Dal più noto Hotbird a tutti gli altri satelliti che popolano la Fascia di Clarke. Conoscerli significa comprendere come sono fatti, come funzionano e come evolveranno in futuro, quali aree geografiche sono capaci di servire con il loro segnale in base agli spot utilizzati e alla potenza in gioco, quanti e quali canali radiotelevisivi ospitano.

Si tratta di informazioni fondamentali per progettare e realizzare un impianto di ricezione efficace, affidabile e a prova di futuro, così come per affrontare nuove sfide o soddisfare bisogni personali come lo studio di una nuova lingua oppure il legame con la propria terra di origine.

Con questo articolo inauguriamo una serie di articoli dedicati ai principali satelliti utilizzati per le trasmissioni radiotelevisive che, dalla loro orbita a 36 mila chilometri dalla terra, irradiano 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, decine di migliaia di canali Tv e radio, visibili con una semplice parabola collegata a un decoder. Forniremo la loro “carta d’identità”, spiegheremo quando, presumibilmente, verranno sostituiti dai nuovi esemplari per garantire la necessaria continuità del servizio, quali sono le loro dotazioni (numero di transponder e bande), caratteristiche (potenza di trasmissione, area di copertura) e peculiarità (come la propulsione elettrica), quali sono i canali radiotelevisivi più interessanti che trasmettono e come scegliere la parabola e l’impianto che garantiscono una ricezione ottimale in tutta Italia.

Come funziona un satellite?

Prima di occuparci in dettaglio di Hotbird, la flotta satellitare di Eutelsat posizionata a 13° Est, è necessario fornire alcune informazioni di base sul funzionamento dei satelliti per telecomunicazioni e spiegare il significato dei termini tecnici che utilizzeremo in questi articoli.

Molto semplicemente, un satellite per telecomunicazioni è uno strumento altamente sofisticato (e costoso) che serve principalmente a superare le limitazioni delle trasmissioni terrestri in termini di potenza e copertura.

Le sue dimensioni sono simili a quelle di un grande autobus (ma con i pannelli solari dispiegati supera i 40 metri di larghezza) e il suo peso medio è di 4-5 tonnellate.

Dalla sua orbita geostazionaria, cioè sincronizzata con quella della terra per permettere di “vederlo” sempre nella stessa posizione a qualsiasi ora del giorno e della notte, è in grado di ricevere i segnali trasmessi da una o più stazioni di terra chiamate uplink, elaborarli e ritrasmetterli (downlink) su una vasta area, anche un intero continente, con una potenza tale da poter essere ricevuti con infinite antenne paraboliche puntate verso la sua orbita. Un satellite funziona quindi come una lente attiva che, colpita da un fascio ristretto di luce, la diffonde amplificata tutte le direzioni.

L’arco che ospita i satelliti geostazionari e che si trova a 36 mila chilometri di distanza dalla terra è chiamato anche Fascia di Clarke, in onore dello scrittore di fantascienza Arthur C. Clarke che, nel 1945, fu il primo a ipotizzare l’utilizzo dell’orbita geostazionaria da parte dei satelliti per telecomunicazioni.

Doppia banda di ricezione e trasmissione

Per poter ricevere e trasmettere i segnali in modo sicuro ed efficiente, un satellite utilizza differenti bande di frequenza per l’uplink (es.: 5,825-6,425 GHz per la banda C e 12,75-13,25 GHz, 13,75-14,5 GHz e 17,3-18,4 GHz per la banda Ku) e per il downlink (es.: 3,6-4,2 GHz per la banda C e 10,7-12,75 GHz per la banda Ku). Queste bande sono composte da tanti piccoli “blocchi”, ciascuno con “dimensioni” di 24, 33, 36, o 72 MHz, che corrispondono a uno o più “transponder”.

Ciascun transponder, associato a una determinata frequenza (es.: 11,423 MHz), polarità (verticale, orizzontale oppure circolare sinistrorsa/destrorsa) e a uno spot di illuminazione (chiamato footprint) con copertura geografica e potenza differenti, ospita uno o più canali televisivi aggregati tra loro (multiplex). Come è facile intuire, la frequenza e la polarità di ogni singolo transponder, così come lo spot a esso associato con la copertura e il livello di potenza al suolo dichiarati (EIRP – Equivalent Isotropic Radiated Power – misurato in dBW) sono elementi fondamentali per calcolare il diametro dell’antenna parabolica e permettere così di sintonizzare i canali trasmessi.

