Canali multistream: dove trovarli, come vederli

Satelliti multistream

Una delle ultime tendenze nel mondo della ricezione satellitare è la sintonizzazione dei canali multistream, ovvero quelli usati dai broadcaster per servizio.

Fino a pochi anni fa, i canali di servizio che utilizzavano il satellite per distribuire i segnali dei collegamenti esterni, i servizi giornalistici e interi canali per la successiva ritrasmissione su altre reti come quelle terrestri e via cavo, impiegavano gli stessi standard di trasmissione e modulazione dei canali destinati agli utenti finali.

Questo significa che occupavano la stessa quantità di banda e potevano essere visti da chiunque fosse sintonizzato in quel momento su una determinata frequenza, ma solo conoscendo i “giusti” parametri (symbol rate, FEC, PID, ecc.).

Con l’avvento della ricerca Blind Scan, che evita l’inserimento manuale di questi parametri perché rilevabili automaticamente, la ricerca dei feed si è notevolmente semplificata e, quando i contenuti vengono trasmessi in chiaro, sono visibili da chiunque con un decoder da poche decine di euro.

Da qualche tempo, gli operatori televisivi hanno iniziato a impiegare nuove tecniche di trasmissione chiamate “multistream” e “PLS” (acronimo di Physical Layer Scrambling) che richiedono decoder compatibili, sono ampiamente configurabili per garantire una maggiore sicurezza contro le “intercettazioni” e garantiscono un risparmio di banda rispetto ai sistemi tradizionali.

Queste soluzioni sono state inizialmente impiegate per diffondere i canali terrestri Rai e Mediaset (anche Premium), sia a 13° Est (Eutelsat Hotbird) sia a 5° Est (Eutelsat 5 West), sfruttando i satelliti come mezzi di contribuzione per raggiungere capillarmente ed efficacemente le singole torri di trasmissione DVB-T dislocate su tutto il territorio nazionale.

Con il passare del tempo, il numero di canali multistream sulla Fascia di Clarke è cresciuto notevolmente tanto da spingere gli appassionati a richiederci sempre con maggiore frequenza dove possono trovarli e cosa serve per sintonizzarli.

In questo articolo affronteremo sia le questioni prettamente tecniche sia quelle pratiche, elencheremo i canali attualmente disponibili, perché può valere la pena spostare la parabola o aggiungere un motore per vederli. In un altro articolo mostriamo una selezione dei migliori decoder multistream in circolazione, alcuni di questi già testati negli scorsi mesi su Eurosat.

Prima di iniziare è doveroso fare una precisazione. Trattandosi di canali di servizio non destinati all’utente finale, tutte le informazioni riportate possono subire variazioni in qualsiasi momento. Per esempio, i canali che attualmente trasmettono in chiaro e con una determinata modalità multistream possono diventare criptati e cambiare codici di accesso così come utilizzare altri metodi di contribuzione (es.: IPTV), sparendo di fatto dal satellite.

Per questi motivi, consigliamo una certa cautela prima di realizzare un impianto satellitare ad-hoc oppure scegliere di spostare la propria parabola da uno slot orbitale a un altro. Siccome si può arrivare a investire cifre importanti, è necessario valutare attentamente sia i vantaggi sia gli eventuali rischi.

Come funziona la tecnologia multistream

La tecnologia multistream, identificata con l’acronimo “MIS” (Multi Input Stream), consente di trasmettere diversi transport stream DVB (TS) o IP su un transponder satellitare in modo totalmente trasparente ed efficiente, utilizzando una sola coppia di dispositivi (encoder-decoder) e non tanti quanti sono i flussi trasmessi.

La tecnologia multistream include un meccanismo nella struttura del frame di banda base (BBFRAME) che unisce flussi multipli di dati di trasporto e generici. Il modulatore utilizza solo i pacchetti di un flusso per riempire un frame di banda base e ne avvia uno nuovo per il secondo flusso. I frame vengono quindi allineati sequenzialmente per la trasmissione.

