Hispasat 30° Ovest, come ricevere e cosa vedere sui satelliti spagnoli che raggiungono 30 milioni di abitazioni

Hispasat 30° ovest

La storia dello slot orbitale dei 30° Ovest è strettamente legata a quella della società spagnola Hispasat, fondata nel 1989 per dare vita a un polo pubblico delle telecomunicazioni satellitari nazionali poi esteso a quelle internazionali e intercontinentali.

L’attuale flotta, composta da due satelliti operativi (Hispasat 30W-4 e 30W-5) e uno di riserva (30W-6), gestisce servizi di telecomunicazione commerciali, aziendali e governativi, reti digitali in banda larga e distribuisce oltre 1.200 canali radiotelevisivi in 30 milioni di abitazioni di due continenti (Europa e Americhe) e centinaia di feed di servizio. Gli spot europei sono visibili con parabole di soli 50-70 cm in tutto lo Stivale.

Un’avventura iniziata 30 anni fa

Hispasat nasce il 30 giugno 1989 come società pubblica a cui affidare i diritti di esplorazione della posizione orbitale dei 30° Ovest per le telecomunicazioni satellitari nazionali. Il progetto del governo spagnolo, solo in parte imitato da quelli degli altri stati europei (Italia esclusa), punta a creare un’infrastruttura capace di garantire alla penisola iberica l’indipendenza dai grandi operatori satellitari, non solo europei come Eutelsat e Astra ma anche internazionali come Intelsat. Un sistema satellitare dedicato non solo ai servizi di telecomunicazione dati e voce, sia civili che militari, ma anche televisivi.

Il primo satellite della flotta a inaugurare questo slot è stato l’Hispasat 1A. Costruito da Matra Marconi Space (ora EADS Astrium) e dotato di 18 transponder in banda Ku, è stato lanciato in orbita da Arianespace l’11 settembre 1992 e ha iniziato a trasmettere i primi canali televisivi in lingua spagnola, rigorosamente in formato analogico, e alcuni test anche in alta definizione (standard HD-Mac).

Dieci mesi più tardi, più precisamente il 22 luglio 1993, è stata la volta dell’Hispasat 1B, realizzato sulla stessa piattaforma dell’1A (Eurostar 2000) e con la medesima capacità trasmissiva.

Grazie alla loro posizione orbitale sull’Oceano Atlantic vicino alle coste brasiliane, i due Hispasat sono stati i primi satelliti europei a fornire capacità trasmissiva transatlantica così da creare un ponte di comunicazione tra l’Europa, gli Stati Uniti e l’America Latina, territori con forti legami culturali e linguistici con la penisola iberica.

Una delle prime reti televisive a sfruttare questo collegamento transatlantico è stata la Tv pubblica RTVE (TVE Internacional), visibile da New York alla Terra del Fuoco con piccole antenne satellitari in banda Ku e non con le mega padelle da diversi metri tipiche della banda C di quei tempi.

Come riportato sulle tabelle di EuroSat del febbraio 1997, i due satelliti ospitavano le trasmissioni analogiche dei canali TVE, Tele Deporte, Canal Clasico, Cinemanía (codificato in Nagravision), Telesat 5, Canal Sur, Tele 5 Espana, TV3 de Catalunya e Canal + Espana (Videocrypt).

Tra i pochi servizi diffusi in formato digitale MPEG-2 figurava Canalsatelite Digital, prima piattaforma satellitare pay-TV spagnola lanciata il 1° gennaio 1994 e inizialmente composta da soli 5 canali tematici (Cinemanía, Documanía, Cineclassics, Minimax e Sportmanía).

Nel settembre del 1997 inizia l’avventura di Vía Digital, la pay-TV di Telefónica che 6 anni più tardi si fonderà con la concorrente Canal Satélite Digital dando vita al nuovo colosso Digital+ operativo sia su Hispasat che su Astra 19,2° Est.

Seconda generazione, nuova piattaforma

Per la nuova generazione della flotta Hispasat viene scelta la piattaforma Spacebus-3000B2 di Alcatel Space (ora Thales Alenia Space) con 28 transponder ad alta potenza in banda Ku che estendono la propria copertura anche al nord Africa mantenendo i collegamenti intercontinentali tra l’Europa e le Americhe.

I due nuovi satelliti vengono lanciati in orbita da un razzo Atlas-2AS a distanza di 30 mesi (3 febbraio 2002 per l’Hispasat 1C e 18 settembre 2002 per l’1D).

Il primo è stato trasferito a 84° Ovest nel 2016, ribattezzato Hispasat 84W-1 e spedito nell’orbita cimitero un anno più tardi per raggiunti limiti d’età.

