Tutti pazzi per l’Ultra HD 4K

Allen e Storaro Cafe-SocietyL'UHD/4K si diffonde sempre più sul fronte sia cinematografico sia televisivo, tant’è che per “girare” in Cinema si utilizzano quasi sempre cineprese digitali oggi in 4K (4096×2160 pixel), mentre in Tv la classica risoluzione incrementata HD sembra cedere il passo al più performante formato UHD o Ultra HD a 3840×2160.

 

Solo per portare qualche esempio la RAI gira a definizione 4 volte "maggiorata" - come ha tenuto a specificare Domenico Lascala, dell'Azienda Radiotelevisiva pubblica - realizzando molti lavori in 4K, l'ultimo dei quali è un docu-film di circa due ore sulle bellezze artistiche del capoluogo toscano (Stanotte a Firenze), montato in Avid presso il Centro Televisivo RAI di Napoli. Il backstage del docu-film è andato in onda su Rai Uno il 9 giugno scorso, mentre l’apposita conferenza stampa si è svolta sempre a Firenze tre giorni prima. L’opera andrà in UHD/4K nei cinema, in DVD e molto probabilmente via satellite.

Passando al 4K dedicato al Cinema, che si "spinge" talvolta anche verso il 6K e l’8K. Sempre a titolo di esempio, la serie "Gomorra 2" (presentata in anteprima alla stampa a maggio 2016 al Teatro dell’Opera di Roma) è stata girata a 4096×2160 e trasmessa in HD su Sky Atlantic e, in contemporanea, su Sky 1 HD nonché su SkyGo. Se poi avete occasione di recarvi in una sala cinematografica pubblica, non perdetevi Café Society, il nuovo film di Woody Allen che ha aperto fuori concorso la 69ma edizione del Festival di Cannes. Il film (è la storia di un giovane giunto a Hollywood negli Anni Trenta con la speranza di lavorare nel Cinema, dove si innamora e si ritrova coinvolto nell’alta società dell’epoca) è realizzato in digitale, sfruttando la maestria dell’autore della fotografia Vittorio Storaro, vincitore per tre volte del Premio Oscar.

«Sono stato io - ha dichiarato Storaro - a suggerire a Woody Allen l’uso della fotografia digitale per questo film, sfruttando una cinecamera Sony F65: colore a 16-bit, risoluzione massima fino a 8K e "aspect ratio" quasi 2:1 (quello da me preferito, usato anche nell’Ultima Cena di Leonardo), che prevede pochissima compressione».

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