Utilizzando un identificatore a 8 bit nell’header del frame di banda base, noto anche come identificatore del flusso di input (ISI), i frame di banda base vengono definiti per un flusso specifico e per un massimo di 256 flussi TS e/o IP.

In base all’ISI, il demodulatore è capace di separare ciascun flusso senza alcun riferimento temporale (clock) mentre l’output sequenziale a raffica si scontra con il PCR (Program Clock Reference) utilizzato nei transport stream.

Il sovraccarico di dati può essere eliminato dal sistema NPD (Null Packet Deletion), altra peculiarità della tecnologia multistream.

I pacchetti vuoti non contengono alcun dato e vengono utilizzati per riempire un flusso di trasporto così da ottenere un data rate costante. Dal momento che il demodulatore può ripristinare il data rate tramite l’ISSY (Input Stream Synchronization), non è necessario trasmettere tutti i pacchetti vuoti.

Con la funzione NPD abilitata, il modulatore può eliminare fino a 256 pacchetti vuoti successivi e aggiungere un valore di contatore di 1 byte a ciascun pacchetto del flusso di trasporto segnalando quanti pacchetti vuoti sono stati eliminati prima della sua posizione. Dopo la ricezione, il demodulatore reinserisce immediatamente il numero corrispondente di pacchetti vuoti durante l’unpacking del TS dai frame di banda base.

A seconda della struttura del flusso, il sistema NPD può mettere a disposizione una quantità significativa di banda aggiuntiva e, se utilizzato in combinazione con dati a bassa priorità come il traffico web, permette di sfruttare la banda a disposizione nel modo più efficiente possibile.

Quando si tratta di notificare al demodulatore l'adattamento della modalità adottata, ogni frame di banda base DVB-S2 possiede un header da 10 byte tra cui il primo (MATYPE-1) che contiene le informazioni sul tipo di contenuto. Durante l'analisi dell’header, il demodulatore rileva se nel modulatore sono stati impiegati i sistemi ISSY e/o NPD oppure quale contenuto si trova nel campo dati del frame di banda base. L’ISI viene memorizzato nel secondo byte (MATYPE-2) dell’header di banda base.

Per approfondimenti sulle specifiche DVB-S2 e la tecnologia multistream consigliamo ai lettori più tecnici di consultare il documento a questo indirizzo http://bit.ly/2U6r6XU.

Pieno controllo e massimo risparmio di banda 

La tecnologia multistream permette di configurare in modo indipendente ogni singolo flusso mantenendone il pieno controllo, anche quando i frame di banda base vengono alimentati esternamente con contenuti proprietari e inseriti nel sistema. Inoltre permettono di “riempire” un singolo transponder con una quantità di dati e contenuti superiore rispetto ai sistemi utilizzati finora così da ridurre i costi di affitto della capacità satellitare a tutto vantaggio degli operatori “minori” come le Tv locali.

Modalità e codici PLS

La tecnologia multistream e il sistema PLS hanno genesi diverse ma vengono spesso utilizzati in combinazione tra loro.

Il PLS veniva originariamente impiegato per ridurre le interferenze tra i canali presenti nello stream, ma nel nostro caso funge semplicemente da sistema di codifica. Può infatti assumere diversi valori ed essere impiegato sia con l’attuale standard DVB-S2 sia con la sua evoluzione chiamata DVB-S2X (vedi articolo di approfondimento su www.EuroSat-online.it/cose-dvb-s2x-uhd-e-8K) grazie all’ulteriore ottimizzazione della banda che è in grado di ottenere, in particolare con i contenuti Ultra HD 4K e 8K.

I canali multistream possono adottare tre diverse modalità PLS (Root, Gold o Combo) e avere un codice di codifica composto da 6 cifre (es.: 131070 per uno dei mux Rai a 5° Ovest che comprende alcuni canali regionali TGR). Un transponder può accogliere diversi flussi identificati dal codice IS (Input Stream) a tre cifre (es.: 001, 002, 003, ecc.).

