via libera al 3D retro-compatibile

Maggio 2011
«Il mercato dei televisori 3D rappresenta, insieme all’Alta Definizione, l’evoluzione del settore Tv e di quello cinematografico. Ecco perché gli analisti prevedono un futuro roseo per la vendita degli schermi stereoscopici, indicando che questi display - a livello mondiale - cresceranno rapidamente, passando dai 3,2 milioni attuali ai 18 milioni previsti entro fine anno, e ai 91 milioni del 2014. Tra soli tre anni! Per allora il 40% dell’intero parco dei Tv venduti nel mondo utilizzerà la tecnologia 3D. Tenendo conto anche di questo orizzonte, stiamo avviando, insieme alla Direzione Produzione Rai, linee produttive a tre dimensioni, provvedendo altresì ad incrementare il nostro magazzino con programmi 3D come quelli oggetto della presentazione odierna. Potremo così garantire ai nostri abbonati una corposa offerta specifica, il giorno che inizieremo a diffondere contenuti tridimensionali. Intanto, un passo importante è stato già compiuto, con l’approvazione da parte del Consorzio DVB della soluzione per la retro-compatibilità 3D con l’HD 2D, soluzione che proprio la nostra Azienda (appoggiata da 13 suoi partner) aveva proposto in sede internazionale. E che ci consentirà di economizzare banda passante, ma soprattutto di fare in modo che anche i nostri utenti sprovvisti di Tv 3D possano fruire, in bidimensionale, di programmi diffusi all’origine in modalità stereoscopica».

Ecco quanto dichiarato da Luigi Rocchi, Direttore Strategie Tecnologiche RAI, nel corso del “3D Show” svoltosi nella sede di Viale Mazzini a Roma e mirato ad illustrare l’intero lavoro finora svolto in campo stereo appunto dalla Direzione Strategie Tecnologiche del broadcaster pubblico. A cominciare dall’ultima release, Arlecchino 3D, una produzione di 15 minuti tratta della celebre commedia Arlecchino servitore di due padroni, dal 1947 periodicamente in scena al Piccolo Teatro di Milano, con la storica rivisitazione registica di Giorgio Strehler. Ulteriori “perle” a tre dimensioni riguardavano un filmato per i più piccini realizzato nel 2008 nell’ambito del programma Melevisione, di RAI 3, e i documentari 7 luoghi, 8 minuti, una città (girato nel 2009 su Torino) nonché 3Dentro il Rigoletto a Mantova, backstage dell’edizione speciale dell’opera di Verdi trasmessa da Rai1 a settembre 2010.

Davvero grande l’impegno dimostrato dalla RAI in questa giornata, con il dispiego di tanti schermi che, nella stessa sede di Viale Mazzini, restituivano le immagini stereoscopiche: da quello gigante, asservito da un videoproiettore DLP NEC 2000C, al magnifico Full HD/3D plasma display-monitor Panasonic TH-103VX200E da 103” (caratterizzato da un rapporto di contrasto di 5.000.000:1), fino a vari altri display tridimensionali - con diagonali tra i 45 e 55 pollici - rispettivamente firmati da Hyundai, Philips e Sony. Del marchio Panasonic faceva parte anche il camcorder 3D “all-in-one” AG-3DA1, acquistato alcuni mesi fa dal CRIT RAI di Torino.

Necessità condivisa
A proposito della struttura di sperimentazione e ricerca torinese, il CRIT – per voce del suo Direttore, Alberto Morello - si è dato molto da fare per spingere in ambito DVB il sistema retro-compatibile con cui i broadcaster potranno trasmettere programmi 3D visualizzabili in formato nativo sui televisori stereoscopici e, contemporaneamente, in bidimensionale sui Tv HD 2D.
«Sulle prime specifiche emanate a suo tempo dal Consorzio DVB in fatto di “frame compatibilità”, cioè di possibilità di veicolare un programma 3D tramite un canale di tipo HD 2D - ha dichiarato Alberto Morello  - ci siamo subito resi conto di come queste privilegiassero soprattutto le Tv satellitari, esenti da problemi di banda passante e in grado di trasmettere allo stesso tempo un medesimo contenuto audio/video in 3D e in “2D”, su un duplice canale, senza incorrere in saturazioni multiplex, come invece può accadere alle emittenti che “viaggiano” in DVB-T. Pertanto, abbiamo raccolto intorno a noi un “club” di sostenitori (da BBC a Mediaset, da Channel 4 a La7, da ITV a IRT, fino a diversi altri operatori europei di rete terrestre), per chiedere tutti insieme al Consorzio DVB di arricchire la normativa tecnica “frame compatible” di Fase 1 anche con la modalità retro-compatibile da noi proposta».

Norme internazionali definite
L’approvazione del sistema è avvenuta nell’ambito di una riunione svoltasi a Ginevra, durante la quale il Consorzio DVB ha emanato il Frame Compatible Plano Stereoscopic 3DTV, contenente precise specifiche di Fase 1 riguardanti le norme internazionali che broadcaster, fornitori di contenuti e costruttori di ricevitori devono adottare a supporto di programmi 3D veicolati tramite singoli canali in Alta Definizione. Norme che, rivestendo un carattere di ufficialità, non possono essere disattese dai player interessati.
Accanto a queste prescrizioni obbligatorie, però, il Comitato DVB ha emanato anche un annesso dal titolo HDTV Service Compatibility, che recepisce e approva il sistema 3D retro-compatibile proposto dalla cordata di industrie capeggiata da RAI, pur rivestendo l’annesso un carattere indicativo facoltativo. Nel senso che i vari broadcaster non sono obbligati a trasmettere in formato 3D-retrocompatibile, ma se decidono di farlo devono utilizzare esclusivamente le indicazioni fornite dall’allegato DVB, e quindi il sistema ideato in ambito CRIT.

Aggiornamenti inevitabili
Il “sì” da parte del Comitato DVB rappresenta una soddisfazione davvero notevole per l’Italia, per la RAI e anche per Alberto Morello, “deus ex machina” dell’operazione, intento, anche ad appianare varie “frizioni” provenienti dai costruttori di hardware. Questi, infatti, a causa di difficoltà oggettive, non erano (e, in parte, non sono ancora) propensi ad aggiornare via software le apparecchiature e i decoder integrati DTT HD 2D MPEG4/H.264, già commercializzati e non “trasparenti” alla ricezione retro-compatibile. La mancanza deriva dal fatto che il parametro Cropping Rectangle (già prescritto dalle specifiche MPEG4/H.264, e su cui “gioca” in maniera custom il formato di RAI “&C”) non era stato implementato su una determinata percentuale di IDTV HD 2D in Digitale terrestre, perché all’epoca ritenuto trascurabile.
Ovviamente, i ricevitori specifici di prossima costruzione non avranno questo problema, anche perché il Consorzio DVB ha “raccomandato” al Comitato MPEG di far applicare “in pieno” dalle case produttrici il parametro Cropping Rectangle (e anche SAR, Sample Aspect Ratio, un altro parametro MPEG4/H.264 su cui fa leva il nuovissimo formato retro-compatibile).

Lo schema illustra il sistema 3D retro-compatibile HD 2D presentato in ambito DVB dalla RAI, insieme a 13 partner internazionali

Pubblica i tuoi commenti