Tempo di crisi. A cosa rinunciamo?

Maggio 2009. La crisi finanziaria ha colpito e colpirà le famiglie italiane ed europee. Invocare l'ottimismo potrebbe essere come un boomerang; fare finta di niente è come per gli eschimesi negare il surriscaldamento globale.
Riconoscere che anche in tempi difficili togliersi qualche “sfizio” aiuta a vivere meglio è incoraggiante. Evitare gli eccessi e capire che con un piccolo sacrificio quotidiano la pay-Tv è a portata di budget.

Abbiamo fatto due conti per vedere quanto costa l'offerta entry level di SKY e paragonarla a quella di altri broadcaster europei. Sempre prendendo in considerazione anche il canone per la Tv pubblica, che nonostante i molti evasori è sempre una tassa di possesso sull'uso di un televisore.
Doverosa premessa: sia in Italia sia all'estero l'installazione dell'impianto satellitare e la locazione del decoder sono offerte gratuitamente dagli operatori.

Fiorin-fiorello e anche qualche fioretto
Pronti, partenza e via: con in mano la ricevuta del canone RAI 2009 passiamo in rassegna le offerte di SKY. Il nostro fondo pay-Tv è subito alimentato dai 107,50 euro per la Tv di Stato. Al giorno sono 29 centesimi ed è la cifra che, in teoria, ogni italiano dotato di un televisore deve pagare per poterlo utilizzare.

A questo punto dobbiamo fare un piccolo esame di coscienza: “cosa voglio guardare?” Sentito del gran parlare dello show di Fiorello sul nuovo canale Sky Uno partiamo proprio da un pacchetto di canali di intrattenimento.

Quello di SKY è composto di 27 canali, 20 generi televisivi e un totale di almeno 90 serie Tv. Ma non solo, visto che il minimo richiesto è quello di abbinare un secondo pacchetto (a scelta tra Bambini, Musica e Documentari), la scelta non influisce sul prezzo minimo di abbonamento.
In omaggio c'è sempre il pacchetto News con Sky TG24 e una grandinata di canali d'informazione in tutte le lingue del mondo.

Costo? Al mese 16,37 euro. Per dodici mesi la cifra è di 196,44. Ricapitoliamo quanto abbiamo speso finora: 107,50 euro per il canone RAI e 196,44 per un pacchetto base della pay-Tv via satellite che comprende, come minimo, il canale Sky Uno con Fiorello e soci.
In totale la spesa complessiva annuale è di 303,94 euro. Al giorno sono 83 centesimi (anche in caso di anno bisestile, inutile sperare in uno sconto invocando la rotazione terrestre).

A conti fatti costa quanto un caffè al bar o quattro sigarette. Abbiamo preso in considerazione questi due “sfizi” (o vizi, nel caso del tabacco) in quanto sono i più comuni tra gli italiani.

Recenti ricerche di mercato hanno riferito che, in media, si consumano a testa quattro tazzine di caffè al giorno nel nostro Paese, mentre un fumatore accende mediamente quattordici sigarette al giorno.

Se rientrate in queste categorie sappiate che con una pausa caffè in meno e un po' di salute in più potreste godervi un buon numero di canali dell'abbonamento di SKY compreso il nuovo Sky Uno.
Se poi il budget permette di fare qualche ulteriore spesa, allora con Prima Fila, il servizio in pay-per-view, si possono acquistare in modalità singola i film, le partite di calcio, il wrestling e i programmi per adulti.

Un'altra spesa minima è quella per avere un box Sky HD nel caso il televisore di casa sia già predisposto per la ricezione dei canali in Alta Definizione. Il canone di locazione mensile è gratuito anche per chi è abbonato con un pacchetto minimo.
È richiesta un'attivazione di 99 euro una tantum.

Nel primo anno fanno 27 centesimi al giorno che, sommati ai precedenti 83 dell'abbonamento, portano la spesa quotidiana per la pay-Tv a 1,10 euro (ma con la possibilità di vedere dei canali in più, come quelli in HD).

In questo caso si potrebbe rinunciare all'acquisto di un quotidiano (sempre che fosse nel paniere delle spese in precedenza) o di un biglietto dei mezzi pubblici scegliendo di tornare a casa a piedi dal lavoro (se si abita nel raggio di un paio di chilometri dall'ufficio). Altrimenti a un caffè corretto o sei sigarette.

