Il prossimo 7 dicembre, Sant’Ambrogio, com’è tradizione il Teatro alla Scala di Milano aprirà la propria stagione con un prestigioso debutto. Quest’anno si tratta della Tosca di Puccini, con Anna Netrebko nel ruolo di Tosca, la direzione di Riccardo Chailly e la regia teatrale di Davide Livermore. La Prima della Scala è anche un’occasione mondana su cui gli occhi di tutto il mondo sono puntati.

Il merito, oggi, è soprattutto della diretta televisiva, garantita dalle riprese audiovisive di altissima qualità effettuate in esclusiva dalla Rai per Rai1 e Radio3 e seguita in molti Paesi oltre all’Italia grazie alla messa in onda in diretta/near live su reti come Arte (Francia, Germania e relativi territori linguistici), Zdf (Germania), Ceska Televize (Repubblica Ceca), Mtva (Ungheria) e Rsi (Svizzera), oltre che, in leggera differita, su Nhk (Giappone), Il Media (Corea del Sud) e Rtp (Portogallo).

Sotto l’egida di Rai Cultura – che governa il tutto essendo sempre stata, anche sotto altre denominazioni, il principale motore di tutta la sperimentazione dell’azienda in campo teatrale –, la mission è svolta dalle divisioni Produzione Tv e Radiofonia della Rai, Centro di produzione di Milano. La trasmissione inizierà a partire dalle 17.45 su Rai1. Lo spettacolo è trasmesso in diretta anche su Radio3, su Rai1 HD canale 501 e online sul portale RaiPlay, dove potrà essere visto per 14 giorni dopo la prima.

Un piano meticoloso

Per avere uno sguardo da insider sulla complessa macchina che sovrintende alla copertura televisiva di un evento musicale di rilevanza mondiale come la Prima della Scala, su cui le aspettative della direzione musicale del teatro e degli appassionati sono com’è logico estremamente elevate, abbiamo incontrato la persona che forse più di tutte, nell’azienda del servizio pubblico, abbina le indispensabili competenze a una lunga e fruttuosa esperienza sul campo.

Prima della Scala Patrizia Carmine Rai Cultura
Patrizia Carmine

È Patrizia Carmine, regista Rai di lungo corso, titolare dagli anni ’90 della maggior parte delle riprese televisive scaligere, che in precedenza venivano affidate a registi esterni, inizialmente inglesi.

«La Prima della Scala è una delle nostre realizzazioni più significative, grazie anche alla distribuzione all’estero da parte di Raicom, alle numerose proiezioni cinematografiche su grande schermo (che svelano ogni dettaglio e amplificano ogni eventuale difetto visivo dell’esecuzione) in diretta e in differita in Europa, Australia e America Latina e alla successiva commercializzazione del prodotto di qualità cinematografica sotto forma di Dvd», sottolinea Patrizia Carmine. «Quest’anno la Prima cade di sabato, con un notevole aumento del potenziale di pubblico su Raiuno, altrimenti penalizzato nelle ore pomeridiane dal fatto che per i non milanesi il 7 dicembre è solitamente una giornata di lavoro come tutte le altre».

Dal punto di vista editoriale, c’è una meticolosa precisione nella costruzione del piano delle riprese della Prima della Scala, che tiene conto naturalmente di una serie di variabili “umane” (come la posizione inaspettata di un cantante) e di imprevisti, e viene annotato sulla partitura da un consulente musicale che ha l’esatta cognizione dei tempi staccati dal direttore d’orchestra in base alla propria interpretazione dell’opera. Di norma si segue uno script che prevede una sequenza di inquadrature, con relativa descrizione, alle quali corrispondono determinate telecamere.

5 punti di vista molto speciali

Prima della Scala telecamere
Sono ben nascoste, ma all’interno della Scala sono molte le telecamere per le riprese televisive. L’obiettivo è non far perdere ai telespettatori nemmeno un particolare della rappresentazione per farli sentire come se fossero presenti all’evento

«Nel caso di “Tosca”, partendo dell’esame dei bozzetti e delle nostre annotazioni sul libretto, punteremo soprattutto su 5 camere speciali su un totale di 13 (11 presidiate e due controllate solo remotamente per il totale del boccascena e per la visione d’insieme sulla platea dal tetto del palco reale), tutte Hitachi ed equipaggiate con varie ottiche e supporti».

«La cosiddetta “zenitale” agganciata al ballatoio degli elettricisti, sopra il proscenio, lavora in picchiata per offrire uno sguardo “divino”, dall’alto, in tutte situazioni che lo suggeriscono e mostra inoltre un inedito spaccato, molto apprezzato dal pubblico a casa, dei numerosi cambi scena. La camera agganciata lateralmente, mediante una staffa, a quella che in Scala chiamano “strada alta” ci permette invece di lavorare su una diagonale alta, in profondità, superando eventuali elementi della scenografia che occludano la visuale della camera zenitale (per esempio, il soffitto a cassettoni di Palazzo Farnese all’inizio del secondo atto dell’opera). Abbiamo poi un’altra speciale che è uno shuttle posizionato “a corte”, cioè a sinistra sulla scena: utilizza un binario verticale, usato per la prima volta l’anno scorso per la Prima di “Attila”, che ci garantisce una visione molto ravvicinata rispetto a quella fornita dalle camere posizionate sui palchi in fondo alla platea, a 50 metri di distanza dai cantanti».

