Verso la retro-compatibilità

Febbraio 2011. Diamo subito l’avvio alla nostra cronaca relativa alla Conferenza 2010 organizzata dall’associazione HD Forum Italia (HDFI), conferenza - svoltasi il 15 dicembre scorso, a Roma, nell’Aula Magna del Centro Sperimentale di Cinematografia - dal tema “L’Alta Definizione incontra la Terza Dimensione”. Un convegno condotto da Cristiano Benzi, Presidente di HDFI nonché, per l’occasione, chairman dell’evento.
In apertura, Sebastiano Trigila, Vicepresidente Vicario di HDFI, dopo aver “rivelato” che oggi, nel nostro Paese, i ricevitori DTT attivi sono 40 milioni, 17 milioni dei quali integrati nei televisori (IDTV) e 11 milioni capaci di decodificare l’Alta Definizione, nel suo articolato excursus sulle nuove tecnologie ha posto l’accento sulla Televisione via protocollo IP, declinabile in IPTV, Web Tv e Over The Top Tv (OTT-TV). Xavier Redon, della Direzione Marketing Strategico della società spagnola Abertis Telecom ha, invece, messo al corrente la platea che, da marzo 2010, la stessa Abertis ha iniziato a sperimentare un canale televisivo stereo.
Grande interesse ha suscitato, poi, la presentazione in anteprima di HD Book DTT Vol. 1, Versione 2.0, un corpo di specifiche (stilate da HD Forum Italia in collaborazione con l’associazione DGTVi, dedicate all’industria elettronica del nostro Paese e finalizzate a raccomandare ai costruttori di apparati un “profilo di sistema” italiano, basato su norme tecniche internazionali già esistenti. Artefice della presentazione di HD Book DTT 2.0 (pubblicazione scaricabile anche online, dal sito www.hdforumitalia.org) è stato Marco Pellegrinato, Vicepresidente di HDFI.

«Le principali novità dalla nuova pubblicazione - ha sottolineato Pellegrinato - riguardano le specifiche del formato DVB-T2, i primi elementi di compatibilità con l’universo 3D e un’apertura ancora più “enhanced” verso la convergenza IP a banda larga. Convergenza nei cui confronti siamo stati sempre molto attenti, prevedendo, per esempio, già nella prima versione del DTT HD Book, la connessione dei Tv a Internet come canale di ritorno, e aggiungendo poi - a ottobre 2009 - una specifica relativa al “Broadband Addendum”, che in sintesi crea una “seamless experience” tra il mondo broadcast e quello della banda larga (OTT-TV).
Nella seconda release del Book, l’aspetto “Broadband Addendum” è stato ancora più potenziato, prevedendo meccanismi aggiuntivi, quali, per esempio, un sistema di bit rate adattivo (volto a ottimizzare il flusso dati in arrivo all’utente) nonché una soluzione, basata su Digital Right Management, finalizzata ad abilitare l’introduzione della protezione dei contenuti
».

Schematizzazione sintetica del sistema retro-compatibile proposto da RAI e da varie altre aziende europee in ambito DVB

Le sperimentazioni in atto
Ed eccoci a Luigi Rocchi, Direttore Strategie Tecnologiche RAI, che ha voluto ricordare innanzitutto l’impegno che l’Azienda di Viale Mazzini va profondendo nei confronti dei formati 4K (Super HD, a 3840x2160 pixel) e 8K (Ultra HDTV, a 7680x4320 pixel).
«In 4K - ha spiegato Rocchi - abbiamo già realizzato, in collaborazione con il Centro Ricerche e Innovazione Tecnologica (CRIT) RAI di Torino e il Centro di Produzione RAI di questa stessa città, un documentario di 8 minuti riguardante il capoluogo piemontese. La nostra azienda, poi, insieme a BBC, collabora con il broadcaster giapponese NHK allo sviluppo del formato Ultra HDTV 8K, il cui primo test esteso verrà effettuato in occasione delle Olimpiadi di Londra del 2012. Analogo impegno la RAI sta riservando alla televisione stereoscopica, anche con la realizzazione di specifiche produzioni come, per esempio, “3Dentro il Rigoletto a Mantova”, backstage dell’evento trasmesso da Rai1 lo scorso settembre. Inoltre, puntiamo sulla retro-compatibilità 3D con il formato HD 2D, un’esigenza da noi ritenuta indispensabile per ragioni sia di necessaria economia di bit rate, sia  di “par condicio” nei riguardi degli abbonati».

Il concetto di retro-compatibilità è riaffiorato più volte durante l’evento capitolino. Per esempio, tanto la stessa RAI, quanto l’azienda torinese Sisvel  avevano in mostra due loro sistemi, indicativi dei rispettivi modi di intendere l’approccio in questione. Il sistema RAI veniva presentato in una postazione “presidiata” da Gino Alberico, ricercatore CRIT ed equipaggiata con due televisori, su uno dei quali scorrevano immagini 3D, mentre sull’altro venivano visualizzate le medesime immagini, però in formato HD 2D. La soluzione Sisvel, invece, era in dimostrazione in uno spazio situato accanto a quello RAI, mentre Dario Pennisi, della medesima Sisvel, faceva gli onori di casa.

