Video On Demand in Europa, impatto dirompente

Video On Demand in EuropaUn’indagine svolta dall’istituto ITMedia Consulting guidato da Augusto Preta traccia lo scenario prossimo futuro del Video On Demand in Europa. Il settore supererà i 2 miliardi di euro di entrate alla fine del 2015, con 823 milioni generati da abbonamenti, 760 milioni dalla pubblicità e il resto dalla pay per view.

 

Uno scenario dei media assai dinamico, trainato dallo sviluppo della banda ultra larga e dalla crescita dell'offerta su mobile. In effetti negli ultimi anni il mondo che gira attorno a Internet è profondamente cambiato, in seguito all’esplosione dei servizi video, tanto che nelle Tlc europee si è avviata una nuova fase di sviluppo il cui driver è diventato la banda ultra larga, attraverso il rilancio della domanda, grazie ai nuovi servizi video e alle TV a pagamento.

Lo afferma l’ultimo rapporto firmato da ITMedia Consulting Video on demand in Europa: 2015-2018” che sottolinea la potente evoluzione che sta cambiando i connotati del settore dei media globali. Nella sua analisi che pone al centro l'esplosione dei contenuti video che viaggiano sulle tecnologie broadband di ultima generazione, l’indagine di ITMedia Consulting aggiunge altra carne al fuoco:

  1. l’ingresso di nuovi attori globali, a cominciare da Netflix, determinato ad entrare in aree di mercato finora meno soggette alla competizione, perché insufficienti sotto il profilo della copertura della banda larga (in particolare nel Sud Europa);
  2. il consolidamento della posizione dei grandi operatori di telecomunicazioni e via cavo (Vodafone, BT, Orange, Telefonica e Liberty Media) che, attraverso fusioni e acquisizioni, hanno costruito un’offerta quadruple play, integrando voce, dati con accesso a internet fisso e mobile e video (tv);
  3. un più elevato grado di competizione tra broadcaster, telco e OTT (Netflix e in prospettiva anche Amazon, Apple e Google) sullo stesso o su diversi modelli di business (Francia e Germania in primis);
  4. l’accesso diretto attraverso acquisizione dei diritti live a contenuti premium sportivi in esclusiva, a cominciare dal calcio (in particolare il campionato nazionale e la Champions League) in grado di accrescere la domanda di dati e il traffico sulle reti (Regno Unito e Spagna).

 

I primi e gli ultimi della classe

Alla luce di tutti questi fenomeni, ITMedia Consulting prevede che nei prossimi anni si assisterà in Europa, all’esplosione dei servizi video, con una crescita consistente e superiore alle attese nei prossimi tre anni, in particolare del video on demand. In questo scenario, ITMedia Consulting stima che il totale delle entrate da servizi VOD in Europa Occidentale raggiungerà 2.140 milioni di euro alla fine del 2015, con 823 milioni generati da abbonamenti SVOD (un canone fisso mensile che permette di accedere all’intero catalogo offerto senza altri costi) e 760 milioni da pubblicità AVOD (il servizio gratuito per gli utenti e basato sulla pubblicità). Il resto arriverà da servizi di TVOD (la pay-per-view: si compra ogni singolo contenuto).

In seguito l’offerta a pagamento in SVOD continuerà ad acquistare rilevanza e i ricavi complessivi raggiungeranno 3.580 milioni di euro nel 2018, con una crescita media annua del 22% tanto da rappresentare la componente a maggiore sviluppo del comparto.

A livello geografico il Regno Unito continuerà a rappresentare la “best practice” nel settore, soprattutto per quanto riguarda i ricavi da SVOD. Germania e Francia (particolarmente attive nel TVOD) seguiranno con dinamiche di crescita molto interessanti nei prossimi anni. Più in ritardo i paesi dell’Europa del Sud, tra cui Italia e Spagna, dove le problematiche infrastrutturali e dunque di accessibilità ai contenuti online rappresentano uno dei maggiori colli di bottiglia.

 

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