Sai che novità, la Spagna ci batte!
Prendiamo in considerazione un altro tormentone degli ultimi anni e che sembra un mantra ripetuto da milioni di italiani, soprattutto i più giovani: “Lascio l'Italia e vado a vivere all'estero”.
Meta preferita, nella maggioranza dei casi, è la Spagna.
Quale ghiotta occasione per fare un paragone e stabilire se la terra Iberica è veramente un paradiso a portata d'italiano!

Anche in questo caso abbiamo preso in considerazione l'abbonamento minimo alla pay-Tv via satellite. Digital Plus (nata anche lei nel 2003 come l'italiana SKY) offre un pacchetto entry level da 20,95 euro al mese.
In totale fanno 251,40 che, divisi per i 365 giorni dell'anno, portano la spesa quotidiana a 68 centesimi.

È inoltre in corso un'offerta lancio con sei mesi a metà prezzo. Per quanto riguarda SKY non abbiamo preso in considerazione sconti e promozioni. Ma visto che siamo curiosi abbiamo fatto due conti: 188,70 euro per il primo anno, che diventano 51 centesimi al giorno.

Considerando che la Spagna, per ora, non prevede il pagamento di un canone televisivo per la Tv pubblica, si può affermare che il risparmio è di 15 centesimi al giorno prendendo come riferimento l'offerta ordinaria.
Non c'è che dire e conferma che le tendenze spagnole dei nostri giovani connazionali non sono solo parole gettate al vento in tempi di crisi. Ci permettiamo di aggiungere un po' di pepe alla comparazione.

In Italia si dovrebbe rinunciare a un caffè al giorno per ammortizzare i costi dell'abbonamento a SKY.
In Spagna ci risulta che un espresso costi almeno un euro a tazzina (in alcuni casi anche 1,20). Insomma, non c'è rosa senza spine o paradiso senza rinunce.

Dove c'è Murdoch, c'è casa
Altra meta in cima alla lista dei “luoghi ideali per la fuga” è il Regno Unito. Si sa, l'inglese è la lingua più parlata al mondo e, se proprio bisogna espatriare, Londra è una metropoli dal fascino antico ma con moderne infrastrutture.

Inoltre, la pay-Tv britannica fa sempre capo a Rupert Murdoch e la nostalgia di casa sarebbe così meno dolorosa. Come sono cambiati i tempi con la globalizzazione: una volta era la pasta a farci vivere le emozioni del focolare domestico, mentre oggi lo slogan potrebbe essere “dove c'è zio Ruppie c'è casa”.

Per chi avesse voglia di seguire le orme di Fabio Capello, diventato allenatore della nazionale di Calcio inglese, la possibilità è perciò quella di fare un abbonamento a BSkyB. Anche in questo caso siamo andati a prendere in considerazione il pacchetto minimo di abbonamento che, guarda caso, è strutturato come quello di SKY Italia.
Si parte da 16,50 sterline, che al cambio sono 18,07 euro.

In un anno si spendono 216,84 euro, che divisi per i soliti 365 giorni fanno 59 centesimi al dì. Manca qualcosa? Certo, il canone per la licenza Tv che esiste anche nel Regno Unito e costa la bellezza di 156,10 euro (per i romantici con ancora un televisore in bianco/nero la cifra scende a 52,58 euro).

Riprendiamo in mano la calcolatrice e mettiamoci a fare di conto: 216,84 per Sky sommati ai 156,10 per la Bbc fanno 372,94 euro. Al giorno sono 1,02 euro.
Rispetto all'Italia sono 19 centesimi in più. E il caffè? Giusto, dobbiamo prendere in considerazione la tazzina di espresso per paragonare la spesa minima della pay-Tv a quella di altri sfizi, come per il nostro Paese e in Spagna.

Nella City il caffè costa 1,64 euro e, lo diciamo con un po' di campanilismo, spendere i soldi per la Tv a pagamento ci può tenere lontani da una bevanda che non regge il paragone con quella servita nei bar italiani.

Nel nostro viaggio di indagine sui costi della pay-Tv ai tempi della crisi abbiamo scoperto che i prezzi italiani reggono bene il confronto con Spagna e Inghilterra.
Mal che vada, c'è sempre un collega o un amico al quale scroccare un caffè al bar. In fondo, anche questo è un modo come un altro per combattere la crisi!

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