Il futuro di Sky, tra connettività internet e problemi legati agli eventi sportivi

Il futuro di Sky - sede SKY 2 – copyright julehering

Tra le convinzioni scardinate da Covid-19 c’è, indubbiamente, quella che sosteneva che fossero diventate attività ancillari quelle legate all’offerta di informazione, forse perfino troppo costose per il business della pay-TV nell’era dello streaming di Netflix, Amazon Prime e di Disney+. Che oramai costituissero una sorta di residuo epico dell’era in cui la Guerra del Golfo aveva improvvisamente acceso l’attenzione delle persone sulla CNN e i contenuti delle emittenti all news.

Ebbene, per adesso si può dire tranquillamente che se Sky in queste ultime settimane non avesse avuto SkyTg24, sarebbe stata vieppiù in difficoltà. Prova ne è che il suo autorevole racconto del procedere del contagio con il seguitissimo appuntamento pomeridiano I Numeri della Pandemia si è accreditato come fondamentale appuntamento di conforto in una fase di esplosiva diffusione di fake news sulla Rete e di commento senza peso e senza garbo in molte delle emissioni generaliste. E avrebbe trasmesso in questi mesi di lockdown dello sport e del calcio – pur con i film, le serie, le produzioni originali sempre accese – una percezione molto diversa di vicinanza e utilità ai propri cinque milioni e passa di abbonati.

Il direttore Giuseppe De Bellis, inoltre, ha proposto un magazine Idee per il dopo, che ha aperto un nuovo fronte del commento della testata, e lanciato un restyling molto profondo della propria proposta digitale. "Rifare un sito non è mai solo rifare un sito. Specie in una situazione come quella attuale", ha commentato presentando la svolta. "Nel corso dell’ultimo anno – ha sottolineato il direttore – l’informazione web di Skytg24 è cresciuta tantissimo. Nel 2019 abbiamo posto le basi per un piano di crescita che guardasse all’integrazione dei contenuti: la televisione che entra nel linguaggio digitale e il linguaggio digitale che entra nella televisione. Non c’è più un mondo definito: l’informazione fluttua e spetta a ciascun media canalizzarla nel modo migliore, a seconda del mezzo che usa, per entrare in contatto con il pubblico".

Grazie agli sconti praticati ai sottoscrittori dei pacchetti spenti (con Sky Sport e Sky Calcio si poteva richiedere uno sconto di 15,20 euro al mese fino al 31/05/2020, per uno solo dei due lo sconto era di 7,60 euro), con i canali sportivi che si sono messi a fare storytelling a tutto spiano; grazie all’offerta integrata e allargata, ma anche alle news, quindi, alla fine Sky ha fin qui decisamente contenuto un “churn rate” (utenti passati ad altri fornitori di contenuti) che altrimenti poteva essere drammatico.

A maggio la piattaforma si è preparata a tornare alla nuova normalità di questo settore degli eventi trasmettendo il ritorno al calcio giocato in Germania. Con la prima giornata la Bundesliga ha fatto ascolti che mai aveva raggiunto nella sua storia costituendo un precedente positivo per le altre leghe continentali. In casa Sky così ora per giugno e per luglio sono di stringente attualità due cose importanti: la ripartenza del campionato di calcio nazionale e la commercializzazione dell’offerta di connessione con il proprio brand che dovrebbero costituire l’apertura di una nuova era. A tutti gli abbonati che non sono ancora dotati di Sky Q, intanto, stanno pervenendo offerte sempre più convenienti e stimolanti, per passare al decoder più evoluto e interattivo della pay-TV.

La svolta in fibra

Basta testare il sito di Open Fiber e controllare direttamente la copertura dell’infrastruttura che verrà utilizzata da Sky per la propria offerta di connessione col marchio di casa – già molto estesa (tra le ultime aggiunte si parla del comune di Bagheria, vicino Palermo, in Sicilia, ma sono già largamente efficienti i bacini più popolosi e ad alto potenziale) – per farsi un’idea di quello che potrà essere il potenziale della nuova linea di prodotto dell’azienda guidata da Maximo Ibarra.

Secondo quanto sostenuto da autorevoli fonti, il sistema Sky è da tempo in fase di verifica, con una quota di dipendenti dell’azienda che starebbe mettendo alla prova la nuova rete. Ingaggiate nella prova ci sono famiglie particolarmente esigenti in termini di disponibilità di giga, capaci di condurre una sorta di stress test estremo, con tanti device, piattaforme, contemporanee attività “bittivore”.

