Via libera da Agcom alle smart card senza decoder

Febbraio 2010. Nel corso dell’istruttoria sono stati acquisiti e valutati numerosi dati (quali i dati di produzione e vendita dei decoder TivùSat, il numero delle smart card prodotte ed attivate, i contratti relativi ai diritti di trasmissione dei programmi criptati dalla RAI sul satellite, le procedure di criptaggio, la copertura delle trasmissioni analogiche e digitali terrestri della Concessionaria pubblica) ed effettuate le audizioni della RAI, della società Tivù, dell’Associazione Altroconsumo e della società produttrice del decoder XDome.

A conclusione dell’istruttoria, il Consiglio ha ritenuto che la scelta iniziale della RAI di associare la distribuzione delle smart card alla vendita del decoder TivùSat limitasse la scelta da parte degli abbonati, garantita dall’articolo 31 del contratto di servizio, di poter associare la smart card a differenti apparati di ricezione.
Questo anche nell’ottica di promuovere decoder “aperti”.

L’altro aspetto ha riguardato la limitazione della ricezione dei programmi RAI di servizio pubblico all’estero.
L’Autorità ha valutato che le proposte formulate dalla RAI nel corso del procedimento, di offrire ai propri utenti in regola con il pagamento del canone che ne faranno richiesta la smart card TivùSat, a fronte del rimborso dei soli costi, nonché di assicurare un congruo numero di carte TivùSat alle comunità italiane in Europa, fossero idonee a rimuovere le criticità riscontrate.

Pertanto, il Consiglio dell’Autorità, ai sensi dell’articolo 48, comma 7, del Testo Unico della radiotelevisione, ha ordinato l’esecuzione di tali obblighi, che risultano coerenti con l’articolo 31 del contratto di servizio. Perciò, già dalle prossime settimane, sarà possibile richiedere a RAI la sola smart card di TivùSat senza dover necessariamente acquistare anche il decoder.

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