Test: Decoder Linux Spycat Combo

Decoder Linux Spycat ComboIl piccolo Spycat è un ricevitore Enigma-based caratterizzato da soluzioni progettuali non convenzionali e dotato di connettività molto spinta, estesa al WiFi integrato e al Bluetooth. Tutto fuorché un clone Linux e con tante frecce al suo arco.

 

Il perdurare della crisi economica ha prodotto nel tempo effetti anche nel campo dei ricevitori digitali, costringendo i produttori a sforzi non indifferenti per rimanere competitivi. Abbandonati gli “eccessi” tecnologici, mirati ad attirare gli smanettoni, il nuovo orientamento del mercato Linux va nella direzione delle prestazioni, della semplicità d’uso sfruttando al massimo le conoscenze acquisite per l’abbattimento dei costi produttivi a favore del prezzo di vendita. Spycat è senz’altro un chiaro rappresentante di questa nuova generazione di apparecchi e lo si comprende sin dalle prime impressioni. All’interno dell’imballo di cartone, il ricevitore è protetto da una busta di plastica con le parti più delicate (es. frontale) a loro volte coperte da un adesivo di plastica trasparente. La confezione contiene un manuale (solo) in lingua tedesca, il telecomando e le relative pile, un cavo HDMI, un cavo per i segnali A/V, l’alimentatore e il relativo cavo di alimentazione. La sorpresa sta nel trovarsi di fronte a un ricevitore con il case completamente in plastica: non è una soluzione che si possa definire innovativa ma è adottata da pochi produttori, ottima per il contenimento del peso che, infatti, è inferiore al chilogrammo.

 

La scelta del software

Dotato di un microprocessore pilotato alla velocità di 750MHz, con doppio tuner DVB-S2/DVB-T2, una connessione Ethernet del tipo 10/100 e la connessione wireless integrata, lo Spycat si avvicina molto al ricevitore ideale per l’utenza italiana, specialmente se utilizzato con l’immagine OpenPli, che ha fatto della semplicità il suo emblema. Naturalmente la disponibilità di immagini per questo ricevitore non si ferma alla OpenPli, ma sono si estende anche a OpenVix e OpenAtv: la nostra scelta è caduta sull’immagine già installata, conoscendone le potenzialità e la stabilità nelle fasi d’impiego. Chi volesse installare un'altra immagine può usufruire delle istruzioni riportate nello specifico riquadro, operazioni oramai standardizzate e alla portata di tutti. Appare subito evidente, alla prima accensione, l’essenzialità della OpenPLi: poche voci di menu, almeno a livello del menu principale, e nessun pannello dedicato a funzioni borderline. La scelta non è poi così estrema, in quanto chi volesse utilizzare lo SpyCat in tutte le sue possibilità saprà di sicuro procedere all’installazione dei contenuti aggiuntivi dal repository o manualmente, mentre chi si “accontenta” delle prestazione comuni non avrà destreggiarsi tra decine di impostazioni a volte incomprensibili. A conferma di questo orientamento il menu principale presenta solamene le seguenti voci: Timer, Informazioni, Plugin, Impostazioni e StandBy/Riavvio.

 

Apprezzabile semplicità d’uso

Abbiamo voluto assecondare questa linea di pensiero, volta alla semplicità, evitando in alcun modo di appesantire l’immagine con contenuti da esperti e quindi, in quest’occasione, ha poco senso la distinzione fra utilizzatori provetti e alle prime armi. Per questa volta considereremo “impiego avanzato” la gestione dei plugin e le funzioni multimediali: d’altronde se il produttore ha voluto commercializzare il ricevitore con l’immagine OpenPli preinstallata, riteniamo ciò un implicito suggerimento al target d’uso verso cui si vuole puntare. Naturalmente l’immancabile wizard d’installazione è la prima cosa che appare al termine delle operazioni di boot, e come al solito consigliamo di utilizzarlo per accedere subito al ricevitore, rimandando a un secondo momento l’anali più approfondita delle voci di menu. Nonostante la già citata semplicità dell’immagine OpenPli, le funzioni disponibili per un’elevata personalizzazione del prodotto sono numerose, alle quali va aggiunta la piena compatibilità hardware del tuner DVB-S2 con la funzione Blind Scan: particolare che rende apprezzabile il piccolo Spycat anche per le operazioni di ricerca avanzata dei canali più elaborate. Grazie a questo apparecchio la passione del Sat ritrova i suoi iniziali valori: meno emulatori e più feed hunting.

 

Verifiche sul campo

Spycat è un ricevitore dotato di un’eccellente sezione hardware e di un apprezzabile numero di connessioni: gli apparecchi A/V possono essere pilotati tramite le uscite analogiche o attraverso il Component digitale, come pure la registrazione può essere indirizzata sia verso dispositivi USB sia SATA grazie all’interfaccia eSATA disponibile. Naturalmente le connessioni di rete, via cavo e wireless, aumentano ulteriormente la flessibilità d’uso dell’apparecchio, permettendo la connessione Internet e la condivisione di contenuti multimediali in rete locale. L’uso intensivo delle funzioni oggi pretese da un ricevitore, ha fornito le risposte che ci aspettavamo: elevata velocità nel cambio canale e nel passaggio tra canali DTT e satellitari, eccellente stabilità del sistema, facilità d’uso ed efficace integrazione con il telecomando, leggero, preciso e veloce. Elevata la sensibilità dei tuner e ampio il raggio d’azione dell’emissione wireless, nonostante l’assenza di antenne esterne. Utile, infine, la connessione Bluetooth, assai comoda per connettere al volo eventuali tastiere esterne. Buona la gestione delle registrazioni (anche multiple), ininfluenti sulle prestazioni del sistema, come pure apprezzabile è la disponibilità di plugin fornita dal repository del Gruppo di sviluppo. Proprio per non concludere la prova senza aver trovato alcun difetto, segnaliamo che nell’uso della Web Interface con la tastiera estesa, i tasti (virtuali) non funzionano per un disallineamento grafico… e se questo piccolo inconveniente è l’unico rilevato, non servono altre conclusioni!

 

Per informazioni

Cesarex

http://www.cesarex.com

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