RAI resta alla finestra e spera

Gennaio 2009. «Il Governo sta pensando alla possibilità di abbassare il canone RAI e nello stesso tempo combattere l'evasione magari legandolo alla bolletta elettrica»: lo ha annunciato il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani.
L'evasione media dal canone RAI è del 27%, con punte del 45% al Nord e che salgono notevolmente al Sud.

La replica alla proposta ventilata da Romani è il duro sfogo del presidente della RAI Claudio Petruccioli nell'audizione in commissione di Vigilanza: «La politica esprime sprezzo e fastidio per la RAI originati nella gran parte dei casi dall'autonomia e dalla professionalità del vertice», mentre sarebbero più graditi alla politica “comportamenti tributari e servili”.

Petruccioli ha anche rilevato che negli ultimi tre anni la RAI «ha costantemente mantenuto la sua supremazia negli ascolti».
La nuova stagione 2008-2009 ha preso avvio in modo particolarmente brillante per la Tv di Stato.
«Nel periodo di garanzia autunnale nel prime time la RAI ha distanziato Mediaset di cinque punti e mezzo (44,56% contro il 39,14), due punti in più dell'omologa stagione di un anno fa», ha spiegato il presidente della Tv di Stato.
«Nella programmazione dell'intera giornata invece il distacco è meno forte e però sempre netto: tre punti».
Inoltre, dal 2003 a oggi, le altre televisioni, soprattutto SKY, hanno guadagnato nell'intera giornata l'8% di share e il 6,5% in prima serata.

«Aggiungere alle difficoltà di mercato un'ulteriore contrazione delle entrate di qualche decina di milioni di euro per mancato adeguamento del canone potrebbe costituire per la RAI il colpo di grazia», ha concluso Petruccioli.
Per mantenere un mercato con tre operatori, dunque, è necessario non penalizzare la Tv di Stato: o si privatizza o si mantiene in vita con il canone adeguandolo alle necessità di sviluppo nel digitale.

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