Tutti i commenti degli operatori

Gianatonio Furlan
titolare Furlan Cinema e Teatri (circuito Cinecity)

«Pioniere italiano del 3D tra gli esercenti, e anche il primo a stimolare il coinvolgimento economico dei distributori nelle operazioni di adeguamento delle sale con un progetto finalizzato alla copertura di una parte dei costi. Un proiettore 3D nuovo costa intorno ai 70 mila euro con una vita che non è paragonabile al vecchio proiettore 35 mm. In 6 anni siamo già alla III generazione con diverse tecnologie disponibili, la cui scelta dipende da un mix le cui variabili sono la qualità dell’immagine, i costi e la semplicità di gestione (polarizzate, lcd attivi ecc.). Rispondo alla proposta di chi chiede di vendere direttamente gli occhialini per fare in modo che lo spettatore abbia i suoi personali. È fattibile ma non in questa fase di “partenza” in cui coesistono tecnologie differenti e un modello economico in cui il distributore copre anche una parte dei costi relativi alla gestione. Un preciso accordo prevede che i distributori rendano disponibili i titoli in pellicola anche su supporti digitali per l’utilizzo nelle sale attrezzate. Questo provvedimento è particolarmente utile per le monosale, che possono in questo modo programmare prodotti per pubblici molto differenti adeguandosi alle tecnologie digitali ma continuando a proporre i film più tradizionali».

Raid Ohanian
sales manager della 20th Century Fox

«La tenuta temporale e il successo del 3D ci impongono di gestire le uscite in modo che sia coerente con le sale disponibili. Era Glaciale 3 ha incassato 30 milioni di euro, 4 milioni di presenze di cui il 50% nelle sale 3D con solo 252 schermi disponibili… Ritengo intelligente e necessario un accordo tra distributori su come gestire le uscite delle novità 3D evitando la sovrapposizione dei nuovi titoli o non rispettando i tempi medi di permanenza delle sale, nettamente prolungati rispetto al recente passato».

Andrea Maluccelli
presidente AGIS Emilia Romagna

«Anche chi non gestisce un multiplex dovrà prima o poi adattarsi all’appeal del 3D. Chi fa utili può contare anche sul Tax Credit (credito di imposta) per adeguamento digitale della sala e con Avatar abbiamo aperto ad un target più esteso con un progressivo aumento degli spettatori disposti ad acquistare un biglietto 3D. In Emilia Romagna ci sono oggi 38 schermi digitali attrezzati per il 3D e 10 di questi non sono nei multiplex. Per l’uscita di Alice nel paese delle meraviglie  (Tim Burton per Disney) tutti i multiplex saranno pronti con almeno 2 schermi  3D. Stiamo parlando di sale non molto grandi perché nelle mega sale con schermi da 25 metri di base servono due proiettori con costi troppo alti. La sala media è ottimale per godere dell’effetto 3D e contenere i costi di allestimento. Con Avatar abbiamo avuto anche la dimostrazione che gli occhialini possono essere indossati per tre ore consecutive senza fastidi. I film che nascono in 3D sono ottimi prodotti, mi preoccupano invece quelli nati in 2D e poi trasformati in corso d’opera».