Pannelli fotovoltaici e razzi di spinta

Per poter operare nello spazio, un satellite è dotato di grandi pannelli fotovoltaici che forniscono l’energia necessaria al funzionamento dei sistemi di ricetrasmissione e di bordo. È anche equipaggiato di razzi di spinta che permettono, tra gli altri, di mantenere costante la sua posizione orbitale nel corso del tempo. Quando il propellente presente nei serbatoi (circa il 50% del peso complessivo del satellite) inizia a esaurirsi, il satellite tende a perdere la sua orbita di riferimento (si parla di satelliti in orbita inclinata) e il suo ciclo di vita si conclude dopo alcuni mesi o anni con uno spostamento in un’orbita di parcheggio oppure di sicurezza (de-orbiting) per evitare potenziali collisioni con altri oggetti spaziali.

Eutelsat 172 B
Eutelsat 172 B è il primo satellite europeo completamente elettrico

Di norma, la vita utile dei moderni satelliti per telecomunicazioni è di circa 10-15 anni e gli operatori, per garantire la continuità del servizio, programmano il lancio di nuovi esemplari e/o lo spostamento di quelli già attivi in altre posizioni a seconda delle richieste del mercato. Di recente, sono stati lanciati i primi satelliti (come l’Eutelsat 172B) che utilizzano razzi a propulsione elettrica che consumano una massa di propellente fino a 6 volte inferiore rispetto a quelli con propulsione chimica. Questa soluzione permette di ridurre il peso del satellite richiedendo vettori meno potenti e costosi, assicurando una vita in orbita invariata se non addirittura superiore.

Hotbird 13° Est

La flotta Hotbird di Eutelsat, attualmente composta dai satelliti Hotbird 13B, 13C e 13E posizionati nell’orbita condivisa dei 13° Est, è quella più utilizzata nel vecchio continente (insieme ad Astra 19,2° Est di cui ci occuperemo prossimamente) dai broadcaster radiotelevisivi che forniscono servizi DTH (Direct To Home – cioè direttamente a casa dei telespettatori) via satellite e cavo.

infografica hotbird
Infografica di Eutelsat dedicata alla posizione Hotbird 13° Est. L’elevata potenza di irradiazione, l’ampia copertura geografica e le tecnologie adottate hanno convinto molti broadcaster europei a utilizzare questo slot in alternativa (o aggiunta) al polo concorrente di Astra 19,2° Est

L’ampia copertura, estesa anche ai territori nordafricani e mediorientali, e l’elevata potenza di trasmissione, circa 48-53 dBW per gran parte dell’Europa sufficienti per parabole da 50-80 cm, hanno permesso a Eutelsat di dedicare tutta la banda Ku a una decina di piattaforme DTH premium (pay-tv e free-to-view) e a oltre 1.500 canali in 40 lingue, visibili in oltre 135 milioni di case europee, nordafricane e mediorientali.

Oltre 600 canali sono trasmessi in esclusiva (cioè visibili solo qui), 400 sono in chiaro (gratis) e 300 anche (o solamente) in formato HD/UHD.

Sky, Tivùsat e altre pay-tv europee

Hotbird è la “casa” di Sky e tivùsat fin dai primissimi tempi (anche dei predecessori Tele+, D+ e Stream per quanto riguarda Sky). Rai ha debuttato su Hotbird nel maggio del 1995 mentre Mediaset si è trasferita da 63° Est a 13° Est nel 1997 e da allora è una presenza fissa. Entrambi i broadcaster trasmettono tutti i loro canali generalisti e tematici, sia in chiaro sia criptati (tivùsat), con alcune esclusive in alta definizione come l’intera offerta tematica Rai (4, 5, Premium, Movie, Gulp, Yoyo, Scuola).