L’idea è quella di presentarsi al mercato a metà giugno per offrire un servizio di connessione di alta qualità, in linea con il posizionamento dell’offerta di contenuti. Si pretende che la distribuzione via cavo di ultimissima generazione dia pure le stesse prestazioni elevate che sono garantite dalla distribuzione satellitare, aggiungendo a queste le opzioni ulteriori, a partire dall’interazione totale, che invece sono connaturate alla fibra. Sky venderà il servizio supplementare ai propri clienti, ma non necessariamente solo a loro, anzi. E poi conta così, potenziando il bouquet di opzioni distributive, di fare lievitare anche il numero di abbonati a canali, contenuti, servizi già offerti.

Negli ultimi mesi l’offerta di canali si è razionalizzata. Un po’ dopo il lancio di Disney+, sono usciti dal bouquet di Sky i canali del gigante americano (Disney Channel, Disney Channel +1, Disney Jr e Disney Jr +1) con un‘offerta per ragazzi che ora appare più focalizzata sui canali ViacomCBS. Non c’è dubbio che per Ibarra i prossimi mesi sarà d’attualità – oltre che il lancio del nuovo settore di sviluppo di ricavi – una severa politica di attenzione ai costi, che contemplerà ogni voce aggredibile. Il periodo di funzionamento in smart working, per stare alle voci più ovvie e meno dolorose – ha mostrato come l’azienda, per quanto ci sia da fare spazio al settore connessione e fibra, forse non abbia bisogno di tutta la sconfinata serie di torri e uffici attualmente occupati a Rogoredo.

Un calcio al passato

Ma indubbiamente i ripensamenti riguardano in questo momento anche voci di spesa strutturale più ingenti e strategiche. A cominciare dagli investimenti per i diritti del calcio e degli altri eventi sportivi. Il ritardo nel pagamento dell’ultima rata dovuta alle società della Serie A – con conseguente contenzioso con la Lega – è probabilmente anche un modo per lanciare un chiaro segnale al movimento e ai club in vista dell’asta per il prossimo triennio, oramai rimandata al prossimo autunno. Improbabile che Sky, DAZN (che sta cercando un socio che immetta nuova liquidità nell’azienda) e Img (per i diritti all’estero) possano garantire la stessa cifra (789 milioni annui, 193 milioni e 367 milioni) garantita alla Lega Calcio dai precedenti accordi.

Appare tutta da valutare e riverificare – per la Lega – l’attendibilità delle offerte di Mediapro, mentre al momento risulta difficile da immaginare un’articolazione dei pacchetti che valorizzi l’apporto di newcomer dello streaming o delle telecomunicazioni. E forse, considerate le difficoltà presenti, per la Lega appare un po’ rischiosa pure la vecchia idea di costruire in autonomia (col supporto di Mediapro) un proprio bouquet da rivendere ai vari player, riuscendo a ricavare ancora più soldi di quelli raccolti nell’ultima tornata di assegnazione.

La necessità di incassare la rata per fare stare in piedi il movimento ha spinto la Fgci e la Lega a costruire il progetto di ripresa del campionato che segue il protocollo severo dettato dal governo e dal ministro dello sport, Vincenzo Spadafora. I primi incontri, se tutto va bene, si dovrebbero giocare a partire dal 20 giugno e sono previsti anche un Piano B e un Piano C.

La prima opzione di scorta – nel caso la pandemia riprendesse a infuriare o fossero "positivi" troppi attori del circus – è quella di passare, da quel momento, a partire dagli equilibri raggiunti nel frattempo sul campo, a una fase di playoff e play out definita ora in maniera condivisa. Solo se fosse impossibile anche fare l’appendice risolutiva, allora si assegnerebbero posizioni e diritti sulla base di criteri scritti adesso, col placet e la consapevolezza di tutti gli attori e i club.

È sempre in ballo una torta da 233 milioni. Secondo Il Sole24Ore, Sky ha chiesto alla Lega Serie A una riduzione fra il 15% e il 18% in caso di ripartenza del Campionato, cercando di replicare l’accordo raggiunto in Germania. Quando scriviamo è appena decollata una vertenza legale, ma il possibile ritorno in campo differito delle squadre consegna un po' di tempo in più ai soggetti in contenzioso per arrivare ad una soluzione. Un’analisi dello Studio Legale Bonelli Erede ha provato ad analizzare le regole che di solito intervengono a normare i contratti come quello tra Sky, Dazn e Img da un lato e la Lega Calcio dall’altro. Dopo avere preso in considerazione tutte le variabili, gli avvocati alla fine sono arrivati a consigliare una soluzione che pare pure di semplice buon senso: "In generale – detta il documento – la preferenza dovrebbe andare alla strada della rinegoziazione, sia per ragioni di maggiore efficienza economica sia anche in considerazione del principio di buona fede al quale le parti sono sempre tenute a conformarsi nell’esecuzione del contratto".

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