelta

Gennaio 2015
Sul mercato sono reperibili innumerevoli apparecchi e accessori con i quali allestire impianti TV di ogni genere. Vi presentiamo tre soluzioni interessanti per collegare in ogni stanza dell’appartamento ogni tipo di apparecchio ricevente: decoder sat, decoder DTT, televisore, videoregistratore e computer ma anche un decoder SAT PVR provvisto di hard disk integrato e PC in grado di ricevere anche in Alta Definizione.
Tra tutte le soluzioni ipotizzabili per distribuire i segnali in casa, la distribuzione “radiale” offre oggi la massima flessibilità. Per “radiale” intendiamo un sistema di distribuzione dei segnali nel quale tutti i cavi coassiali che trasportano i segnali tv, raggiungono le diverse stanze della casa partendo da uno stesso punto in cui è collocato il centralino TV e SAT. Un impianto radiale, quindi, si basa su una postazione centrale in cui sono collocate tutte quelle apparecchiature necessarie per amplificare i segnali televisivi ricevuti via satellite e via terrestre, comprendenti anche centraline TV, centraline SAT, multiswitch e quant’altro consenta di ripartire i segnali per indirizzarli verso le diverse stanze della casa.
Da questo fulcro centrale parte un cavo indipendente per ogni punto dell’appartamento, dove sia presente una presa tv. Questa presa potrà assumere diverse configurazioni con una o più prese SAT e una o più prese TV. Per estrarre dallo stesso cavo i segnali TV e SAT di frequenze diverse, è necessaria una presa “demiscelata” provvista di uno specifico filtro interno per separare i segnali e renderli disponibili su due diversi connettori per i segnali SAT e per quelli TV. Là dove sono necessarie più prese SAT si porteranno più cavi.

Quali componenti?
Per realizzare l’impianto proposto bisognerà procurarsi un multiswitch radiale provvisto delle uscite necessarie a collegare tutte le prese TV della casa. Ne esistono sul mercato versioni da 4 a 32 uscite. Nell’esempio riportato in figura 1 si è ricorso a un semplice multiswitch a sei uscite, ma se il numero di prese è superiore si può optare per un multiswitch con più uscite. Non importa se sono presenti più uscite del necessario perché quelle in esubero possono restare inutilizzate e/o impiegate per espandere l’impianto in un secondo tempo, collegando altre prese.
Il multiswitch radiale dispone solitamente di amplificatori integrati per collegare alle sue uscite cavi anche molto lunghi, pertanto possiamo star certi che i singoli cavi potranno avere una lunghezza ampiamente variabile, compresa tra 1 e 70 metri (con cavi provvisti di una attenuazione di 30 dB/100m alla massima frequenza SAT ovvero 2150 MHz).
Sul disco parabolico va montato uno speciale LNB a quattro uscite per fornire tutti i canali ricevibili, suddividendoli sulle sue quattro uscite in base alla loro polarizzazione (verticale o orizzontale) e banda di trasmissione (bassa o alta).
Per quanto riguarda il diametro del disco parabolico, può bastare una normale antenna da 85 cm per i satelliti che trasmettono con potenza di almeno 48 dBW verso l’Italia.
Per la ricezione dei segnali TV terrestri sono necessari almeno due antenne: una VHF e l’altra UHF. L’antenna VHF è consigliabile del tipo a larga banda. Per i canali UHF in alcune zone possono essere necessarie più antenne orientate verso direzioni differenti. La ricezione TV terrestre ha caratteristiche “locali” che differenziano il sistema d’antenna da paese a paese, pertanto si dovrà studiare una soluzione ad hoc per ogni caso.
I segnali TV terrestri, dovranno essere amplificati per poter sopportare le attenuazioni di distribuzione (miscelazione dei segnali nel multiswitch e perdite dei cavi coassiali), pertanto potremo utilizzare un amplificatore collocato sul palo di sostegno oppure nel sotto tetto della casa.
Nella figura 1 si può notare che in una delle stanze è presente un computer dotato di schede di ricezione SAT e/o DTT pertanto è necessario un secondo cavo SAT e una seconda presa SAT. In un’altra stanza è presente un decoder SAT PVR dotato di due tuner. Quest’ultimo richiede quindi un secondo cavo SAT.

Valori dei segnali in transito
Il multiswitch radiale include amplificatori capaci di compensare tutte le perdite del segnale SAT causate dai circuiti interni di divisione dei segnali su più uscite. Per questo motivo i segnali SAT in uscita da un multiswitch sono (quasi sempre) della stessa intensità di quelli in entrata. Nella pratica si può quindi considerare il multiswitch “trasparente” ossia di nessun peso nel calcolo della lunghezza massima dei cavi da utilizzare, considerando per il momento solamente i segnali SAT.
Normalmente un LNB fornisce segnali con un livello medio di 75 dBµV mentre a un ricevitore SAT devono arrivare segnali almeno superiori di 6 dB rispetto al minimo ricevibile da un decoder, cioè 47 + 6 = 53 dBµV, considerando la possibilità di avere circa 2 dB di attenuazione dovuta alle connessioni (connettori o morsetti di collegamento dei cavi) possiamo dire che il segnale SAT destinato ad ogni presa non dovrebbe scendere al di sotto dei 55 dBµV. L’attenuazione massima introdotta in un cavo coassiale sarà quindi la differenza tra il livello fornito dall’LNB (75 dBµV) e il livello destinato alla presa (55 dBµV), ossia 20 dB. Con un cavo provvisto di attenuazione tipica di 30 dB alla frequenza massima di 2150 MHz si possono perciò realizzare collegamenti lunghi fino a circa 70 metri.

