Via libera alla nuova LCN

Aprile 2013
L’impianto del provvedimento recepisce i rilievi delle sentenze del Consiglio di Stato che, nell’annullare il precedente piano (delibera n. 366/10/CONS), aveva imposto all’Autorità di pronunciarsi nuovamente sull’attribuzione dei numeri 7, 8 e 9 alle TV nazionali ex analogiche a seguito di una nuova indagine di mercato e di definire nuovi criteri per l’assegnazione dei numeri LCN alle emittenti locali, non più basati sull’utilizzo delle graduatorie dei Corecom.
La nuova numerazione, in un’ottica d’impiego razionale ed efficiente delle risorse e di semplicità d’uso da parte dei telespettatori, è così strutturata:

–    1° e 2° arco (posizioni 1-99 e 101-199): canali nazionali e locali;
–    3° arco (201-299): canali locali;
–    4° e 5° arco (301-399 e 401-499): canali a pagamento;
–    6° arco (501-599): canali nazionali;
–    7° arco (601-699): canali locali;
–    8° arco (701-799): canali nazionali;
–    9° arco (801-899): canali radiofonici e altri servizi;
–    10° arco (901-999): canali locali.
 
La nuova indagine demoscopica, condotta con metodo CATI su un campione di 23.600 unità rappresentativo della popolazione italiana, ha evidenziato che, su base nazionale, meno dell’1% degli intervistati ha variato l’impostazione automatica posizionando un’emittente locale sui tasti 7, 8 e 9 del telecomando.

Sulla base di queste risultanze, l’Autorità non ha potuto che confermare l’attribuzione delle numerazioni 7, 8 e 9 ai canali generalisti ex analogici, ferma restando la competenza del Ministero dello sviluppo economico circa l’effettiva attribuzione dei numeri ai soggetti richiedenti.
In merito ai nuovi criteri per l’assegnazione dei numeri LCN alle emittenti locali, l’Autorità, in considerazione delle previsione di legge e delle osservazioni formulate dal Consiglio di Stato, ha individuato gli indicatori di qualità della programmazione, valutata in base ai piani editoriali degli ultimi cinque anni e al numero di dipendenti impiegati in modo continuativo, e delle preferenze degli utenti e radicamento sul territorio, valutati in base agli indici di ascolto, alla storicità e al grado di copertura del canale.
Per le emittenti locali di qualità e radicate sul territorio sono assegnati i numeri da 10 a 19 e i numeri da 97 a 99 del primo arco ed i corrispondenti numeri del secondo arco. Alle televisioni locali leader nei rispettivi territori e che trasmettono lo stesso programma in più regioni sono riservati i numeri 10, 97, 98 e 99. In conseguenza della complessiva riallocazione dell’emittenza locale, le posizioni per tale comparto saliranno da 219 a 323 numeri, corrispondenti a 6.460 posizioni su base regionale a fronte di 4.380 nel precedente piano).

Inoltre, l’Autorità ha ridefinito la composizione del primo e del secondo arco prevedendo ulteriori numeri per lo sviluppo dei canali nazionali nativi digitali, il cui spazio si era da tempo esaurito non consentendo l’ingresso di nuovi entranti. Ad essi vengono complessivamente attribuiti i numeri da 21 a 96, ripetuti anche nel secondo arco, rispetto al range minore 21-70 del precedente Piano. Per non alterare gli investimenti effettuati dalle emittenti e le abitudini degli utenti sviluppatesi sulla base del precedente Piano, le nuove numerazioni dal numero 71 al numero 96 ripropongono la successione dei generi prevista dalla legge a partire dalla categoria dei semi-generalisti. Nel primo arco non potranno trovare collocazione emittenti con programmazione prevalentemente dedicata al gioco d’azzardo.
Infine, in previsione dell’obbligo d’integrazione del DVB-T2 nei decoder e nei televisori a partire dal 2015, l’Autorità ha deciso di istituire un Tavolo tecnico con l’obiettivo di condividere tra gli operatori le soluzioni relative allo standard dei decoder e alla navigazione tematica tra i canali attraverso la guida EPG.
Il Piano sarà revisionato ogni 2 anni sulla base dello sviluppo del mercato, della tecnologia e delle abitudini degli utenti.
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