L’Hispasat 1D è invece tuttora attivo a 30° Ovest con il nome di Hispasat 30W-4 ma ormai prossimo allo spegnimento.

Alla fine del 2007, Hispasat coordina il progetto Palco HD che coinvolge broadcaster, aziende di elettronica (come Promax e Televés), associazioni di categoria e università per promuovere l’alta definizione sul mercato spagnolo, dal processo produttivo dei contenuti alla distribuzione e ricezione domestica.

Dopo 3 anni, l’offerta televisiva HD di Hispasat arriva a 37 canali di cui 2 in formato 3D.

Terza e quarta generazione su piattaforma SSL

Il 29 dicembre 2010 viene lanciato in orbita il satellite Hispasat 1E (poi rinominato 30W-5), realizzato da Space Systems/Loral e dotato di 53 transponder in banda Ku per servizi FSS (Fixed Satellite Services) e BSS (Broadcast Satellite Services).

L’enorme capacità e potenza a disposizione consente all’operatore di espandere i propri servizi in Europa, Americhe e Nord Africa ma anche di inaugurare le prime trasmissioni in banda Ka.

L’8 luglio 2015 inizia a trasmettere la nuova piattaforma pay-TV Movistar+ nata dalla fusione tra Canal+ e Movistar TV (Telefónica). Alla fine del 2017, Movistar+ interrompe le trasmissioni a 30° Ovest e prosegue il proprio servizio esclusivamente su Astra 19,2° Est.

Il 6 marzo 2018, un razzo Falcon-9 mette in orbita il satellite Hispasat 1F (30W-6) che viene parcheggiato temporaneamente a 30° Ovest in attesa di rimpiazzare l’Hispasat 30W-4 (ex 1D).

Hispasat 30 W6
Ricostruzione grafica in orbita del satellite Hispasat 30W-6 che si trova al momento parcheggiato a 30° Ovest in attesa di sostituire il “vecchio” 30W-4

Un mese più tardi, Eutelsat cede la propria quota di Hispasat (33,69%) alla multinazionale spagnola Abertis, attiva nelle infrastrutture di trasporto e telecomunicazioni (ora di proprietà di Atlantia e Grupo ACS), e a CDTI, organizzazione pubblica per lo sviluppo tecnologico e industriale.

Nel febbraio di quest’anno Abertis, che nel frattempo arriva a possedere quasi il 90% delle azioni, vende le proprie quote di Hispasat al gestore elettrico nazionale Red Eléctrica de España.

Tre satelliti, 6 spotbeam e oltre 120 transponder

Lo slot orbitale dei 30° Ovest ospita attualmente i satelliti Hispasat 30W-4, 30W-5 e 30W-6.

L’Hispasat 30W-4 (ex 1D) mette a disposizione 28 transponder in banda Ku collegati a due spot chiamati Europe e Americas.

Lo spot Europe si estende dalla Scandinavia alle Azzorre e dall’Iran alla Mauritania. Il centro del fascio (54 dBW – 45 cm) si trova sulla penisola iberica ma illumina anche parte della Francia mentre i settori confinanti (52-48 dBW – 50-70 cm) coprono il resto dell’Europa e il Nord Africa.

Le regioni italiane del centro-nord ricevono un segnale di 52 dBW (50 cm) ma se ci si sposta da Roma verso sud il diametro cresce a 55 cm (51 dBW), 60 cm (50 dBW) e 70 cm (48 dBW).

Lo spot Americas copre interamente il Sudamerica, gran parte degli Stati Uniti e del Canada. Tre superspot da 48 dBW (70 cm) illuminano Paraguay, Ecuador, Colombia e Stati Uniti centrali mentre nei territori confinanti la potenza varia tra 47 e 35 dBW (75-300 cm).

L’Hispasat 30W-5 offre ben 53 transponder in banda Ku collegati sempre agli spot Europe e Americas.

La copertura del vecchio continente è ancora più ampia rispetto al 30-W4 e permette al fascio più potente (54 dBW – 45 cm) di raggiungere anche il resto della Francia, la Germania, l’Austria e il nord Italia.

Le regioni del centro e centro-sud Italia ricevono un segnale compreso tra i 52 e i 50 dBW (50-60 cm) ma, per ragioni di sicurezza, consigliamo sempre di non scendere sotto i 70-80 cm, in particolare nelle aree più lontane dal centro del fascio come la Calabria, la Sicilia e il Salento.