Perdite sulle lunghe tratte
Le cose cambiano per quanto riguarda i segnali TV che utilizzano frequenze più basse e non superiori ai 790 MHz. Un cavo coassiale normale a questa frequenza attenua normalmente circa 20 dB/100 metri, pertanto la lunghezza fissata per le frequenze SAT va più che bene anche per i segnali TV. Una precisazione è tuttavia necessaria perché il multiswitch, dedicato alla miscelazione dei segnali SAT e TV, introduce una perdita sui segnali TV tanto più elevata quanto sarà maggiore il numero di uscite del multiswitch. Con un modello a quattro uscite solitamente si hanno perdite di circa 10 dB. Volendo fare una stima nello stesso modo con cui è stata fatta per i segnali SAT possiamo dire che a un televisore digitale giungeranno segnali di 50 dBµV. Dopo 70 metri di cavo (secondo la stima fatta per i segnali SAT) i segnali TV terrestri digitali subiscono un’attenuazione di circa 14 dB. Sommando questo valore a quello relativo alla perdita di miscelazione del multiswitch, possiamo affermare che i segnali TV dovranno entrare nel multiswitch con un livello di 50+14+10 = 74 dBµV. Per ottenere valori di questo genere occorre solitamente un amplificatore d’antenna con un guadagno compreso tra 10 e 30 dB secondo l’intensità con cui i segnali ricevibili nella zona sono forniti dalle antenne riceventi (la stima è stata fatta per 790 MHz, pertanto si considerano le antenne UHF).

LNB in versione SCR
La sigla SCR definisce una tipologia di apparecchiature, multiswitch, LNB, decoder in grado di realizzare fino a quattro connessioni SAT indipendenti sfruttando un unico cavo coassiale. Se in alcune stanze devono essere collegati decoder SAT-PVR dotati di doppio tuner e registratore su hard disk interno, si può eseguire l’impianto illustrato nella figura 2. Un decoder PVR con doppio tuner e compatibile SCR funziona tenendo bloccati i due tuner su una frequenza IF fissa. Su questa frequenza, il multiswitch convoglia il transponder satellitare richiesto su cui è trasmesso il programma desiderato. Il decoder in questo caso comunica con il multiswicth utilizzando oltre ai comandi classici, 13/18 volt e 22 kHz, anche alcuni comandi aggiuntivi del protocollo DiSEqC. Per questo motivo la realizzazione di questo impianto è possibile solamente se tutti i decoder SAT sono “SCR compatibili” ossia in grado di generare i comandi appropriati e funzionare tenendo la frequenza di sintonia fissa.
Tutti i decoder SAT collegati a questo tipo d’impianto dovranno essere SCR compatibili, diversamente i decoder normali potrebbero non funzionare.
Nel caso di un computer con scheda SAT questo sarà sicuramente incompatibile con l’SCR, non essendo tale tecnologia ancora considerata dai costruttori di hardware per computer.

Esigenze particolari
Gli appassionati vorrebbero disporre di un impianto non solo performante ma anche in grado di evolvere nel tempo, caratteristiche, queste, peculiari del sistema radiale, dal momento che attraverso i singoli cavi che collegano le prese TV si possono non solo distribuire tutti i segnali TV oggi disponibili ma anche sfruttare i cavi come mezzi di collegamento al fine di ridistribuire i segnali provenienti da tutte le possibili sorgenti AV (decoder SAT, DTT, lettori VHS, DVD player, telecamere, media server ecc…). Questa possibilità permette, con un solo cavo in più, di trasferire dalla stanza dove risiedono le apparecchiature tutti i segnali da ridistribuire alle altre stanze. La soluzione di figura 3 mostra lo schema da adottare. Spicca l’uso di un modulatore DTT dotato di 4 ingressi AV in grado di generare un canale digitale DTT contenente quattro programmi associati a quattro apparecchi sorgente e ricevibile in tutti i televisori della casa.

Impianto espandibile
Grazie all’impiego della tecnica di distribuzione radiale, questo sistema si presta ad evolversi nel tempo aggiungendo più prese TV e SAT se si usa già in partenza un multiswitch con più uscite. Si può in un secondo tempo fare un aggiornamento per ricevere i segnali da due satelliti collegando un secondo LNB sull’antenna parabolica e sostituendo il multiswitch con un modello a 8 ingressi SAT e ingresso Mix TV, senza modificare i collegamenti alle prese. E’ necessario, tuttavia, settare ogni decoder SAT sul tipo di impianto dual-feed.

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