Viaggio al centro del 3D

Maggio 2009. L'evidenza conferita dalla recente edizione di SAT Expo Europe 2009 al 3D Stereoscopic ma, soprattutto, l'inaspettato boom indotto dalla discesa in campo del film stereoscopico Viaggio al Centro della Terra, ci ha suggerito di intraprendere a nostra volta un viaggio al centro del 3D, per esaminare l'attuale stato dell'arte di questa tecnologia, applicata sia al Cinema sia alla Tv.

I nostro itinerario prende l'avvio proprio dal SAT Expo 2009, che proponeva una catena HD-3D live (produzione, diffusione, ricezione) curata nei minimi dettagli dal consorzio 3D Stereoscopic Group: una partnership industriale includente le infrastrutture satellitari di Eutelsat, l'expertise di OpenSky nel campo della trasmissione celeste di contenuti digitali, nonché le capacità di DBW Communication (www.dbwcommunication.it).
Azienda, quest'ultima, specializzata in ripresa e post-produzione di immagini a tre dimensioni, riguardanti anche eventi dal vivo molto complessi da gestire, come quelli sportivi e musicali.

Schema sintetico della catena 3D live (ripresa, diffusione, ricezione), realizzata dal 3D Stereoscopic Group durante l'edizione SAT Expo Europe 2009.

«Per questa diretta live - ha tenuto a sottolineare Stefano Rebechi, amministratore unico di DBW Communication - la nostra società si è occupata in particolare dell'allestimento delle stereo-camere, nonché delle tecnologie utilizzate nella sala regia 3D. Tecnologie finalizzate a correggere in real time eventuali “sfasature” sempre in agguato nel corso di una ripresa stereoscopica dal vivo, e che di certo non possono essere corrette in post-produzione, com'è possibile invece per i programmi pre-registrati. Allo scopo, puntiamo molto sul lavoro dello “stereografo”: una nuova, essenziale figura professionale, che deve disporre del know-how necessario per capire “al volo” - nell'ambito di una ripresa televisiva tridimensionale in diretta - se, quando e come intervenire opportunamente sulle macchine di regia in caso di necessità».

«Quello del SAT Expo 2009 - ed eccoci ora alle dichiarazioni di Walter Munarini, direttore di OpenSky - ha costituito un po' un “debutto” per noi del 3D Stereoscopic Group, dal momento che, già da quest'anno, siamo intenzionati ad offrire una serie di servizi live in HD-3D, i cui beneficiari saranno gli spettatori di oltre un centinaio di sale pubbliche italiane equipaggiate con impianto di proiezione digitale stereoscopica».

Sale 3D in progressivo aumento
In proposito, dobbiamo dire che in Italia, al 2 aprile scorso, il numero delle sale 3D Stereo 2K DLP Cinema superava le 107 unità, ma è probabile che quando leggerete il presente articolo questo numero sarà cresciuto ulteriormente.
In totale, comunque, gli schermi digitali nazionali abilitati alla proiezione 2K DLP Cinema - anche 2D - sono al momento quasi 140, cui vanno aggiunti circa 75 digital screen del circuito Microcinema (www.microcinema.eu), supportati in prevalenza da videoproiettori a 1.3K, ma anche a 2K, qualcuno dei quali abilitato altresì al 3D. Ma non basta.

Nel nostro Paese, a questo business appaiono interessati altri consorzi, tra cui Digima (www.digimaonline.com), che può contare a livello nazionale su una decina di schermi digitali, i quali dovrebbero diventare una cinquantina - alcuni anche 3D - entro fine estate 2009.

La molla che ha fatto scattare la corsa verso il 3D Stereoscopic è stata senz'altro la proiezione del film Viaggio al centro della Terra che, programmato in una quarantina di sale italiane 3D, ha incassato mediamente il doppio degli altri cinema dove lo stesso film veniva presentato in formato bidimensionale.

Di conseguenza, diversi gestori nazionali (anche quelli più scettici nei confronti delle nuove tecnologie) si sono affrettati a richiedere - soprattutto al brand Cinemeccanica, fornitore in Italia della stragrande maggioranza dei videoproiettori 2K DLP Cinema - un impianto 3D Stereoscopic, da attivare entro il 2 aprile 2009, giorno antecedente l'inizio della programmazione in Italia di Mostri contro Alieni, un'opera attesa in tutto il mondo come film-evento.

Prodotto da Jeffrey Katzenberg, CEO di DreamWorks Animation, Mostri contro Alieni è una release di animazione che - contrariamente a diverse altre finora rese disponibili - nasce non come film 2D da trasportare poi anche in 3D, ma direttamente come un'opera tridimensionale, da convertire solo successivamente in due dimensioni.
Ciò assicura un migliore realismo delle sequenze nonché un maggiore coinvolgimento da parte dello spettatore.