I tuner DVB-S2 o DVB-S2X di alcuni decoder supportano solo la tecnologia multistream ma non il sistema PLS mentre altri permettono di ricevere qualsiasi canale MIS oppure non riconoscono alcuni valori e modalità PLS (es.: Root).

Pochi modelli sono anche in grado di riconoscere e gestire i flussi T2-MI (T2 Modulator Interface) che alcuni operatori veicolano via satellite sempre per la contribuzione terrestre. Oltre ai segnali DVB-T2, i flussi T2-MI contengono i dati di sincronizzazione per le reti SFN (Single Frequency Network), gli aggiustamenti relativi a ciascun PLP (Physical Layer Pipe) e i frame di banda base conformi a ciascun PLP e contenenti i TS da modulare.

L’offerta DTT di Rai, Mediaset e Sky

Tra i canali satellitari diffusi con tecnologia multistream, i più numerosi e interessanti sono senza dubbio quelli in lingua italiana di Rai, Mediaset e Sky. Dal momento che trasmettono tutti dal satellite Eutelsat 5 West A in orbita a 5° Ovest, rappresentano un’alternativa alla ricezione terrestre quando il segnale è disturbato o addirittura assente, sia all’interno dei confini nazionali sia all’estero.

La rete pubblica occupa quattro transponder che ospitano i tre canali nazionali Rai 1, Rai 2 e Rai 3, sia a definizione standard sia in HD, Rai Sport, Rai Sport + HD e molti altri come Rai 4, Rai 5, Rai Scuola, Rai Storia, Rai Premium, Rai Yoyo, Rai Gulp, Rai Movie e Rai News 24. Questi ultimi, purtroppo, sono disponibili solamente in versione SD perché quella HD rimane per il momento riservata al bouquet tivùsat.

In esclusiva multistream, cioè solo a 5° Ovest, troviamo però gran parte delle versioni regionali di Rai 3 (Piemonte, Sardegna, Campania, Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Marche, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Molise, Abruzzo, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia) dove è possibile seguire in diretta le edizioni dei TGR e i normali programmi nazionali. Sul fronte radiofonico segnaliamo anche la presenza dei canali Rai Classica, g Parlamento, Isoradio, Tutta Italiana, Techetè, Live, Kids, 1 Sport e 2 Indie.

Anche Mediaset è presente con una ricca offerta free-to-air, non esclusiva ma molto interessante perché comprende i quattro canali nazionali Rete 4, Canale 5, Italia 1 e 20 Mediaset sia in SD che in HD, oltre a La 5, TGCom 24, Iris, Boing, Boing Plus, Cartoonito, Top Crime, Focus, Mediaset Extra, Mediaset Extra 2 e Italia 2.

Sul fronte pay troviamo invece Sky che, come gli altri operatori che trasmettono sul digitale terrestre, ha scelto il satellite per distribuire tutti i canali del proprio pacchetto DTT come Sky Sport Uno (SD e HD), Sky Sport Serie A (SD e HD), Sky Sport 24 (SD e HD), Sky Uno, Sky Atlantic, Fox Italia, Nat Geo e l’intera offerta Premium (Cinema, Cinema Energy, Cinema Comedy, Cinema Emotion, Stories, Crime e Action).

Al contrario di Rai e Mediaset, quelli di Sky sono codificati in Nagravision e visibili con la stessa smart card del digitale terrestre quando viene inserita in un decoder CAS (con modulo CAM Nagravision integrato) oppure Common Interface (con CAM Nagravision da acquistare separatamente) con supporto DVB-S2/S2X e multistream PLS Gold.

