Nuovo digitale terrestre, il TAR del Lazio sospende lo spegnimento dei canali 51 e 53

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Più del Covid-19 poté la burocrazia. Così se anche i lavori di transizione al 5G, con il refarming della banda a 700 MHz per il passaggio al nuovo digitale terrestre, potevano procedere nonostante la pandemia, il Tar del Lazio ha bloccato i lavori a causa di una carenza amministrativa. Vediamo perché.

Secondo quanto stabilito dalla determina 28 novembre 2019 dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), e in linea con le disposizioni internazionali, dovevano essere anticipati gli spegnimenti dei canali televisivi dal 50 a 53 UHF nell’Area ristretta A. A questa fanno capo le province di liguri di Imperia, Savona, Genova e La Spezia; quelle laziali di Roma, Latina e Viterbo; quelle toscane di Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Grosseto; quelle sarde di Oristano, Sassari.

Le stazioni televisive locali del digitale terrestre che trasmettono sui canali dal 50 al 53 avrebbero perciò dovuto terminare le operazioni tra il 4 maggio 2020 e il 30 maggio 2020. A fronte di ciò, la determina stabilisce però che dovevano essere riconosciuti a tali TV locali degli indennizzi risarcitori, la cui entità andava determinata in funzione di un decreto del Ministro dello Sviluppo Economico da adottarsi di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze. Però gli indennizzi (si parla di un cifra attorno a 0,37 centesimi per abitante su base regionale per ogni TV) non sono ancora stati definiti, ma il MISE ha comunque confermato le operazioni di spegnimento delle frequenze nell’Area ristretta A.

Il ricorso al Tar e la posizione di Aeranti-Corallo

Così alcune delle emittenti locali interessate dagli spegnimenti, e che sono associate Aeranti-Corallo, l’associazione che rappresenta le emittenti locali, hanno fatto ricorso al Tar Lazio. Evidenziando, come riporta in una nota la stessa Aeranti-Corallo, che la pretesa del Ministero di ottenere lo spegnimento anticipato degli impianti senza avere allo stesso tempo definito i criteri per il riconoscimento degli indennizzi, i relativi importi e le relative modalità di pagamento costituisca violazione delle norme di legge in materia (legge di bilancio 2018, come modificata dalla legge di bilancio 2019) e violazione del principio del buon andamento (comprensivo del principio di ragionevolezza dell’azione amministrativa) di cui all’articolo 97 della Costituzione.

Il Tar Lazio ha accolto il ricorso, disponendo la sospensione degli spegnimenti delle TV che trasmettono sui canali 51 e 53 UHF del digitale terrestre per le province della Liguria e del canale 51 UHF per le province di Roma, Latina e Viterbo.

Sulla problematica, l’avv. Marco Rossignoli, coordinatore Aeranti-Corallo, dichiara: “Da settimane abbiamo ripetutamente evidenziato che è inaccettabile che le TV locali siano costrette a dismettere le proprie frequenze di trasmissione senza conoscere gli indennizzi loro spettanti per legge a titolo di risarcimento per la revoca dei diritti d’uso anticipata di oltre 10 anni rispetto ai titoli abilitativi a suo tempo rilasciati dal Ministero dello Sviluppo Economico. Auspichiamo ora che il Ministero emani al più presto il decreto, al quale la legge ha demandato la definizione di tali indennizzi".

"Al riguardo – aggiunge Rossignoli – chiediamo che vengano confermati i criteri previsti per analoghe procedure dal DM 23 gennaio 2012, (relativo alla dismissione della banda televisiva 800 MHz) e dal DM 17 aprile 2015 (relativo alla dismissione di ulteriori canali TV), abbandonando ogni ipotesi (che era emersa nelle bozze preparatorie diffuse dalla stampa del decreto legge “Rilancio”) di criteri che facciano riferimento agli investimenti effettuati e ai relativi ammortamenti. Tali criteri, infatti, determinerebbero, a parere di Aeranti-Corallo, importi non congrui, in quanto azzererebbero i valori degli indennizzi, posto che la quasi totalità degli impianti della TV locali è stata, per evidenti ragioni di decorso del tempo, ammortizzata".

Rossignoli auspica che il Ministero dello Sviluppo Economico avvii con le associazioni nazionali maggiormente rappresentative del settore un confronto costruttivo su tale tematica che riveste fondamentale importanza per le TV locali, in quanto le stesse vengono private di un asset strategico per la propria attività di impresa.

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