Pareri contrari
Occorre precisare, comunque, che non tutti i partecipanti alla Conferenza si sono dichiarati a favore della retro-compatibilità. In proposito, Massimo Bertolotti, responsabile Innovation & Platform Engineering di SKY Italia, ha dichiarato che la Pay Tv satellitare è contraria all’approccio “misto”. Perché ciò o danneggia la trasmissione rivolta ai pochissimi fruitori 3D, a favore del più congruo numero di utenti HD 2D, con il rischio di fare una vera anti-pubblicità alle programmazioni stereo oppure danneggia la trasmissione destinata ai tanti spettatori HD 2D, a vantaggio del drappello ancora sparuto di utenti “a rilievo”, provocando pertanto le probabili rimostranze dei primi.
Con Bertolotti si sono trovati d’accordo anche Edoardo Grimaldi, Presidente della società di servizi televisivi FRAME, e Simone Madoni, Segretario Generale HDFI e responsabile Tv Operation di La7.
Grimaldi ha spiegato che la maggiore difficoltà di una trasmissione “twin” in 3D e HD 2D nasce soprattutto dal fatto che, alla base, l’approccio di ripresa bidimensionale e quello tridimensionale devono rispondere a due “grammatiche di produzione” piuttosto differenti, spesso inconciliabili tra di esse.
«Lo scorso novembre - ha esternato Madoni, durante il suo intervento - quando La7 ha proposto tre incontri di Rugby sia in 3D sia in HD 2D (lavorazioni che si giovavano proprio del supporto in service di FRAME), ha preferito ricorrere a due tipi di ripresa distinti e separati, anche se ciò ha comportato un impegno produttivo molto complesso e gravoso. L’esperimento a tre dimensioni, però, è rientrato in un quadro aziendale finalizzato a rafforzare l’offerta broadcast e ad esplorare  nuove forme di comunicazione su piattaforme alternative (a cominciare da quelle “Web integrate”), in modo da consolidare e diversificare l’offerta di contenuti tramite media differenti».
Segnaliamo in proposito che l’impegno 3D di La7 è stato portato a termine, per quanto riguarda la parte diffusiva, insieme a Telecom Italia Media Broadcasting (TIMB), fornitore oggi dei servizi di trasmissione Tv non solo alle emittenti interne dello stesso Gruppo Telecom Italia, ma anche a specifiche aziende terze. E proprio Crescenzo Micheli, TIMB Chief Technology Officer, ha descritto in dettaglio il non facile impegno di lavoro svolto appunto per La7.

Quartarete, svolta positiva
E arriviamo all’intervento di Davide Boscaini, Amministratore Unico di Quartarete, un’intraprendente Tv locale torinese, lanciatasi di recente, da apripista, in un’offerta 3D/HD 2D retro-compatibile (vedi nostro articolo sullo scorso numero di Eurosat).
«Quartarete - ha spiegato Davide Boscaini - era in serie difficoltà, a causa della crisi che investe oggi le televisioni locali. Grazie, però, al recente lancio di alcuni programmi ricevibili a valle su televisori sia 3D sia 2D, la nostra emittente ha ripreso quota. Di conseguenza, non posso che dir bene dei sistemi retro-compatibili, e in particolare del sistema “3D Tile Format” di Sisvel, che oggi ci consente di trasmettere splendidamente “in combinata” talk-show, documentari e cartoni animati, sfruttando bit-rate compresi tra i 7.5 e i 9 Mbps».
Insomma, retro-compatibilità sì o no? È una questione che di certo si chiarirà meglio in futuro. Intanto, va riconosciuto gli organizzatori della Conferenza HDFI 2010 il merito di aver dato vita a un convegno di grande spessore, punto d’incontro tra HD e Terza Dimensione.