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Tra gli altri canali disponibili in esclusiva HD su Hotbird (Tivùsat) troviamo anche quelli tematici della Rai come Rai 4 HD, Rai 5 HD, Rai Premium HD e Raio Movie HD. Gli stessi canali, sul digitale terrestre, sono infatti visibili solo a definizione standard

I satelliti Hotbird vengono utilizzati anche da altri bouquet pay-tv e free-to-view europei come Nova (Grecia), SRG-SSR (Svizzera), Cyfrowy Polsat e NC+ (Polonia), Bis TV (Francia). Alcuni di questi bouquet sono visibili anche in Italia grazie agli abbonamenti ufficiali distribuiti da Due Emme Antenne (www.dueemme.com – Tel. 0571931575) mentre altri, come SRG-SSR, sono riservati ai soliti cittadini della nazione in cui operano.

Visioni piccanti in totale anonimato

Sulle frequenze di Hotbird trasmette anche una quindicina di canali televisivi dedicati a un pubblico adulto che trasmettono 24 ore su 24 contenuti erotici visibili con un abbonamento prepagato e anonimo.

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L’offerta comprende emittenti di "pregio" come Brazzers TV, XXL, Dorcel TV, Hustler TV, Dusk TV, Vivid TV e Redlight TV; le “italiane” Evil Angel, Cento X Cento, Sexto Senso, Satisfaction Tv e Pink’ o TV; alcune new-entry come Arabest TV e X-Muvi. Per informazioni e abbonamenti consigliamo di contattare Due Emme Antenne e Time Sat (www.time-sat.com – Tel. 0734 964110).

Oltre 400 canali free-to-air, anche in HD e Ultra HD

Se l’offerta pay è ricca e variegata, quella in chiaro non ha eguali lungo la Fascia di Clarke. Con una parabola da 50-80 cm collegata a un semplice decoder zapper HD da poche decine di euro è possibile sintonizzare oltre 400 canali televisivi e 300 radiofonici in 40 lingue, sia tematici sia generalisti, a definizione standard, HD e Ultra HD.

Tra quelli più interessanti segnaliamo gli “internazionali” CBNC Europe (in lingua inglese), DW (inglese), VoA (varie), BBC World News Europe (inglese), Bloomberg TV (inglese), Aljazeera (inglese e arabo), TV5 Monde (francese), NHK World (inglese/giapponese), RT (varie lingue), RTP Internacional (portoghese), NASA TV (inglese – HD e UHD), Euronews (varie), France 24 (francese e inglese), TRT World (inglese/turco), CCTV (francese, spagnolo, inglese e cinese), ARTE (varie), Fashion TV e FTV (varie); gli italiani Automoto TV, Lombardia Sat, Donna TV (HD), Marcopolo, Alice, RTL 102.5 Tv, Radio Freccia TV, Radio Zeta TV, Radio Italia Tv/Rap, TG Norba 24, Real Time, RTV San Marino, Super Tennis, Telepace, TV Koper Capodistria e Class TV Moda; i polacchi TVP Polonia, Polonia 1, Tele 5, 4 Fun TV, 4 Fun Gold, 4 Fun Dance e TVS; i greci RIK Sat, ERT World e Vouli Tileorasi; gli spagnoli TVE internacional e 24 horas; gli arabi Al Maghribia, Al Aoula, Arryadia, Assadissa, Algérie 4-5, 2M Monde, Yemen TV, KTV1, Bahrain TV, Abu Dhabi TV Europe, Abu Dhabi Sports 1, Al Arabiya, Zad TV, Yas TV, Dubai TV, Dubai Sports, Sama Dubai, Syria TV, Qatar TV, Saudi TV, Sudan TV, Oman TV e Jordan TV; gli iraniani Face 1 Persia, Khane Film, Sat 7 Pars, Imam Hussein, Persian Star, Iran International e Cine Film/Series; i curdi Kurdsat, Kurdistan TV e Lalish TV; i russi TBN Rossiya, STS International, RTR Planeta, TNT International, Rossiya 24, NTV Mir, Noviy Mir, Belarus 24, Soyuz e Perviy Kanal Europa; la rumena TVR International; la croata HRT5; l’olandese BVN Europa; la tailandese Thai TV Global Network; la vietnamita NetViet e la coreana kBS World.

