Hand Tv, mercato ancora acerbo

Gennaio 2009. Il segmento delle hand Tv include tutte le offerte Tv e video disponibili sulle due piattaforme “mobile” (quella basata sulle reti DVB-H e quella su reti cellulari).
Si tratta di un mercato ancora acerbo.

Il modello adottato fino ad oggi – definito “pay telco-centrico” – non è in grado di far decollare il settore in tempi ragionevoli, anche perché non è ancora chiaro cosa il consumatore consideri veramente di valore.

Le dimensioni eccessivamente piccole di questo mercato rischiano di innescare un circolo vizioso: con i numeri attuali non si giustificano gli investimenti nella progettazione e nello sviluppo di un’offerta adeguata e nella continua sperimentazione, né si riescono ad attrarre i budget di pubblicità.

Proprio per questo motivo, gli operatori di telefonia mobile temporeggiano, non investono in nuovi canali ad hoc, bensì replicano i canali presenti su DVB-H anche su rete cellulare.

Gli unici segnali di discontinuità arrivano da Nokia (ha deciso di giocare una partita diretta nel mercato delle hand Tv) e da 3Italia (da giugno l’offerta di alcuni canali completamente free).

Un importante momento di discontinuità è rappresentato dalla scadenza dei contratti legati al DVB-H, che porterà a una ridiscussione sia dei costi di affitto della rete di Mediaset da parte di TIM e di Vodafone Italia, sia dei costi di acquisizione dei contenuti.

Infine c’è attesa per gli effetti della nuova strategia di 3Italia e di Nokia sul mercato che potrebbe costituire l’incipit di un modello free di hand Tv, basato sulla pubblicità (a fianco di quello pay).

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