Nel mondo del “Cropping”
Come già accennato sia la società Sisvel di Torino sia la RAI, hanno presentato, nell’ambito della Conferenza HD Forum Italia 2010, due rispettivi sistemi retro-compatibili mirati a far sì che una stessa trasmissione 3D risulti visibile in tridimensionale sui televisori stereoscopici e, contemporaneamente, in due dimensioni sui Tv HD 2D. Il sistema Sisvel, denominato “3D Tile Format” e illustrato da Paolo D’Amato, impacchetta in un singolo flusso HD a 1920x1080p (scansione progressiva) due flussi di fotogrammi a 720p che compongono le viste di sinistra e di destra della coppia stereo. Uno dei flussi a 720p - diciamo, quello di destra - presenta ogni singolo fotogramma digitalmente “spezzettato” in tre segmenti.
A questo punto, i televisori 3D riceveranno, per la visione con effetto di rilievo, le immagini di sinistra e di destra (quest’ultima ricomposta sempre in digitale dal sistema), entrambe con inalterato rapporto di risoluzione nativa a 720p. Ai Tv 2D, invece, in virtù di un impiego “custom” del parametro “Cropping Rectangle” (insito nel formato Mpeg-4/H.264), arriverà sempre in automatico la sola informazione a 720p di sinistra.
Il sistema retro-compatibile presentato in ambito DVB dalla RAI (e sostenuto anche da Mediaset, La7, BBC, ITV, Channel 4, IRT e altri operatori di rete europei) è stato illustrato da Alberto Morello, Direttore del CRIT. Abbiamo appreso così che il procedimento in oggetto inserisce in un flusso d’immagini HD a 1920x1080i (scansione interlacciata), due flussi affiancati, ciascuno a 960x1080i, corrispondenti alle viste sinistra e destra della coppia stereo (come previsto peraltro dalla normativa DVB frame-compatible di Fase 1, che consente di veicolare in Side by Side un programma 3D utilizzando un canale in Alta Definizione 2D).
Sfruttando opportunamente il parametro “Cropping Rectagle” (presente in buona parte dei decoder e degli IDTV HD a tecnologia MPG4/H.264), il sistema retro-compatibile Rai consente quindi di diffondere un programma 3D - in bidimensionale - anche attraverso i Tv 2D, comandando ai relativi ricevitori di ignorare l’informazione video di destra, e di considerare invece solo quella di sinistra, espandendola a pieno schermo 16:9, tramite la funzione SAR (Sample Aspect Ratio, prevista sempre dallo standard MPG4/H.264).

All’occorrenza, le funzioni “Cropping” e/o SAR possono essere facilmente implementate via software all’interno di STB e IDTV, mentre per far sì che i ricevitori 3D dell’immediato futuro utilizzino le informazioni L&R Side by Side del sistema retro-compatibile, questi apparati dovranno disporre di un apposito “signaling” inibitorio di “Cropping” e SAR. Alberto Morello ha precisato che, se accolta, la soluzione di RAI e di altri operatori dovrebbe essere approvata dal Comitato DVB entro la primavera di quest’anno. Nel 2014, poi, è probabile che lo stesso Comitato promulghi delle specifiche retro-compatibili di Fase 2, che potranno forse adottare alla base il nuovo codificatore “gerarchico” Multiview Video Coding (MVC) o lo Scalable Video Coding (SVC), entrambi già definiti negli standard Mpeg-4, oppure il “3D Tile Format” di Sisvel.

Esperienze concrete, mercato in crescita
La Conferenza HD Forum Italia 2010 ha messo sotto i riflettori ancora altri protagonisti, tra i quali Vittorio Arrigoni, di IDS Multimedia, e Stefano Rebechi, Amministratore Unico della società di servizi 3D DBW Communication, partner dell’azienda SBP. Rebechi ha ripercorso l’evoluzione nel tempo della tecnologia a tre dimensioni, dalle sue origini (risalenti a quasi 200 anni fa!) ad oggi. Arrigoni, invece, ha illustrato con la solita competenza l’ambiente di produzione 3D, richiamando l’attenzione sulle enormi difficoltà derivanti dal dover inserire sulle immagini titoli, loghi e sottotitoli.
Il montatore Roberto Perpignani (docente da 35 anni presso il Centro Sperimentale di Cinematografia) ha a sua volta raccontato l’interessante esperienza di lavoro avuta a supporto del film stereoscopico Il Volo, per la regia di Wim Wenders. Mentre Vincenzo Lobianco, Direttore Reti e Servizi AGCOM, ha sottolineato come l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni stia lavorando per stilare una normativa per favorire lo sviluppo nazionale dello standard DVB-T2, fattore abilitante non solo per l’HD, ma anche per il 3D.

Da Maurizio Braccialarghe, Direttore del Centro di Produzione RAI di Torino, abbiamo poi appreso che lo stesso Centro ha realizzato un’inchiesta televisiva (sulla storia delle Foibe) destinata a uno Speciale TG1 di febbraio, inchiesta che costituisce però anche un documentario 3D, dal momento che diverse scene sono state girate appunto in tridimensionale.
Infine, non è mancata una tavola rotonda condotta da Benito Manlio Mari - Consigliere HDFI - e partecipata da Michelangelo Amoruso, Direttore Marketing Consumer di Sony Italia, Andrea Tito, Senior Product Manager di Panasonic Italia, e Roberto Mestriner, CTO di Telsey. Da questo interessante panel è emerso che seppure oggi i Tv 3D rappresentano il 2% dei TV flat screen venduti in Italia, l’interesse per la nuova tecnologia è notevole e si pensa che entro fine 2011 la percentuale possa salire al 10%, pari ad un venduto di 600/700mila pezzi: la retro-compatibilità (seppure con alcune limitazioni di ordine logistico e tecnologico) invoglierà i grandi broadcaster a produrre anche in 3D. L’imminente introduzione sui televisori dell’interfaccia HDMI versione 1.4 potrà facilitare sempre di più l’accesso a valle verso il mondo a tre dimensioni.

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