Rai4. Giovani fortemente attratti

Aprile 2010. Saranno anche nanoshare, ma crescono continuamente gli ascolti dei Rai4, il canale digitale guidato da Carlo Freccero. Prima rete tematica del bouquet digitale della RAI, ma anche prima rete non generalista dell'intero Digitale terrestre, a gennaio l'ascolto medio ha toccato quota 74.000 spettatori con una crescita del 334% rispetto allo stesso mese del 2009.
Canali famosi come Rai News 24 e Rai Storia producono un sesto dei suoi ascolti, in prima serata Rai4 tocca l'1,85%, di share con picchi del 3% nel Lazio, mentre in Sardegna in tre mesi aveva già superato una rete come La7, che proprio scarsa non è.

Numeri importanti, quindi, che catapultano Rai4 come la rete “fenomeno” del 2010. E questo nonostante le risorse in cassa siano assai risicate, 8 milioni di euro per il 2009, un punto interrogativo per il 2010.

Il “tocco di classe” di Freccero è stato di indirizzare il canale non a un pubblico qualunque, ma a un target particolare, i “nativi digitali”, cioè i giovani nati dopo il 1990 che guardano la televisione solo sul computer.

Per inchiodarli alla visione il palinsesto di Rai4 ha scelto tre prodotti che, nella narrazione di Freccero, sono diventati un marchio di fabbrica: la fantascienza con Battlestar Galactica, il drama con Crash e poi l'azione e le autoproduzioni.
Non si tratta né di scarti né di eccessi, ma solo di programmi che si adattano a questa nuova cultura.

Altra novità introdotta dal direttore è stata l'importazione degli “Animati” giapponesi, genere che vanta gruppi di fans, molto numerosi, ma che riesce a imbambolare anche  i bambini come tutti i cartoon.

Serie di grande appeal
La volontà rivoluzionaria posta alla base del canale si nota anche dalla disponibilità di accettare consigli e proposte nel sito on line dove tutti possono dire la loro.
Il risultato è che il pubblico dei “nativi digitali” ha dimostrato di apprezzare la carrellata delle 17 serie trasmesse dal canale: Beverly Hills 90210, la lotta contro demoni e stregoni delle tre sorelle di Streghe, i sei gradi di separazione di Six Degrees, Dead Zone, Brothers and Sisters e poi Alias, miscela di spionaggio e fantascienza creata da JJ Abrams (una delle menti di Lost), Millennium (dall'ideatore di X-Files), mentre a fine anno verrà trasmessa la versione italiana di In Treatment, la serie Tv americana basata sulle vicende e i dialoghi tra uno psicoterapeuta e i suoi pazienti.

Vanno forte anche le autoproduzioni e tra queste spicca Sugo, un magazine di un'ora su culti e tormenti della generazione web 2.0 condotto da Carolina Di Domenico, vee-jay di Mtv. Ricapitolando: i giovani si allontanano dalla Tv e si riversano sul web? E allora noi peschiamo i contenuti dal web e ci riprendiamo i giovani.
Sia chiaro, non il solito sfruttamento della rete a vantaggio del mezzo televisivo, ma un'interazione a “tutto tondo” tra televisione e web dove la “generazione 2.0” è assoluta protagonista dell'etere.

Un progetto del genere non poteva che essere affidato a un personaggio come Carlo Freccero, che negli anni si è sempre distinto per la continua e scrupolosa ricerca di nuovi linguaggi televisivi.
Freccero non a caso si autodefinisce in questo modo: «Io sono un “tele-phage” un mangiatore di televisione: conosco tutto e vedo tutto, dalle cose più alte alle più basse. La mia passione è giocare con la Tv, così che alla fine la trasformo in un video-game».

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