Scenari – La TV è ancora al primo posto

TelevisoreL’ultima edizione del “Television International Key Facts”, realizzato da IP Network con RTL Group, conferma che anche nell’era digitale e del consumo non lineare, il potere della televisione rimane intatto.

 

Le distrazioni di carattere elettronico sono tante nell’era del digitale di massa, lo stesso mondo dell’audiovisivo ha ormai assunto le più varie connotazioni, però la vecchia e cara televisione non perde colpi, anzi continua a rivestire un ruolo centrale nelle scelte degli utenti. Secondo quanto affermano IP Network e RTL Group che hanno dato alle stampe l’edizione 2015 del Television International Key Facts - report che, per quanto riguarda il settore, raccoglie i dati salienti dell’anno precedente e definisce i trend per quelli a venire - la televisione rimane ancora al centro del mondo video. Nonostante la profonda evoluzione nel modo di fruirne i contenuti, si conferma essere ancora il mezzo che attrae le audience più grandi e il cui consumo continua ad aumentare. In media, per quanto riguarda il contesto europeo, ogni persona sta davanti alla televisione per tre ore e 57 minuti al giorno, il livello più alto da quando IP Network e RTL Group hanno avviato questa pubblicazione. L’edizione 2015 del report copre ben 35 Paesi in Europa, ma si occupa anche di monitorare nazioni di grande rilevanza come Stati Uniti, Brasile, Cina e Giappone. Quindi i suoi risultati poggiano su solidi pilastri. Tra le tendenze rilevate sul versante editoriale, segnaliamo l’affermazione di produzioni locali e co-produzioni europee – da Deutschland 83 a Broadchurch, da Refugiados a The Missing - sempre più vicine alla qualità delle produzioni statunitensi, veri e propri successi multi-regionali in grado di alimentare un circuito virtuoso di investimenti in qualità. 

Settore rivitalizzato grazie anche ai social network

Per quanto riguarda la documentaristica emerge che le innovazioni tecniche stanno rivitalizzando il settore, mentre guadagnano popolarità le Serie Tv a sfondo storico. Infine il genere intrattenimento, che siano talent o nuovi concept un po’ bizzarri, continua ad attrarre ascolti grazie alla forza dell’adattamento locale. La televisione tiene quindi botta e anche se siamo ai tempi delle App non perde per strada il suo esercito di adepti. Una delle ragioni che spiega questo fenomeno sta nelle migliorie tecnologiche introdotte in questi ultimi anni, dalla moltiplicazione degli schermi alla mobilità, dall’interattività (anche se è ancora in una fase di test) a nuovi contenuti che danno voce a emozioni universali. Ma anche il prepotente ingresso dei social network sta facendo molto bene alla televisione che in generale si è riposizionata come una sorta di “media hub” al centro del mondo dei media. Un altro ingrediente di successo è stato l’esplosione del “branded content” che sta incontrando i favori di marketer, broadcaster e produttori, come testimoniano le felici esperienze di Red Bull e del suo Stratos Jump e di Lego con l’omonimo film. IP Network ha fatto anche il punto sulla delicata questione delle misurazioni degli ascolti, giungendo a una conclusione che in tanti condividono: le nuove piattaforme e i numerosi device che stimolano cambiamenti nel modo di fruizione dei contenuti video, hanno reso improcrastinabile l’introduzione di nuove misurazioni cross-platform che tengano conto della mobilità delle persone e che soprattutto siano trasparenti, affidabili e utilizzino maggiormente i big data. Un auspicio condiviso anche da The Advertising Research Foundation, secondo la quale, anche il campione più ampio possibile di un tradizionale sistema di rilevazione degli ascolti, ormai non regge più di fronte alla crescente frammentazione delle audience.

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