Ultra HD/4K: l’universo TV a 2160 punti verticali

Non vi sono dubbi. Il 2014 si è ormai delineato come l’anno di svolta per l'UHD e il 4K: il primo, a 3840x2160 pixel (esattamente quadruplo della risoluzione a 1080p), creato per la Tv; il secondo, a 4096×2160 (quattro volte la densità a 2K), ideato per le esigenze di ripresa del Cinema. Si tratta di una differenza minimale, che tuttavia crea una certa confusione tra i due termini, indicati spesso come Ultra HD o 4K, senza andare troppo per il sottile. In ogni caso, ricordiamo che l’ITU (International Telecommunication Union), con un immane sforzo… di fantasia, ha definito Ultra HD (o UHD) 1 la Tv a 3840×2160, e Ultra HD (o UHD) 2 quella a 7680×4320 pixel (8K). Quest'ultima sperimentata dall'ente pubblico nipponico NHK e da altri broadcaster, tra cui la Rai per quando riguarda il relativo sistema di diffusione satellitare del segnale.

I produttori di televisori stanno guardando all’Ultra High Definition come alla grande risorsa dell’Home Entertainment 2015, facendo a gara nel presentare una vigorosa serie di nuovi schermi “nativi” UHD (il CES 2015 di Las Vegas è stato modulato in massima parte all'insegna della nuova tecnologia). Anche i canali televisivi UHD, punto debole per sostenere in modo adeguato il lancio commerciale dei maxi televisori necessari, cominciano a prendere… pollice.

Questo, in particolare grazie alla disponibilità del formato HEVC, High Efficiency Video Coding (denominato in ambito ITU anche H.265), che dimostra tutto il suo grado di avanzamento rispetto ad AVC/H.264, ponendosi come naturale “successore” in ogni applicazione video, a cominciare da quelle in 4K/UHD-1 e 8K/UHD-2.

I vari tool operativi di HEVC sono stati ottimizzati in modo da ottenere la medesima qualità visiva soggettiva di AVC/H.264, utilizzando in media un 50% di bit-rate in meno.

Canali UHD in rampa di lancio

 Ma eccoci ai nuovi canali TV in Ultra High Definition, che non sfruttano più l’algoritmo "quad” Full HD, bensì quello in HEVC con profondità colore a 10-bit e 50 frame al secondo. Eccone alcuni:

- Fransat, il primo canale Ultra HD francese, lanciato lo scorso 16 dicembre con trasmissioni accessibili da parte di tutti, purché abbiano un Tv UHD con impianto satellite, slot CI+, decoder HEVC e decodificatore integrato DVB-S2. Fransat propone una selezione di contenuti UHD/4K codificati nel nuovo standard a 50Hz 10-bit, mentre in futuro verranno offerti anche eventi dal vivo;

- U-max, veicolato via cavo in Sud Corea dal 10 aprile 2014, trasmettendo 4 ore di programmi al giorno, ripetuti 5 volte nelle 24 ore. Tra i contenuti disponibili su U-max vi sono documentari, cartoni animati e concerti dal vivo, mentre l'obiettivo da raggiungere quanto prima riguarda 200 ore di programmazione, grazie anche ad investimenti per 40 miliardi di KRW (Won sudcoreano), previsti fino al 2016;

- Channel 4, partito via satellite sperimentalmente in Giappone il 2 giugno dello scorso anno, con un palinsesto che comprende diversi programmi realizzati in 4K da broadcaster televisivi nipponici. Il cui interesse però è rivolto soprattutto verso il formato a 8K che, come ha "rivelato" in videoconferenza Yukihiro Nishida, manager NHK, durante il Forum Europeo Digitale di Lucca 2014, esordirà in via sperimentale, in occasione delle Olimpiadi 2016 di Rio. Per poi supportare in Giappone, a partire dal 2020, un vero e proprio canale a 7680×4320 strutturato dallo stesso broadcaster pubblico;

- SES Astra, operatore che - per bocca di Pietro Guerrieri, Direttore Generale di SES Astra Italia - ha dichiarato di aver compiuto alcuni test UHD per importanti clienti europei, tra cui Sky Deutschland, Sky UK e Canal Plus in Francia e Spagna. Anche nel nostro Paese, Astra ha fatto progressi significativi, il primo dei quali riguardante la trasmissione dai 19.2°E dei 3 canali generalisti Rai diffusi in Alta Definizione sulla piattaforma TivùSat. Mentre, sul suo nuovo canale UHD (a 50 frame al secondo, profondità cromatica a 10 bit e supporto HEVC), inaugurato nel 2014 sempre sui 19. 2° Est, Astra, oltre a trasportare una rinnovata serie di contenuti a 3840x2160, il 19 novembre scorso ha dato spazio altresì al concerto in diretta dei Linkin Park, svoltosi al O2 World di Berlino;

- Netflix, popolare piattaforma americana di video streaming (presente con circa 50 milioni di abbonati totali in 50 Paesi del mondo, ma non in Italia, dove si vocifera sempre che sbarcherà da un momento all'altro), la quale il 12 dicembre ha lanciato una serie a richiesta on-line interamente girata in Ultra Alta Definizione.

«Si tratta - ha spiegato Joris Evers, portavoce di Netflix – delle puntate di Marco Polo, con nel cast gli italiani Lorenzo Richelmy, nelle vesti di Marco Polo, e Pierfrancesco Favino, che interpreta il padre del grande esploratore. La scelta di ricorrere all’UHD è stata motivata dalla volontà di regalare ai fruitori un’eccezionale qualità delle immagini. Basti pensare che abbiamo già proposto in Ultra HD alcune puntate di Breaking Bad e la seconda stagione di House of Cards. Mentre stanno per partire nuovi format interamente girati in 4K, come Bloodline e il seguito del film La tigre e il dragone».

TV UHD, la prospettiva “Home”

 Per quanto riguarda i televisori, al CES di Las Vegas (tenutasi dal 6 al 9 gennaio del nuovo anno e di cui presenteremo tutte le principali novità esposte in un “ricco” reportage sul prossimo numero di marzo di Eurosat) erano pressoché quasi tutti a tecnologia UHD di ultimissima generazione. Secondo alcune previsioni, i prezzi dei TV a 3840x2160, divenuti già abbordabili nel 2014, nel presente anno continueranno a scendere di un buon 25%. Anche per quanto riguarda l’osservazione dei nuovi display non mancano novità sostanziali. Infatti, se l’ITU in passato consigliava di guardare un programma televisivo SD rimanendo a una distanza pari ad almeno 3 volte l’altezza del televisore, ora per i TV UHD si arriva a consigliare una lontananza di 1,5 volte tale valore. Così che lo spettatore, stando anche in un soggiorno di dimensioni normali, possa usufruire in pieno di un’esperienza “immersiva”, specie se il televisore Ultra High Definition che sta osservando è di tipo "curved", secondo gli ultimi dettami tecnologico-stilistici. E proprio per definire il complesso ecosistema Ultra HD, all’ultimo CES di Las Vegas è stata anche annunciata la costituzione del consorzio UHD Alliance, forte del sostegno di marchi come Dolby, LG, Panasonic, Samsung, Sharp, Sony, DirecTV, Netflix, Technicolor, Disney, 20th Century Fox e Warner Bros. La roadmap di UHD Alliance verrà definita nei prossimi mesi, con l’ambizione di arrivare a uno standard comune entro fine 2015.

 

 

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