Nicola Maccanico
direttore generale Warner Bros. Italia

«L’importanza del 3D sul mercato italiano può essere considerata strategica: il 3D ci ha consentito, in tempi di recessione economica, di registrare un +5% negli incassi rispetto all’anno precedente a fronte dello stesso numero di spettatori. Le sale 3D sono passate dalle 50 del gennaio 2009, a 250 in agosto e ad oltre 400 oggi… Avatar ha contribuito all’aumento degli spettatori e ha spostato il target del 3D verso un pubblico più adulto. Tra gli effetti positivi del 3D c’è senz’altro la riaffermazione dell’unicità dell’esperienza cinematografica al cinema ma il 3D dimostra che c’è la disponibilità a spendere di più per un effettivo valore aggiunto. Oltre al progressivo incremento della qualità dei contenuti assistiamo ad un meccanismo di miglioramento delle sale che diventano sempre più accoglienti.
Da oggi la competizione tra 3D e 2D avviene su binari paralleli: c’è prodotto e ci sono le infrastrutture. Se guardiamo al cinema in generale scopriamo che continua ad essere incubatore di novità nella sperimentazione di contenuti, tecnologie, attori…  ma il cinema vive su un mercato complesso fatto di box office, di noleggio e di home video. Il 3D in questa fase vale solo per ciò che riesce a raccogliere nelle sale, poiché i film nati in 3D non sono particolarmente graditi nella versione 2D realizzata per diffondere il prodotto anche nelle sale non attrezzate. Ciò che temo di più è una sorta di bolla speculativa sul 3D, un po’ come accadde per Internet, dove la valutazione assoluta era corretta ma i tempi sono stati valutati malissimo e tutto è stato fatto troppo in fretta. Vi sono tempi tecnici evolutivi da rispettare, no quindi a forzature, non bisogna fare solo sale 3D. Tra le prossime uscite di Warner abbiamo 3 titoli in 3D in uscita per il 2010 ma ci aspettiamo buoni risultati dal nuovo Harry Potter nel 2011 che sarà in due dimensioni».

Giuseppe Corrado
amministratore delegato di The Space Cinema
(leader di mercato con 24 multiplex dei circuiti Medusa
e Warner Cinema).

«Avatar ha dato forte impulso al 3D. Per dirottare pubblico verso le sale 2D e alla versione 35mm abbiamo portato il prezzo del biglietto del 3D a 11 Euro ma la gente ha scelto ugualmente l’esperienza tridimensionale. Il 3D passa attraverso la digitalizzazione delle sale e questo porta un vantaggio sull’offerta rendendo le sale idonee per utilizzi diversi dalla mera proiezione di film in 35mm. Stiamo per esempio trattando i diritti dei Mondiali di Calcio per giugno (con Mediaset e SKY) oppure per qualche grande evento musicale. La formula consolidata per la vendita di questi eventi non è la normale transazione con il biglietto, bensì la consumazione obbligatoria. Questa formula risulta ottimale per i mesi di giugno e luglio, quando non ci sono uscite cinematografiche programmate e la gente va meno al cinema ma esce volentieri per vedere insieme un evento sportivo o musicale a cui appassionarsi.
Il passaggio tecnologico da pellicola a digitale non abbassa di molto i costi per l’esercente mentre è molto conveniente per il distributore, che può evitare il costo della duplicazione su pellicola, dello stoccaggio e della gestione delle pizze.
Grazie al virtual prime fee, una sorta di leasing nato da un accordo con le major americane, siamo riusciti a dotare tutti i multiplex di una sala 3D. Saranno pronti una ventina di titoli entro l’anno e dobbiamo essere in grado farli vedere tutti, però bisogna considerare che la tenuta in sala di un film 3D è maggiore e non è assolutamente conveniente togliere dalla programmazione un titolo che sta ancora facendo incassi per lasciare il posto alla novità. Oltre al mancato incasso infatti, togliendo il film dalla programmazione, non si può ottimizzare la quota di noleggio che cala di un 2% ogni settimana.
Vorrei poi concludere ricordando che il 3D consente certamente all’esercente di generare più ricavi ma non si può parlare di guadagno, poiché le sale devono scontare l’ammortamento dei costi relativi alla digitalizzazione e alla gestione degli occhialini per il 3D (lavaggio e manutenzione)»
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Gino Zagari
Associazione Nazionale Esercenti Multiplex ANEM

«Ad Amsterdam in giugno gli americani presentano le novità cinematografiche in uscita: nelle ultime edizioni Cameron, Spielberg e Katzenberg in stagioni successive hanno dichiarato di voler puntare sul 3D e l’industria ha seguito e supportato questa linea. Il primo accordo italiano sulla partecipazione dei distributori all’investimento tecnico per le sale non è un protocollo di intesa che riguarda le imprese, si tratta di incentivi europei previsti per una dimensione culturale senza intermediari. Contributo con credito d’imposta del 30% passato nel decreto mille proroghe, 250 mila euro per azienda con incrementi fino a 250 mila: il 3D sta al cinema tradizionale come il sesso sta all’amore…».

