Assalto ai new media

Dicembre 2008. La campagna elettorale del neo presidente degli Stati Uniti? Un successone, perché è stata efficace e originale.
Nata all'insegna del multi(media)tasking ha avuto il suo centro di gravità fisso sul web con gli altri media a girare intorno come satelliti. La Rete è risultato un fantastico strumento di propaganda.

La figura di Obama ha suggerita l'emergere di una quantità di video creativi realizzati dai suoi supporter, dal famoso Obama Girl, al rap “Yes we can” con i Black Eyed Peas, al Barak OBollywood con Obama in versione indiana. Il web è stato prezioso anche nella raccolta dei fondi, milioni e milioni di dollari arrivati grazie al passaparola della Rete.
Insomma un successo, che, chissà, deve aver messo la pulce nell'orecchio alla politica italiana, da sempre così old style nell'utilizzo della comunicazione.

Sì perché, da qualche tempo, i Partiti di casa nostra hanno letteralmente preso d'assalto i new media. Per il momento il fenomeno riguarda le formazioni all'Opposizione in crisi di consenso e partecipazione.

Il Partito Democratico con Youdem.tv si è posizionato sul satellite e sul web, replicando poi con Red Tv, la Tv satellitare vicina a Massimo D'Alema.
Ma la sorpresa è arrivata dai Comunisti Italiani di Diliberto che hanno lanciato una web Tv. Che la partecipazione sia figlia di questa parte politica è cosa nota, ma è anche risaputo che queste formazioni non hanno una grande cultura del mezzo.

C'è quindi un rischio: che questi strumenti, se privi d'innovazione nei contenuti, nella sostanza non servano a nulla. La propaganda online infatti non riesce sempre.
Anzi, più spesso fallisce. Questo perché le culture digitali non sono alla ricerca di una rappresentanza né appaiono disposte a delegare ad altri le decisioni.

Una nuova “comunicrazia”
Il cybernauta si “presenta” direttamente nello spazio pubblico con la sua capacità di manipolazione del linguaggio. E lo fa con alle spalle una comunità costituita da affinità elettive.
Ogni rete di blogger, tribù urbana o comunità virtuale genera una “comunicrazia”, che si manifesta come una forma di potere liquida.
Per i “vecchi” Partiti non è quindi facile interagire con questi nuovi fenomeni. Tra l'altro quelli di Governo sembrano al momento meno interessati al web, forse perché godono di un grande spazio sui media mainstream.

Ecco perché Forza Italia, dopo lo stop della Tv della Libertà della Brambilla, non ha promosso più nulla in rete.
Più stimolati sono gli altri partiti della coalizione: Alleanza Nazionale e Lega Nord hanno migliorato la qualità dei loro siti, introducendo qualche forma di comunicazione tecnologicamente avanzata.

Dopo il sogno fattosi realtà di Barak Obama, però, la sensazione è che tutto possa cambiare anche da noi. Su Internet naviga una grande fetta di elettorato giovane e giovanissimo difficile da coinvolgere con i comizi e la Tv.
E i sogni, che poi sono il motore della politica, non nascono coinvolgendo gli over 50 seduti comodamente sulle poltrone di casa a guardare Porta a Porta.

Pubblica i tuoi commenti