Satellite al centro del sistema

Dicembre 2012
Ne abbiamo avuto conferma partecipando ad Eurovisioni 2012, il tradizionale Festival della Fiction, del Cinema e della Tv nel Vecchio Continente, svoltosi di recente a Roma e giunto ormai alla XXVI edizione.
Il satellite gioca un ruolo sempre più energico nel rilancio dell’audiovisivo europeo. Lo rileviamo ogni mese osservando la situazione italiana attraverso la nostra rivista dove raccontiamo le ultime conquiste messe a segno dalla tecnologia satellitare nei diversi ambiti dell’industria dell’intrattenimento. Tuttavia, forse, non abbiamo mai detto abbastanza chiaramente che il satellite si appresta a guidare una vera e propria fase rivoluzionaria nelle comunicazioni di massa.

Ci rendiamo conto che probabilmente l’affermazione è un po’ forte. Tuttavia, al di là dell’entusiasmo tipico degli appassionati, da tempo abbiamo notato segnali che vanno proprio in questa direzione.
Senza girarci troppo attorno lo stimolo principale arriva dalla banda KA dove si sta creando un ecosistema sempre più complesso con conseguenze rilevanti, in termini di nuovi servizi, sia per gli utenti privati sia per quelli professionali. Tuttavia, il dibattito sull’argomento sembra trascurare il contributo che le nuove tecnologie sono in grado di offrire in questo momento. Ne abbiamo avuto conferma nelle settimane scorse partecipando ad Eurovisioni 2012, il tradizionale Festival della Fiction, del Cinema e della Tv nel Vecchio Continente, giunto alla XXVI edizione, svoltosi a Roma dal 28 al 31 ottobre scorsi nelle suggestive cornici del Goethe Institut, Villa Medici e Palazzo Farnese.

Nodi al pettine e spunti di riflessione
Tra proiezioni e convegni, si è discusso di diversi temi come la contrazione dei fondi pubblici e comunitari, la mancanza di progetti di coproduzione di Fiction, la necessità di dare maggiori diritti ai produttori indipendenti. Sullo sfondo si è accennato anche ad altre questioni tra le quali spicca il mancato decollo del mercato dei contenuti sulle piattaforme web, dove, al contrario della musica, l’audiovisivo non ha ancora affrontato il suo switch-off. Non sfugge, infatti, che nel nostro paese, tra crisi economica, diritto d’autore e digital divide, si è accumulato un ritardo imbarazzante tanto che YouTube ha deciso di non investire in Italia per la creazione di decine di nuovi canali sulla sua piattaforma a breve lanciati in tutto il globo.
Dunque invertire la rotta è quanto mai necessario ed urgente e la tecnologia satellitare sta facendo la sua parte avanzando delle proposte che puntano in primis sulla categoria dei produttori di contenuti audiovisivo sul territorio. A condurre le danze c’è Eutelsat, il principale provider satellitare europeo, che, a margine dell’evento romano, il 29 ottobre, ha organizzato un convegno dal titolo “il satellite KA-SAT di Eutelsat al servizio dello sviluppo digitale europeo”.

Web via SAT, ultima frontiera
Nell’occasione i vertici del braccio italiano dell’azienda con sede a Parigi hanno ripercorso le principali tappe evolutive della tecnologia satellitare partendo dall’avvento dei canali televisivi tematici fino ad arrivare all’ultima frontiera rappresentata dal Web via satellite e dai nuovi servizi diretti agli operatori dell’informazione. E sono stati proprio questi ultimi a dare un primo feedback incoraggiante in merito al potenziamento della raccolta e del confezionamento dei contenuti audiovisivi. E’ il caso di H24, agenzia d’informazione televisiva con sede a Roma, che sta affrontando una fase di profonda ristrutturazione in seguito all’utilizzo in via sperimentale del KA-SAT.

Mauro Parissone, Amministratore delegato della società, ci ha raccontato che ormai H24 è divenuta un’agenzia di contenuti e che tutto è nato alcuni mesi fa a Lampedusa. Sull’isola si trova un presidio permanente satellitare della struttura che ha vissuto la transizione dalla banda KU alla banda KA ispirata dall’efficienza tecnica e dalla semplicità di utilizzo di quest’ultimo paradigma. L’antenna auto puntante, tanto per fare un esempio, permette il corretto funzionamento del sistema senza fare ricorso agli ingegneri e alle complesse analisi dello spettro. “Così – spiega Parissone – abbiamo costruito una struttura basata sul “producer”: una figura a metà strada tra il reporter, il segretario di produzione e il runner da campo che va a cercare storie, personaggi e testimoni. Il producer è competente di contenuto e anche di tecnologia e quindi assicura il trasporto del contenuto stesso”.

KA-SAT, radicale svolta tecnologica
Circa una sessantina di persone suddivise tra Roma e Milano, munite di radio camere collegate alle stazioni satellitari: è l’ossatura di un apparato, ristrutturato sulla base dei processi e non dei ruoli, che garantisce la presenza nel cuore dell’evento. E poco importa se il fatto accade in un luogo senza copertura, la soluzione satellitare permette a chiunque di entrare “in gioco” ovunque e in modalità semplificata.

