La Corte Europea favorevole alla libera circolazione delle pay-Tv

Marzo 2011. Alcuni mesi fa, la FAPL (Football Association Premier League) ha avviato due cause, una scaturita da un azione civile contro l’utilizzazione di smart card straniere ed una da un procedimento penale nei confronti della proprietaria di un pub che trasmetteva gli incontri della Premier League utilizzando una smart card del bouquet greco Nova.
In entrambi i procedimenti, l’Alta Corte ha sottoposto una serie di questioni pregiudiziali attinenti all’interpretazione del diritto dell’Unione.
In linea di principio, la FAPL concede ai propri concessionari il diritto esclusivo di trasmettere gli incontri nel rispettivo territorio, che coincide per lo più con il territorio del rispettivo Stato, e di sfruttarli economicamente. Al fine di garantire tale esclusività, i concessionari vengono contrattualmente obbligati ad impedire che le loro trasmissioni possano essere viste al di fuori del rispettivo territorio codificandole e limitando la circolazione delle smart card autorizzate al di fuori dei rispettivi territori di concessione.

Le fattispecie da cui sono scaturiti i procedimenti pregiudiziali riguardano il tentativo di eludere tale clausola di esclusività. Da tempo, alcune aziende importano nel Regno Unito tessere pay-tv dall’estero – nella specie dalla Grecia – e qui le offrono a locali pubblici a prezzi più favorevoli rispetto a quelli praticati dall’impresa titolare dei diritti di trasmissione per il territorio medesimo (come SKY UK).
L’avvocato Kokott ha evidenziato che i diritti di esclusività determinano una compartimentazione del mercato interno in mercati nazionali separati, il che rappresenta una grave restrizione alla libera prestazione dei servizi. Per quanto attiene ad una possibile giustificazione della restrizione alla libera prestazione dei servizi, l’avvocato generale ha esaminato la tutela della proprietà intellettuale commerciale, in particolare la questione se sussistano diritti sulle trasmissioni in diretta via satellite di incontri di calcio il cui oggetto specifico esiga una compartimentazione dei mercati. A tal riguardo ha osservato che l’oggetto specifico dei diritti relativi alle trasmissioni in diretta di incontri di calcio consiste nel loro sfruttamento economico.

Nella specie, lo sfruttamento economico delle trasmissioni in diretta degli incontri di calcio della Premier League viene realizzato, segnatamente, tramite i canoni pagati per le smart card. In tale contesto, l’avvocato generale Kokott ritiene che l’utilizzazione di schede straniere non costituisca elusione di tali diritti visto che i canoni vengono pagati. Sebbene tali canoni non siano così elevati come quelli nel Regno Unito, non sussiste, a parere dell’avvocato generale, alcun diritto specifico che imponga di richiedere in ogni Stato membro un prezzo diverso per uno stesso servizio. Piuttosto, risponderebbe alla logica del mercato interno compensare le differenze di prezzi tra Stati membri diversi tramite il commercio. La commercializzazione di diritti televisivi sulla base di un’esclusività territoriale si risolverebbe nel trarre vantaggio dall’eliminazione del mercato interno. In definitiva, l’oggetto specifico dei diritti relativi alle trasmissioni di incontri di calcio non giustifica pertanto alcuna compartimentazione del mercato interno, né, conseguentemente, l’esistente restrizione alla libera prestazione di servizi.

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