Rai4, inediti percorsi tutti da esplorare

Settembre 2008. Arriva Rai4, il nuovo canale Rai sul Digitale terrestre in chiaro pensato per un pubblico giovane, che naviga su internet, sensibile alle suggestioni della moderna comunicazione.

Il canale, nato all'interno di RaiSat, presieduta da Carlo Freccero, ha preso, dallo scorso luglio, il posto di RaiGulp su uno dei due multiplex digitali. Inizialmente si alimenterà soprattutto di serie americane cult, film e telefilm, cartoni animati e programmi musicali. Poi avrà un evoluzione, come spiega lo stesso Freccero nell'intervista pubblicata in queste pagine.

L'idea di Rai4 nasce per coinvolgere un nuovo pubblico di utenti televisivi provenienti dal web, «Abituati - ha dichiarato Freccero alla stampa - a creare bolle comunicative che lanciano in rete».

Nell'era della multimedialità sono esplosi i pubblici, ci sono quelli che giocano coi reality, ma anche gli “spettatori fan” che si nutrono di serialità e così via.
A questi si rivolge la nuova rete senza però dimenticare la Tv generalista che fungerà come cavallo di Troia: da essa attingerà temi e argomenti che poi svilupperà con modelli di produzione a basso costo attraverso sinergie con i nuovi media.

A quei giovani nati e cresciuti con Internet, YouTube, MySpace e il download, a persone che considerano normale scegliersi cosa e come consumare, Freccero offre un passo ulteriore: uno spazio nel quale possano intervenire su ciò che va o non va in onda, proponendo il proprio materiale.

Un po' come avviene sul Web: ma il web viene importato in Tv, non viceversa.
Nella pratica questo vuol dire programmi di montaggio con le schegge audiovisive generate spontaneamente o rubate dagli altri media, realizzando in questo modo un racconto alternativo a quello della Tv generalista.
Oppure programmi che facciano un passo avanti rispetto ai reality raccontando l'immaginario di chi ha fatto del guardare e del farsi guardare uno stile di vita.
E ancora, video satirici prodotti sul web da utenti sia italiani che internazionali, forme di giornalismo nato dal basso, ossia con il contributo di videomaker del Web.

Contenuti insomma che difficilmente la Tv generalista riesce a trattare e dove l'annoso problema della censura finisce per essere superato perché con i nuovi media è impossibile praticarla.

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