Hotbird decoder
Un decoder satellitare free-to-air HD da poche decine di euro è la soluzione più semplice ed economica per sintonizzare gli oltre 400 canali televisivi e 300 radiofonici gratuiti trasmessi a 13° Est

Potenza e diametro parabola

Hotbird_parabola
L’Italia si trova all’interno della fascia dove il segnale di Hotbird è più potente (53 dBW). Questo significa che è possibile utilizzare una qualsiasi parabola da almeno 50-60 cm di diametro

Nella seguente tabella viene riportata la corrispondenza tra la potenza di irradiazione al suolo (EIRP – Effective Isotropic Radiated Power) con unità di misura “dBW” e il diametro minimo della parabola (in centimetri) per garantire la ricezione dei segnali satellitari.

I dati riportati, puramente indicativi, sono stati calcolati prendendo come riferimento convertitori LNB con figura di rumore (NF) di 0,4/0,5 dB, antenne paraboliche con guadagno tipico in base al diametro e un cablaggio di poche decine di metri.

LNB con NF inferiore e parabole più performanti possono permette di “guadagnare” qualche centimetro, cioè consentire l’utilizzo di parabole più piccole, mentre cablaggi più lunghi incrementano l’attenuazione del segnale e necessitano quindi di parabole leggermente più grandi.

Il diametro minimo indicato potrebbe non tenere conto del “margine di sicurezza” indispensabile per garantire la ricezione anche in condizioni climatiche e ambientali non ottimali (pioggia, nebbia, ostacoli naturali come piante, ecc.) e con impianto di ricezione non perfettamente efficiente. Per questo motivo, ove possibile, gli esperti consigliano di installare parabole da almeno 60-80 cm di diametro.

Potenza EIRP (dBW) Diametro minimo parabola (cm)
> 55 40
54 45
53 50
52 50
51 55
50 60
49 60
48 70
47 75
46 80
45 90
44 100
43 120
42 140
41 160
40 180
39 200
38 220
37 250
36 280
35 300

 

Schede tecniche dei satelliti Hotbird

Eutelsat Hotbird 13B

footprint Hotbird 13B

Costruito da EADS Astrium e lanciato il 5 agosto 2006 con un razzo Proton M Breeze M, l’Hotbird 13B (ex Hotbird 8) è dotato di 64 transponder in banda Ku di cui 49 attualmente attivi e i rimanenti in standby per eventuali emergenze (backup). Il fascio di irradiazione è unico (widebeam) e illumina con la massima potenza disponibile (51-53 dBW) i territori di Francia, Svizzera, Italia, Austria, Germania, Belgio, Olanda, Danimarca e, parzialmente, Regno Unito e Spagna. La fascia più esterna del footprint tocca i Paesi dell’Est e nord Europa, quelli mediorientali e nordafricani con una potenza EIRP di 40 dBW. La vita utile stimata è di 15 anni e la sua attività dovrebbe quindi concludersi intorno al 2021.

Eutelsat Hotbird 13C

footprint Hotbird 13C

 

L’Hotbird 9, in seguito ribattezzato 13C, è stato realizzato sempre da EADS Astrium e lanciato il 20 dicembre 2008 da un razzo Ariane 5 ECA. Dai 64 transponder originariamente previsti ne vengono attualmente utilizzati 44 (20 backup). L’unico fascio di irradiazione (widebeam) ha una copertura simile a quella già vista nel 13B così come la vita utile stimata (15 anni).

Eutelsat Hotbird 13E

footprint Hotbird 13E

Originariamente posizionato a 13° Est con il nome di Hotbird 7A per rimpiazzare il primo esemplare della flotta (Hotbird 1), nel 2009 è stato trasferito a 9° Est (Eurobird 9A) mentre nel 2016 è stato nuovamente spostato a 13° Est dove ha assunto la sua denominazione definitiva. È stato costruito da Alcatel Alenia Space e portato in orbita l’11 marzo 2006 da un razzo Ariane 5. La vita utile è stimata in 15 anni e il fascio di irradiazione widebeam è simile a quello degli altri due Hotbird. Dei 38 transponder originari, al momento ne vengono utilizzati solamente 3: tp. 111 (10,727 GHz H), tp. 113 (10,775 GHz H) e tp. 12 (11,432 GHz V).

 

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