Per Parissone “il KA rappresenta la stessa svolta che ha rappresentato il GSM per la telefonia cellulare: allargamento degli orizzonti e utilizzo alla portata di tutti grazie ai costi assolutamente competitivi”. Inoltre la banda garantita è sinonimo di maggiore sicurezza rispetto ad altre tecnologie. “Il fattore discriminante – afferma Parissone - è proprio la garanzia di andare sempre in onda che per esempio gli zainetti telefonici danno solo in ragione della qualità e della disponibilità della rete telefonica presente in quel momento nella zona in cui vai ad operare. E noi non possiamo permetterci neanche un secondo di nero visto che abbiamo costruito la nostra reputazione sulla qualità del contenuto e sulla puntualità di consegna in qualsiasi contesto”.

Una reputazione che, sul versante televisivo, recentemente ha portato al rinnovo di un contratto triennale con Al Jazeera Group e con France Television: “ormai – spiega ancora Parissone - siamo diventati i loro uffici di corrispondenza in Italia sebbene tra le altre attività c’è anche la trasmissione di dirette video per siti internet italiani quali il Corriere della Sera e Il Sole 24 ore”.

Verso alleanze inedite
Tutto questo è sufficiente per ribadire come il KA-SAT stia spingendo verso la ricerca di alleanze inedite e la rottura degli steccati nell’ambito delle tradizionali categorie produttive. Parallelamente alla difficoltà – e purtroppo spesso alla chiusura - di molte redazioni giornalistiche locali, provocata dalla perdurante congiuntura economica, nel paese si sta creando una sorta di vuoto a livello del racconto del territorio che stride rispetto alle accresciute possibilità di partecipazione dal basso rese possibili dagli ultimi ritrovati tecnologici. I vertici di Eutelsat ne sono consapevoli e, anche attraverso i propri rivenditori, M-Three, IcarusNet e OpenSky, assicurano la continua ricerca di soluzioni personalizzate. Sembra si stiano definendo i contorni di un laboratorio multimediale snello e inclusivo. “Il KA-SAT – ricorda Renato Farina, amministratore delegato di Eutelsat Italia – permette di utilizzare sistemi di trasmissione più piccoli e meno costosi.

Pertanto si aprono le porte a nuovi soggetti e all’aumento delle contribuzioni televisive per rendere più freschi i contenuti dei palinsesti”. Dopo il lancio di Newsspotter, il servizio dedicato alla produzione e alla trasmissione in diretta delle news, è arrivato l’accordo tra Eutelsat e il Ministero dell’Istruzione per la cablatura di alcune scuole del Paese in corso di esecuzione. Una mossa che lascia presagire future partnership o altre forme di affiancamento delle istituzioni locali per l’implementazione di servizi di comunicazione “a 360 gradi” tarati sulle specifiche esigenze del territorio. Al fianco della componente istituzionale, vuoi per la gestione delle emergenze, vuoi per la richiesta dei certificati on line, ci sarà certamente lo spazio per nuove reti animate dalle esperienze socio-culturali in loco e dunque dalla creatività dei cittadini-narratori.

Discorso alla Luna
la prima esperienza in mondovisione
Il satellite ha nel suo DNA una certa carica ‘rivoluzionaria’. Per definizione consente il superamento dei confini fisico-geografici e quindi in un certo senso è portatore della rottura degli schemi anche a livello culturale. Dal punto di vista della cultura televisiva è stata la musica, con MTV, a sfruttare questa capacità proponendo un modello di comunicazione planetaria senza alcun precedente.
Ma c’è un altro esempio ancora più lontano.

Il celebre “Discorso alla Luna” di Giovanni XXIII, recitato la sera dell’11 ottobre 1962 al termine della giornata di apertura del Concilio Vaticano II, rappresenta la prima grande trasmissione in mondovisione via satellite realizzata in Italia.
Erano passati pochi mesi dal lancio del Telstar e quello non è stato di sicuro il primo messaggio nel suo genere. Tuttavia è certamente il più straordinario esempio di comunicazione interattiva e immediata di tutti i tempi. Il Papa, infatti, per la prima volta, ha abbandonato il protocollo e ha parlato a braccio non curandosi del testo scritto che aveva davanti. E non si è rivolto alla comunità dei fedeli ma a ciascuno delle migliaia di persone presenti in Piazza San Pietro in quel momento e ai milioni spettatori collegati attraverso una rete composta da più di una sessantina di televisioni in tutto il mondo. Parole autentiche e semplici che furono capaci di annullare qualsiasi distanza.

L’episodio, assieme alle immagini via satellite dell’uragano Sandy che aveva cominciato a toccare New York, ha aperto il convegno organizzato da Eutelsat e moderato dal giornalista Michele Mezza. In sala c’era anche l’esecutore materiale di quello storico documento televisivo del 62. Si tratta del cameraman RAI Claudio Speranza che, rompendo le prescrizioni dell’epoca, col suo obiettivo ha lasciato la stanza del Papa per cercare la luna nel cielo e poi tornare sulla folla in piazza. Un movimento di camera rimasto impresso nella memoria di tutti, mentre il mondo intero guardava l’Italia in diretta via satellite.

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