Cosa elimino e cosa recupero del vecchio impianto?

Una delle tante definizione del termine inglese restyling indica una serie di modifiche su una struttura obsoleta: anche nel campo dell’hobbistica satellitare sovente c’è la necessità di una rivisitazione tecnica dei componenti del vecchio impianto. Ma bisogna fare molta attenzione a cosa vale la pena di riutilizzare.

Questo articolo prende spunto da una richiesta di un nostro lettore che, dopo anni di lontananza dal mondo delle parabole, ha ritrovato la voglia di tornare a dedicarsi al suo hobby preferito che è la ricerca di canali televisivi lungo la fascia di Clarke. Purtroppo, il tempo passato è tanto e, da esperto di settore, il nostro lettore si è trovato a essere un neofita: troppe le cose cambiate, sia a livello tecnico sia di approccio all’impianto e un’installazione che alcuni anni fa era futuristica rischia di essere oggi inutilizzabile. Questa è una situazione che si ripete sovente e sono molte le segnalazioni e richieste che riceviamo per casi analoghi e le operazioni da eseguire vanno ponderate con cura e nei modi corretti per non rischiare di sprecare tempo e soldi: molti dei concetti che trattiamo dsono incomprensibili per i vecchi hobbisti e le tecnologie oramai consolidate nel mondo dei ricevitori digitali sono molto lontane da quelle in voga dieci-quindici anni fa. Cercheremo quindi di consigliare una strategia esecutiva che permetta, partendo dal "vecchio impianto", ancora esistente, di migrare verso una soluzione sodisfacente, senza disfarsi di tutto quanto già posseduto ma cercando di riutilizzare il possibile.

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Rinnovare il vecchio impianto

La nostra base di partenza per il restyling è di tutto rispetto, un impianto che 20 anni fa era il top della gamma: parabola da 2 metri di diametro con LNB flangiato, mossa da un attuatore da 24” con un ricevitore performante a gestire le operazioni di ricerca segnali.

La prima cosa da valutare riguarda i componenti che si possono salvare e quali vanno sostituiti: le velleità di feed-hunting del proprietario dell’impianto si sposano perfettamente con un diametro di antenna importante e quindi, senza dubbio, il consiglio è di mantenere il disco attuale procedendo alla sostituzione dell’LNB e, eventualmente, dell’attuatore delegato al movimento. Da valutare le condizioni del cavo coassiale di collegamento mentre senza dubbio il ricevitore va sostituito con un modello performante, come approfondiremo più avanti.

LNB vecchio impianto
Particolare dell’LNB installato sull’impianto esistente: si tratta di un modello flangiato alloggiato sul suo feedhorn, l’imbuto che convoglia le microonde all' interno dell'LNB, la cui forma è adeguata al rapporto tra la distanza focale e il diametro della parabola per garantire una resa ottimale

La fase più importante è lo stabilire dove sia possibile intervenire con un sano faidate e dove sia invece necessario far intervenire un professionista: la nostra esperienza, rapportata al caso in esame, consiglia vivamente di fare intervenire un antennista professionista per effettuare la regolazione dell’arco polare, la sostituzione dell’LNB e la verifica dei cavi. Questo consiglio non va preso come un cambio di rotta del nostro modo di vivere l’hobby del SAT, volto all’imparare nozioni operando in prima persona, semplicemente la regolazione dell’arco polare è un procedimento che non basta conoscere in linea teorica per ottenere risultati soddisfacenti. Un errore di pochi centimetri ha ripercussioni notevoli sul puntamento dei satelliti e gli errori che si possono commettere sono veramente molti, alcuni dei quali magari non rilevabili al momento.

In aggiunta, non è possibile pensare di puntare una motorizzata da due metri senza essere dotati di un misuratore di campo professionale e dell’esperienza necessaria per utilizzarlo al meglio. Analogo discorso vale per la scelta dell’illuminatore che deve adattarsi perfettamente alla parabola e al suo montaggio flangiato.

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