Lo spot Americas del 30W-5 ricalca quello del 30W-4, ma lascia scoperta buona parte del Brasile. I tre superspot da 48 dBW (70 cm) sono decisamente più ampi e coprono gran parte di Argentina, Uruguay, Colombia, Ecuador, Perù, Venezuela, Stati Uniti centro-orientali e Messico.

L’Hispasat 30W-6 porta a bordo 48 transponder in banda Ku collegati agli stessi spotbeam dei suoi predecessori, 7 in banda Ka con vari spot e 10 in banda C con un singolo fascio di irradiazione.

Lo spot Europe (54 dBW – 45 cm) si concentra sul quadrante nord-occidentale della penisola iberica, quello confinante da 52 dBW (50 cm) si espande fino alla Francia mentre quello immediatamente successivo da 50 dBW (60 cm) supera i precedenti 30W-4 e 30W-5 raggiungendo tutta l’Europa centrale, meridionale e le isole britanniche.

A eccezione della Liguria di ponente e del Piemonte occidentale dove la potenza al suolo (EIRP) raggiunge i 52 dBW (50 cm), nel resto dell’Italia il footprint ufficiale riporta un dato di 50 dBW (60 cm). Usiamo il condizionale perché l’Hispasat 30W-6 è momentaneamente inutilizzato e parcheggiato a 30° Ovest in attesa di rimpiazzare l’ormai vetusto 30W-4.

Lo spot Americas lascia sempre scoperto il Brasile e ripropone i tre superspot da 47, 48 e 49 dBW (65-75 cm) su alcuni territori di Argentina, Perù, Colombia e Stati Uniti (triangolo Pennsylvania-Florida-Missouri).

Il fascio dedicato alla banda C è decisamente più ampio e copre interamente l’America del Sud e gli Stati Uniti centro-orientali. La potenza è però inferiore e compresa tra i 33 dBW del Canada (> 300 cm) e i 41 dBW di Venezuela, Colombia, Ecuador, Paraguay, Uruguay e Brasile orientale (160 cm).

Fissa o motorizzata da 60-80 cm

Dall’esame dei footprint Europe, gli unici ricevibili in Italia, si evince che il diametro minimo della parabola nelle regioni del nord, centro e sud varia tra i 50 e i 70 cm. Aggiungendo il solito margine di sicurezza capace di compensare le attenuazioni generate dalle nubi e dalla pioggia in caso di maltempo e dai cablaggi più lunghi, arriviamo alla misura standard da 80 cm.

I costi di un impianto fisso che comprende la parabola, l’LNB e i cablaggi variano tra i 40 e i 100 euro. Chi non ha esperienza di impianti satellitari e deve operare in luoghi poco sicuri (come su tetti spioventi e senza linee vita) dovrebbe rivolgersi a installatori professionisti (30-40 euro/ora). Per l’acquisto di un decoder bisogna aggiungere almeno altri 40-50 euro.

Tenuto conto che i 30° Ovest sono molto distanti dagli slot più gettonati come Astra a 19,2° Est e Hotbird a 13° Est, è praticamente impossibile trasformare una parabola mono feed o dual feed esistente in una multi feed. Anche le antenne toroidali sono inefficaci in questi casi perché l’arco massimo coperto è di circa 40°, inferiore alla distanza tra Hotbird e Hispasat (43°) e tra Astra e Hispasat (49,2°).

Per ricevere i satelliti Hispasat senza rinunciare ad Astra, Hotbird e ad altri satelliti, la soluzione migliore è utilizzare una seconda parabola fissa oppure applicare un motore monocavo DiSEqC 1.2 (50-60 euro) a una parabola da 80 cm preesistente o di nuova installazione.

La motorizzazione non richiede necessariamente l’intervento di un antennista né cablaggi aggiuntivi per l’alimentazione (iniettata lungo lo stesso cavo coassiale che trasporta il segnale) ma solo un decoder o un TV con tuner DVB-S/S2 compatibile DiSEqC 1.2 e/o USALS e qualche attenzione in più in fase di puntamento della parabola.

Ricca offerta di bouquet pay-TV

Gli spot europei dei satelliti Hispasat vengono impiegati principalmente per la diffusione dei canali a pagamento dei bouquet NOS, MEO e Pantelio.

NOS (www.nos.pt) è una compagnia di telecomunicazioni portoghese che fornisce servizi di telefonia fissa, mobile, internet, distribuzione di contenuti e pay-TV via satellite e web, non solo alle abitazioni private (oltre 1,6 milioni di abbonati ai servizi Tv Sat/IPTV) ma anche ai cinema e alle aziende.

