Netflix ha aumentato le tariffe. Basterà per rimanere competitiva?

netflix telecomando

È di oggi la notizia che anche in Italia Netflix ha ritoccato i prezzi dei suoi abbonamenti. Ha infatti portato la quota mensile dell’offerta Premium a 15,99 euro (amentandola di 2 euro) e a 11,99 euro quella dell’offerta standard (l’incremento è stato di 1 euro). È rimasto invece a 7,99 euro il costo della proposta base, quella che prevede il minimo in termini di risoluzione delle immagini e nessuna possibilità di condivisione dell’accesso.

Netflix nuove tariffe

La decisione di aumentare la quota mensile arriva a fronte delle sempre maggiori spese per la produzione di contenuti originali, vero punto forte di Netflix. Si stima che lo scorso anno per le serie e i film “Netflix original” siano stati investiti 12 miliardi di dollari e che quest’anno si potrebbe arrivare a 15. Per una realtà come Netflix non sono davvero poca cosa, soprattutto se si considera che di tutte le produzioni quelle di grande successo sono poche e che il volano di spettori paganti che generano non basta a creare un fatturato tale da coprire le spese.

L’aumento delle tariffe mensili operato ormai a livello globale tenta di porre rimedio alla cosa ma ci riesce solo in minima parte, nonostante gli abbonati attuali dovrebbero aggirarsi attorno 150 milioni e gli analisti stimano che possano raggiungere i 300 milioni di 10 anni.

L’alternativa per incrementare il fatturato sembra poter essere una sola: puntare sulla pubblicità. Secondo il responsabile dell’advertirsing di NBCUniversal Linda Yaccarino il coordinatore delle vendite di Hulu Peter Naylor, Hulu non ci sarebbe alcuna alternativa possibile e, per rimanere competitiva, Netflix entro breve dovrebbe ricorrere all’arma pubblicità. Questo nonostante uno dei suoi cavalli di battaglia sia sempre stato il fatto di non avere alcuno spot promozionale sul suo sito.

Hulu
Un esempio dell'offerta di Hulu

D’altro canto va considerato che realtà come NBCUniversal spendono 28 miliardi di dollari l’anno per la produzione di contenuti, praticamente il doppio rispetto a Netflix. Non solo. C’è chi come Hulu fa invece del prezzo un punto di forza: si parla di 5,99 dollari la mese per chi accetta la pubblicità e di una cifra base di 11,99 dollari per chi non la vuole. In più, si prospetta all’orizzonte l’arrivo di colossi come Disney e Apple che hanno già anticipato che avranno tariffe competitive (6,99 dollari al mese Disney) e contenuti di grande richiamo. Ma anche numerose produzioni originali in cantiere che coinvolgono nomi di primo piano.

Che strada sceglierà di seguire Netflix per non perdere l’attuale posizione di predominio? Se sarà quella della pubblicità, sostiene Nylor, non si tratterà certo di advertising tradizionale, quanto piuttosto di una forma di comunicazione commerciale interattiva e non intrusiva. Questo perché il fatto di essere “overt the top” consente di non essere vincolati ai 15” o 30” tipici della TV lineare e di proporre qualcosa di innovativo che è permesso dalla trasmissione online.

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