Tra gli altri canali MIS free in lingua italiana che popolano il satellite Eutelsat 5 West A (tra breve sostituito dal West B) segnaliamo quelli veicolati dai mux di Cairo Communication (La7 e La7d sia in SD che in HD), Mediaset (Food Network e QVC) e Persidera (Nove, Paramount Network, Cielo, TV8, Sky TG 24, Motor Trend, Deejay TV, Zelig, Super Tennis, Spike, VH1, Frisbee, K2, Alpha, Alice, Marcopolo, Pop Economy, TV2000, Giallo, RTL 102.5 Radiovisione, Radio Freccia TV, Radio Zeta Radiovisione, HSE 24, Real Time, DMAX, Super! – tutti SD).

TV pubbliche francesi in chiaro e in HD

Fino a pochissimi anni fa, i canali pubblici francesi come TF1, France 2, France 3, France 4, M6 e TMC erano facilmente visibili a 5° Ovest perché trasmessi in chiaro (DVB-S/S2 e MPEG-2/4) con modulazioni di tipo standard sempre per la contribuzione terrestre (TNT – Télévision Numérique Terrestre).

Ora, purtroppo, sono stati codificati perché ospitati sulle piattaforme free-to-view Fransat (visibile sempre a 5° Ovest) e TNT Sat (su Astra a 19,2° Est), ovvero gli equivalenti francesi della nostra tivùsat.

Gli stessi canali vengono anche trasmessi in multistream e, come già visto per Rai, Mediaset e La7, visibili in chiaro e anche in alta definizione con un’eccellente qualità audio/video. L’offerta comprende TF1 HD, France 2 HD, France 3 HD, France 4 HD, France 5 HD, Franceinfo: TV, France Ô, M6 HD, W9 HD, ARTE HD, 6ter HD, NRJ 12, TMC, TFX, LCP TNT, TF1 Série Films, L'Équipe, Chérie 25, RMC Découverte, RMC Story, C8, BFM TV, C News, C Star e Gulli.

Vengono tutti trasmessi in MPEG-4 con tecnica PLS Gold e ospitati all’interno di due soli transponder.

Gli altri canali MIS visibili sulla Fascia di Clarke

Nonostante sia il più frequentato, il polo a 5° Ovest non è il solo a ospitare i canali multistream. Sul satellite Eutelsat 21B in orbita a 21,5° Est troviamo per esempio un multiplex di canali marocchini come Al Aoula (SD/HD), 2M National, Arryadia (SD/HD), Athaqafia, Al Maghribia, Assadissa (SD/HD), Medi 1 TV Arabic, Aflam HD, TX Sport 2 HD, Tamazight e Laayoune TV.

Il satellite Astra 4A a 5° Est ospita il bouquet ZeonBud (T2-MI) con i canali ucraini Inter, 1+1, 2+2, NTN, K1, Telekanal Ukraina, 112 Ukraina HD, UA: Pershiy, UA: Donbas, UA: Kultura, Rada, Eskulap TV, Enter Film, Zoom, Indigo, Telekanal STB, Telekanal Zik, TET, K2, Novy Kanal, M1, Pryamyy HD, Mega, Piksel, X Sport, NLO TV ed Espreso TV.

Sull’Eutelsat 9B (9° Est) ritroviamo alcuni canali italiani già presenti a 5° Ovest come La7/La7d (SD/HD), Italia 2, Premium Cinema/Energy/Emotion/Comedy, Sportitalia, Padre Pio TV e un paio di novità come le “visual radio” Virgin Radio TV e R101 TV.

L’Hellas Sat 3 (39° Est) accoglie il bouquet bulgaro Vivacom TV con BNT 1, BNT 2, BNT 3, BTV, Nova TV e Bulgaria On Air (PLS Gold – MPEG-4 SD)

Sui satelliti Hispasat in orbita 30° Ovest sono visibili Aragón TV in MPEG-2 SD e MPEG-4 HD (PLS Gold), TV Castilla La Mancha in MPEG-2 SD e MPEG-4 HD (PLS Gold), Teledeporte e i canali del Principato di Asturia TPA 7, TPA 8 e TPA 9 (MPEG-2/4 SD/HD – PLS Gold).

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