Il bouquet satellitare NOS comprende circa 170 canali tra cui l’intera offerta generalista del broadcaster nazionale RTP (Rádio e Televisão de Portugal – RTP 1-2-3, RTP Memória, RTP Madeira, RTP Açores), quella generalista e tematica dei due operatori privati SIC e TVI (SIC, SIC Noticias, SIC Radical, SIC Caras, SIC Mulher, TVI, TVI Reality, TVI 24 – notizie, film, serie Tv, telenovelas, musica, ecc.), quelle tematiche di TV Cine/Serie (cinema e serie Tv), Sport TV (6 canali in SD e 3 in HD) e Eleven Sports (6 canali HD) dedicati a varie discipline come calcio, basket, volley, rugby, motori, ecc. Non mancano poi diversi canali internazionali come Disney Channel/Junior, Nickelodeon, EuroNews, Sky News, TLC, MTV, VH-1, Fox Movies/Comedy, AMC, Discovery, Nat Geo, Travel e Playboy, tutti disponibili in lingua originale e/o portoghese.

NOS
Il bouquet portoghese NOS comprende canali generalisti e tematici, locali e internazionali, diffusi in formato SD, HD e anche Ultra HD

Anche MEO (www.meo.pt) è un operatore multi-play che propone una ricca offerta radiotelevisiva via fibra e satellite, disponibile nei pacchetti Light (20 canali – RTP1-2-3, SIC, SIC Noticias, TVI, TVI24, Globo, MTV, Record TV, Sport TV+, Eurosport, Disney Channel, Canal Panda, Canal Hollywood, ecc.), Top (90 canali – come Light più Porto Canal, RTP Africa, CNN, Sky News, SIC Caras/Radical, Crime+Investigation, Blaze, A Bola TV, Sporting TV, Disney Junior, Cartoon Network, Cine Mundo, Fox Movies/Life, AXN, Discovery, Nat Geo e altri), Mega (110 canali – come Mega più VH-1, MCM, Mezzo, Nat Geo Wild, Travel HD, Syfy e altri), Ultra Sport TV HD (28 canali tra cui l’intera offerta Sport TV in SD/HD/UHD con le partite di calcio di Primeira Liga, Premier League, Serie A, Europa League, ecc.) e Top Sport TV HD (98 canali – come Top + Sport TV). Alcuni canali tematici premium come Eleven Sports, NBA TV, TVC e Playboy sono disponibili come opzione.

Pantelio (http://pantelio.tv) è un nuovo bouquet televisivo destinato ai telespettatori cechi e slovacchi che ha debuttato poco più di un anno fa sulle frequenze di Hispasat 30W-5 precedentemente occupate da Movistar+.

Propone circa 90 canali televisivi generalisti e tematici di cui 40 in HD e uno in Ultra HD, affiancati da servizi interattivi HbbTV, VOD e OTT. L’offerta comprende i canali cechi Prima, Nova, TV Barrandov, CT (Tv pubblica), Slagr 2, Rebel, CS Mini/Film, FilmBox e Sport 5, gli slovacchi RTVS (Tv pubblica), TV Joj, TV Markiza, TV Doma, Plus, Dajto, TA3 e Rik, gli internazionali Nickelodeon, Nick Jr, Disney Channel, Arena Sport, Eurosport, Nat Geo, ID Xtra, Discovery, Travel, Food Network, VH1, Comedy Central e altri.

Per sapere se è possibile abbonarsi a questi bouquet anche in Italia consigliamo di consultare la specialista Due Emme Antenne (www.dueemme.com – Tel. 0571 931575). 

Pochi canali in chiaro

I canali televisivi che trasmettono in chiaro sono pochi ma non per questo meno interessanti di quelli pay. Nell’offerta spiccano le sudamericane Cubavisión Internacional (Cuba – generalista), Record TV Europa (Brasile – generalista – SD/HD), Record News (Brasile – notizie) e Telesur (Venezuela – notizie, talk show e vari programmi di intrattenimento); le reti regionali spagnole Bom TV, Aragón TV, TV Castilla-La Mancha e TPA 7-8 (Asturie); le spagnole Canal Parlamento (dirette parlamentari), Bom TV (film, serie Tv e documentari) e Teledeporte (calcio, ciclismo, basket, tennis, pallamano, golf, motori, ecc.); la portoghese Kuriakos TV (news, talk show e altri programmi); le slovacche TV Romana (notiziari, programmi culturali e di intrattenimento per i popoli di etnia rom), TV Severka (notiziari e programmi culturali per gli abitanti della Slovacchia settentrionale), TV Vega (notiziari e informazioni sugli eventi socio-culturali della regione di Trnava), TV Povazie (notiziari e informazioni sulla vita culturale, sociale e politica dell’omonima regione slovacca), TV 7 (programmi d’informazione, cultura e intrattenimento dalla regione di Prešov).

