«Un flusso ininterrotto d’informazione di qualità. E d’impatto»

Ottobre 2008. Una professionalità e una sensibilità già avvezze alle logiche e ai meccanismi dell'era dei diritti criptati: lo ricordiamo a Telepiù e poi a Stream, prima della fusione che ha fatto nascere la piattaforma unica traghettandolo alla corte di Tom Mockridge.

Quella di Fabio Guadagnini è stata una carriera costruita in larga misura nella televisione a pagamento e, adesso, caratterizzata dall'incarico di dirigere un canale sportivo “all news” di grande peso, assolutamente strategico nell'offerta pay di Rupert Murdoch nella stagione in cui il confronto con Mediaset Premium comincia a divenire sempre più diretto.

Ma oltre che al racconto dell'attualità nazionale e internazionale, Guadagnini pare voler puntare anche al ruolo più specifico che una testata di riferimento deve svolgere: stare al centro del sistema anticipando le notizie più succose, raccontando le storie più significative.

Che tipo di posizionamento ha il nuovo canale? Esiste un modello di riferimento a cui tendete, magari quello della piattaforma inglese?
«Sky Sport 24 è a tutti gli effetti un canale trasversale, perché racconterà tutti gli sport a 360 gradi, attraverso l'universalità del suo messaggio. È il canale del grande calcio ma anche dei prossimi Giochi Olimpici Invernali ed estivi. È orientato verso più target di età, vuole essere un elemento di aggregazione fra le diverse generazioni. Ha come sua vocazione un forte impatto visivo: l'energia delle immagini, la ricchezza informativa della sua veste grafica, l'autorevolezza di conduttori, esperti e reporter. È un canale che vuole raccontare lo sport, ma anche esprimere pareri, generare la discussione attorno al fascino e la specificità di una prestazione atletica. Il nostro riferimento principale è lo standard di qualità che da anni caratterizza il modo in cui proponiamo gli eventi sportivi su SKY».

Su quale struttura potete contare, come siete organizzati, crescerete ancora?
«Siamo un gruppo di 150 professionisti. Sul piano editoriale i giornalisti sono chiamati a generare tutti i contenuti, assieme agli editor, registi, produttori, e tecnici di studio.
Sky Sport 24 è un canale a flusso continuo, sempre sulla notizia 24 ore al giorno. Questo richiede una ripartizione quasi scientifica dei gruppi di lavoro. Chi si occupa dei notiziari in regia, e quindi in diretta, non può prescindere dal lavoro di chi in redazione pianifica e realizza i servizi destinati alle edizioni successive. Senza un costante lavoro di squadra il progetto fallirebbe nel suo obiettivo di essere dinamico, preciso e SKY, sempre orientato verso la massima qualità. Quindi cresceremo senz'altro, e miglioreremo il prodotto».

Quali saranno i vostri volti più identificativi per il canale, al maschile e al femminile?
«Il gruppo di conduttori è un mix di esperienza e novità. Sandro Sabatini, Roberta Noè, Fabio Tavelli, Cristiana Buonamano, Angelo Mangiante, Sara Benci, Stefano Meloccaro, Vanessa Leonardi sono ormai dei volti riconoscibili in virtù delle precedenti esperienze su Sky Sport. Le novità sono Eleonora Cottarelli, Leo Di Bello, Davide Camicioli, Tania Zamparo. Questi 12 volti sono peraltro la punta dell'iceberg, visto il loro ruolo, di una squadra abilmente gestita da Nicola Lombardo (ex Sky TG 24) e Fiorenzo Pompei, già responsabile di “Sportime”, il notiziario in onda su Sky Sport 1. Non sottovaluterei che su Sky Sport 24 saranno costantemente presenti i volti più qualificati di Sky Sport come Mario Sconcerti, Alessandro Costacurta, Andrea Zorzi, Giovanni Bruno, Fabio Caressa, Maurizio Compagnoni, Massimo Marianella, Flavio Tranquillo, Luca Marchegiani, Josè Altafini, Luca Vialli, Margherita Granbassi».

Quali obbiettivi vi siete dati, che tipo di pubblico volete raggiungere?
«Ci impegneremo a diventare un riferimento per gli appassionati, una guida costante per orientarsi nella ricchissima offerta sportiva di SKY. La nostra immagine ideale è che padre, madre e figli seguano assieme i rispettivi idoli sportivi, condividendone le emozioni. È l'empatia che allarga l'interesse per lo sport, che considero la più bella forma di intrattenimento del mondo, e come tale va riconsegnato ai suoi più genuini valori. Ogni sport ci offre storie eccezionali fatte di professionalità, abnegazione, passione».

Qual è la dieta “mediatica” sportiva del direttore, le cose scelte per gusto personale e quelle che invece bisogna per seguire per forza?
«Fortunatamente esiste MySky HD, che mi permette di registrare e rivedere quando voglio i programmi che mi interessano, anche quelli extra sportivi, come film e serie Tv. A livello personale le Prime di Sky Cinema, qualche serie Tv (da UFO e X Files fino a 24 e Lost), non perdo mai Report e Controcorrente, Rock TV è tra le mie alternative preferite, oltre al basket NBA e l'hockey ghiaccio. Durante il giorno, visione costante a fini professionali, quindi, sintetizzando, 4 ore per i notiziari da altri canali, 6 ore per eventi sportivi (dal calcio al basket passando per l'hockey ghiaccio), e poi un plasma sempre acceso su Sky Sport 24. le giornate di lavoro sono piuttosto lunghe.... Non posso prescindere da sport e Tv».

Se dovesse fare una formazione dei migliori ex giocatori divenuti commentatori chi metterebbe nella formazione titolare e chi in panchina?
«In 20 anni di televisione credo di aver lavorato con almeno un centinaio di partner. Difficile fare scelte, ma prendiamolo come un gioco. Portiere, Luca Marchegiani, difesa a tre con Billy Costacurta, Giuseppe Bergomi, Pasquale Bruno; a centrocampo, Zibì Boniek, Antonio Di Gennaro, Leonardo, Svonimir Boban; in attacco Luca Vialli, Paolo Rossi, Aldo Serena. Poi in panchina non prescinderei da Massimo Mauro, Sebino Nela, Salvatore Bagni, Josè Altafini. Allenatore: Marcello Lippi; direttore sportivo Mario Sconcerti. Dopo il primo tempo, via con i cambi!»

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