Ricevitore Linux Golden Media Hypercube

In sintesi
Un ricevitore coraggioso, che ha saputo trasformare ciò che poteva scadere in un mero esercizio tecnologico, ossia la coesistenza di Enigma 2 e Android, in un apparecchio in cui convivono solidità di costruzione e visioni futuristiche. Anche dimenticando Android, siamo di fronte a un ricevitore con triplo tuner, con doppia connessione di rete, wired e wireless, dotato di una buona connettività ad un prezzo che non farà dormire sonni tranquilli alla concorrenza. Se a tutto questo aggiungiamo la possibilità di giocherellare con Android semplicemente alla pressione di un tasto del telecomando allora il piccolo Hypercube è promosso a pieni voti. Certo questo non è il ricevitore Android che ci si aspettava, ma è un primo passo che qualcuno doveva fare e i nostri complimenti vanno senza dubbio al coraggio dimostrato da Golden Media nell’aver fatto ricerca non a scapito dei consumatori, mantenendo un prezzo finale molto appetibile.

Agosto 2013
Dopo aver visto il logo Android abbinato al termine DualBoot sull’imballo del ricevitore Golden Media Hypercube, non nascondiamo di aver provato un certo stupore. Vedere il sistema principe per i ricevitori, il fantomatico Enigma, in competizione con il re dei sistemi operativi per dispositivi mobili, ovvero Android stimola non poco la fantasia degli appassionati. Da tempo seguiamo in parallelo l’evolversi dei due sistemi e ad oggi non ci sentiamo di escludere che prima o poi Android, dopo smartphone e tablet, possa primeggiare anche sui ricevitori, per molte ragioni che non stiamo ora ad elencare.

In realtà, osservando più da vicino il ricevitore Golden Media abbiamo scoperto che la parte Android è del tutto separata dal normale impiego del ricevitore, gestito in toto da Enigma2, e  accessibile separatamente con un reboot del ricevitore. In pratica è come disporre di un mini-PC Android abbinato ad un sistema Enigma, con tutte le possibilità che ne conseguono: pur sempre un ottimo risultato ma non certo un ricevitore “pilotato” da Android. Probabilmente i tempi per questa migrazione non sono ancora maturi ma ciò nulla toglie alla qualità del progetto del ricevitore Hypercube, pioniere in ogni caso di un interessante esperimento. Abbiamo preferito chiarire subito questo aspetto, onde evitare che qualche lettore ritenesse trattarsi del primo decoder Android-based.

Robustezza innanzitutto
L’imballo è abbastanza anonimo, nonostante gli sgargianti colori della confezione di cartone: all’interno il ricevitore, protetto da un nylon sottile, è alloggiato in uno spazio delimitato dagli scomparti che ospitano relativamente il telecomando con le pile e i cavi forniti in dotazione, un HDMI e un cavo SCART/A-V Cinch molto utile per chi ancora utilizza la SCART. Completa la dotazione, un manuale multilingue ma non in italiano: poco male, il libretto a corredo di un ricevitore Enigma è utile quanto le istruzioni per l’uso di un cavatappi.

Abbiamo riscontrato un insolito inconveniente durante la preparazione del piccolo Hypercube, dovuto alla sottile pellicola di protezione della parte in lamiera: la pellicola in questione è così fine e ben incollata che solo un paziente lavoro ha reso possibile la sua completa eliminazione. Un’operazione indispensabile per liberare le feritoie di areazione del ricevitore.

PER INFORMAZIONI
cesarex.com
http://www.cesarex.com/

Vuoi scaricare gratuitamente il test in formato pdf:
http://www.01net.it/01NET/Photo_Library/1072/eur247_GoldenMedia_pdf.pdf

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