Cubavision
Cubavisión Internacional irradia in chiaro programmi d’informazione e approfondimento sulla storia, le tradizioni, l’economia, la cultura e l’attualità dell’isola di Cuba

Alcuni canali trasmettono in formato Multistream e sono visibili solo con decoder compatibili. Chi possiede un Tv o un decoder Ultra HD può ricevere gratuitamente i programmi in formato 4K della rete ceca Lounge TV (musica, arte e lifestyle) ma anche test e promo offerti da Hispasat.

 

SCHEDE TECNICHE

Costruito da Alcatel Space sulla piattaforma Spacebus-3000B2, l’Hispasat 30W-4 (ex 1D) è stato lanciato il 18 settembre 2002 da Cape Canaveral (Florida) a bordo di un razzo Atlas 2AS. È dotato di 28 transponder in banda Ku collegati a due spot (Europe e Americas). La vita stimata era di 15 anni ma lo scorso settembre ha festeggiato i 17 anni di attività.

Con i sui 53 transponder in banda Ku, una massa di oltre 5 tonnellate e una potenza elettrica di 14 kW, Hispasat 30W-5 (ex 1E) è uno dei satelliti più potenti mai costruiti da Space Systems/Loral sulla piattaforma SSL-1300. È stato messo in orbita il 29 dicembre 2010 da un razzo Ariane 5 ECA lanciato dalla base spaziale di Kourou, Guyana francese. Fornisce servizi FSS e BSS in Europa, America e nord Africa. La vita stimata è di 18 anni.

Anche l’Hispasat 30W-6 (1F) è stato realizzato sulla piattaforma SSL-1300 stabilendo un nuovo record in termini di massa e capacità: oltre 6 tonnellate per 48 transponder in banda Ku, 7 in banda Ka e 10 in banda C. Il lancio è avvenuto da Cape Canaveral il 6 marzo 2018 a bordo di un Falcon 9 di SpaceX. Ha una vita utile di 15 anni e si trova attualmente parcheggiato a 30° Ovest in attesa di rimpiazzare il “vecchio” 30W-4. 

I footprint riportati sono quelli ufficiali pubblicati sul sito www.hispasat.com/en/satellite-fleet/coverage-map. I numeri indicano la potenza al suolo espressa in dBW nelle differenti aree del fascio. Per calcolare il diametro della parabola bisogna fare riferimento alla tabella pubblicata in questo articolo. Nelle zone che si trovano (di poco) al di fuori all’area di copertura più esterna, il calcolo del diametro dell’antenna può essere solo approssimativo e deve sempre essere verificato sul campo.

Hispasat 30 ovest_30W4_EuropeLo spot Europe dell’Hispasat 30W-4 si concentra sulla penisola iberica ma illumina anche il resto dell’Europa e l’Italia (centro-nord 50 cm, centro-sud 60-70 cm)

 

Hispasat 30 ovest_30W4_AmericaLo spot Americas del 30W-4 copre interamente il Sudamerica, gran parte degli Stati Uniti e del Canada con tre superspot puntati su Paraguay, Ecuador, Colombia e Stati Uniti centrali

 

Hispasat 30 ovest_30W5_euroLo spot Europe del 30W-5 assicura una maggiore potenza sul resto della Francia, la Germania, l’Austria e l’Italia rispetto al 30W-4. Al nord sono teoricamente sufficienti parabole da 45 cm mentre al centro-sud si arriva a 50-60 cm

 

Hispasat 30 ovest_30W5_AmericaLo spot Americas del 30W-5 amplia l’estensione dei superspot (anche Argentina, Venezuela, Uruguay, Stati Uniti orientali, Messico) ma lascia parzialmente scoperto il Brasile

 

Hispasat 30 ovest_30W6_euroLo spot Europe del 30W-6 non è molto differente da quello dei precedenti Hispasat ma l’area da 50 dBW copre tutta l’Italia assicurando la ricezione con parabole da 60 cm

 

Hispasat 30 ovest_30W6_America_KULo spot Americas del 30W-6 lascia sempre scoperto il Brasile e ripropone i tre superspot da 47, 48 e 49 dBW su alcuni territori di Argentina, Perù, Colombia e Stati Uniti

 

Hispasat 30 ovest_30W6_America_C

Il footprint dei transponder in banda C è più ampio ma meno potente di quello Ku: copre interamente l’America del Sud e gli Stati Uniti centro-orientali con un EIRP compreso tra 33 e 41 dBW (160-320 cm)

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