Semplici occhialetti di cartone
Durante il convegno dedicato sul tema 3DTV tenutosi a SAT Epo Europe 2009, Angelo d'Alessio - direttore Sezioni Internazionali della SMPTE (l'associazione mondiale degli standard cine/televisivi) - ha tenuto ad evidenziare che, agli inizi di febbraio scorso, in occasione della 43esima edizione del Super Bowl americano, Mostri contro Alieni è stato pubblicizzato davvero alla grande in televisione.

Infatti la NBC ha mostrato uno specifico trailer del film in 3DTV, unitamente ad alcuni altri mini-contenuti stereoscopici. La cosa è stata resa possibile grazie alla tecnologia ColorCode 3D (www.colorcode3d.com) che, abbinata al procedimento InTru 3D di Intel (www.intru3d.com), ha permesso alla stessa NBC di trasmettere, attraverso i normali televisori domestici, il trailer e i mini-contenuti appunto in formato stereoscopico.

Per la relativa visualizzazione, gli spettatori indossavano solo dei semplici occhialetti di cartone, distribuiti in massa e gratuitamente, nei giorni precedenti l'evento, nell'ambito di diversi “stores” americani, mentre chi non disponeva di occhialetti poteva ugualmente visualizzare in contemporanea - nel classico formato bidimensionale - il trailer e i mini-contenuti 3DTV.

Sicuramente l'originale approccio di trasmissione cui ha fatto ricorso la NBC necessita ancora di alcuni “aggiustamenti di tiro”, ma è destinato senz'altro a dischiudere orizzonti del tutto nuovi e finora impensabili per la proposizione “easy-home” della stereoscopia televisiva.

Tanto più se si pensa che - come ha voluto sottolineare ancora D'Alessio - la SMPTE ha già attivato appositi gruppi di studio sia per la tecnologia ColorCode 3D, sia per altre tecniche simili, pronte a rendersi disponibili sul mercato in una prospettiva a breve termine.

Più graditi dal pubblico
Intanto, però, tutti concordano sul fatto che le “turbine di propulsione” destinate a fare da volano allo sviluppo del 3D Stereoscopic saranno le sale D-Cinema.
In proposito, Elisabetta Brunella, segretario generale di MEDIA Salles (un'importante organizzazione europea operante in campo cinematografico), ha tenuto a sottolineare che i film in 3D piacciono molto.

Tant'è vero che vari spettatori sono disposti a pagare un sovrapprezzo per guardare un'opera 3D digital, mentre quasi nessuno appare propenso a sborsare qualcosa di più per assistere alla proiezione di un film semplicemente in digitale 2D.

A sostegno della sua tesi, Brunella ha citato l'esempio del film My Bloody Valentine che, programmato in 3D negli USA, ha fatto registrare un box-office per schermo superiore fino a 6 volte quello inerente la programmazione della medesima opera in formato bidimensionale.

Da sottolineare, infine, che il panorama dei film prodotti in tre dimensioni è destinato progressivamente ad infittirsi, ovviamente anche per quanto riguarda il nostro Paese.
In Italia, infatti, dopo Mostri contro Alieni, sarà la volta del già citato My Bloody Valentine e poi ancora di Battle for Terra, Coraline e la porta magica, Era Glaciale 3, L'alba dei Dinosauri (titolo originale, Ice Glass, dawn on the Dinosaurs), Up, Christmas Carol, G-Force e - poco prima di Natale - Avatar: una stratosferica opera 3D (costata oltre 200 milioni di dollari), prodotta dalla 20th Century Fox e diretta dal regista James Cameron, lo stesso di Titanic.

Il regista Steven Spielberg (nella foto a destra) in visita al set 3D
di Avatar, il colossale film stereoscopico firmato da James Cameron (al centro). A sinistra, Jeffrey Katzenberg, produttore e presidente della DreamWorks Animation.

Inoltre, la produzione di film 3D Stereoscopic, sarà man mano sempre più intensificata, fino a raggiungere nel 2012 ritmi di produzione che - a detta delle majors americane - dovrebbero superare quelli inerenti i film 2D tanto in pellicola, quanto in digitale.

Sin da adesso, però, c'è abbastanza materiale filmico in grado di far sì che le sale già attrezzate o in procinto di attrezzarsi per la stereoscopia non restino “disoccupate”, ma proseguano sempre più speditamente l'affascinante viaggio al centro del 3D.

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