Gianluca Pantano
direttore programmazione UCI Italia

«Avatar sta cambiando le modalità di gestione delle sale e il primo film 2D di cassetta ad essere stato penalizzato è Baciami Ancora di Muccino, da cui ci si aspettava un boom di incassi. Però con il 3D migliora il rapporto tra esercente e distributore in un’ottica di trasparenza. Ogni anno la vita media di un film al cinema si è abbassata fino ad una media di 11 giorni, il 3D inverte questa tendenza».

Giulio Carcano
sales manager Walt Disney Italia

«L’incidenza del 3D sull’incasso totale è motivata da una preferenza del pubblico verso l’opzione 3D (quando disponibile), ma dipende anche da quante copie si distribuiscono.  Abbiamo deciso di lanciare Toy Story 3 nelle sale il 7 luglio, una collocazione in calendario irrituale ma per non cannibalizzare altre produzioni sperimentiamo questo nuovo slot: l’estate infatti risulta appetibile per la disponibilità di sale (esclusa la fine di agosto invece che risulta altissima stagione e vale quasi come il Natale). Toy Story 1 e 2 sono stati rieditati in 3D e le uscite nei prossimi mesi hanno solo la funzione di lanciare Toy Story 3 come una sorta di trailer di grande lusso. I due remake usciranno in un centinaio di sale con un limite di engagement di una settimana. Disney sta cambiando i modelli economici presentando il film in Europa prima che negli Usa: in arrivo nei prossimi mesi Rapunzel, Thron, Cars 2 e l’attesissimo Alice nel paese delle meraviglie, tutte le prossime uscite Pixar-Disney sono in 3D».

Pier Carlo Ottoni
direttore generale di Digima

«Caratterizziamo la società in divisioni dedicate che vanno dalla fornitura delle macchine all’assistenza, vera e propria mission critical. Tutte le sale dei nostri clienti sono connesse in rete e attraverso un help on site riusciamo a risolvere ogni problematica. Le prime 100 ore dopo l’installazione del proiettore sono le più critiche, il congegno tecnologico contiene infatti migliaia di specchietti che si muovono e che hanno bisogno di un periodo di taratura e assestamento. La più grossa difficoltà è gestire la concomitanza delle installazioni nei momenti di picco (server + proiettore + schermo, nel caso di 3D passivo). Prevediamo l’installazione di almeno 1000 nuovi impianti 3D entro il 2012 di cui 200 rappresentano la nostra quota di mercato. Abbiamo attivato anche una divisione dedicata ai contenuti alternativi per migliorare la qualità dell’offerta di contenuti. È vero che l’obsolescenza dei nuovi proiettori è molto veloce (5/7 anni) ma si tratta di complementi implementabili (schede video, slot di memoria ecc.) che possono essere aggiornati di volta in volta con investimenti contenuti. Con l’adeguamento digitale delle sale si entra a pieno titolo nell’era della multimedialità anche al cinema con importanti cambiamenti nelle modalità di fruizione, gestione dei diritti di trasmissione e con nuovi modelli di business. La piattaforma Digima supporta l’esercente nella digitalizzazione della sala (con tecnologie acquistate o in comodato d’uso) e propone anche la distribuzione di contenuti digitali inviati tramite banda larga o via satellite. Oggi un organismo USA (EDCI) certifica gli impianti idonei alla distribuzione digitale dei prodotti delle major americane e un server scarica un file localmente, viene assegnata una chiave di attivazione che ha la durata concordata e il prodotto può essere proiettato. Il peso medio di un film è 250 GB in compressione mpeg 2000. Per non appesantire la banda larga terrestre ci si sta orientando ad una distribuzione del segnale esclusivamente via satellite».

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