«La quarta speciale è agganciata alla balaustra della buca d’orchestra e riprende i musicisti in momenti particolari, come per esempio quando eseguono l’inno nazionale, mentre la quinta è montata su una slitta che fuoriesce dalla “barcaccia” (la serie di palchetti posti immediatamente a lato del palcoscenico) e può lavorare sia in buca, sul direttore d’orchestra, sia sulla sala per inquadrare il presidente della Repubblica e le altre autorità che presenzieranno alla Prima. È dunque funzionale al racconto televisivo, che comprende aspetti non trascurabili del cerimoniale e permette ai telespettatori di sentirsi parte, in contemporanea, dell’evento».

Un grande lavoro di squadra

La maggiore qualità richiesta a chi lavora nel team di ripresa è di avere grande sensibilità e attenzione al racconto musicale: «Ci sono operatori particolarmente attrezzati per lavorare nelle produzioni musicali perché hanno acquisito la capacità di accelerare su un fortissimo o di rallentare su un pianissimo, seguire il respiro della musica, il movimento di un mantello o un pizzicato eseguito con la mano destra dal primo violino, offrendo le immagini più adatte a vivacizzare la diretta realizzata dalla nostra regia mobile, allestita su un mezzo parcheggiato all’esterno del teatro».

Prima della Scala Regia mobile rai
A differenza della regia audio, che è in una sala interna del teatro, la sala di regia video è allestita all’esterno, su un veicolo appositamente attrezzato

«Per non parlare della capacità di cogliere immediatamente il fulcro dell’azione o l’attacco di un cantante isolandolo dal resto degli interpreti e della scena. Serve poi lavorare a stretto contatto con la regia teatrale, perché allo specifico di linguaggio che abbiamo maturato negli anni si aggiungono l’impostazione e le esigenze del professionista che di volta in volta dirige l’allestimento. E che talvolta – è il caso di Livermore – è molto appassionato ed esperto anche degli aspetti cinematografici dell’opera».

Da notare che l’abitudine alla presenza costante della TV, il più possibile discreta e poco invasiva, durante i live, ha determinato nel tempo un adattamento reciproco fra il personale della Rai, preparato ad assecondare tutte le variabili della messa in scena e a fronteggiare eventuali emergenze con le tecnologie allo stato dell’arte disponibili, e quello scaligero, sempre più consapevole di ciò che il mondo esterno vede e giudica attraverso le immagini. «Anche i materiali scelti per l’allestimento oggigiorno sono studiati dai laboratori di scenografia del teatro per essere più compatibili con le riprese televisive».

Nel prossimo futuro, poi, le nuove frontiere della tecnologia potrebbero lanciare una sfida ulteriore alla creatività dei registi televisivi. «Un mio sogno personale? Se noi potessimo avere, d’accordo con Scala, la libertà di smontare quella specie di centro palco situato nella balaustra del palco reale e inserire lì una camera in risoluzione 12k in grado di registrare il benché minimo dettaglio… in fase di montaggio potremmo selezionare singole parcelle e avere a disposizione un continuum visivo della serata in grado di ovviare a qualunque difetto delle riprese durante la registrazione dell’evento in diretta».

Pianeta audio: il cuore della rappresentazione

Nella gestione televisiva di un evento di rilevanza assoluta come la Prima della Scala, la componente della ripresa audio, gestita da un’apposita regia allestita all’interno del teatro e affidata al reparto di Radiofonia della sede Rai di Milano diretto da Marco Galli, è di importanza fondamentale. A partire dalla fase di pre-produzione, che coinvolge due tecnici, un consulente musicale, diversi specializzati di ripresa e microfonisti.

Tutte queste figure sono impegnate nella valutazione delle esigenze tecniche, dei tempi di lavorazione, delle risorse umane e dei mezzi tecnologici da impiegare nella realizzazione di un prodotto audiovisivo che verrà fruito attraverso supporti e media diversi, dal grande schermo al ben più piccolo display di uno smartphone.

La Prima della Scala prevede in particolare un impegno di alcuni giorni lavorativi soltanto per seguire le prove, effettuare le riprese e smontare l’infrastruttura al termine dello spettacolo in diretta o delle eventuali repliche. Nelle serate di messa in onda del segnale è coinvolto un ulteriore tecnico che opera in una saletta dedicata sempre all’interno del teatro.

Prima della Scala Palco ph Brescia e Amisano
Per rendere al meglio l'audio di un evento come la Prima della Scala, alle conoscenze tecniche bisogna saper affiancare grande sensibilità e attenzione al racconto musicale (photo Brescia e Amisano)

Dalle prime prove in avanti, ogni occasione è utile per studiare le scenografie, l’abbigliamento dei cantanti, i cambi di scena e di costume e individuare così le posizioni migliori in cui collocare i microfoni atti a riprendere tutto ciò che accade nel corso dello spettacolo.

I suoni dell’orchestra sinfonica, i dettagli di ogni strumento musicale, il canto degli attori e del coro, i rumori di scena, eventuali sfumature fuoriscena sono elementi importanti di cui vanno colti nel modo migliore i caratteri, i colori, i particolari, mantenendo un aspetto realistico e allo stesso tempo fruibile al meglio attraverso i mezzi di comunicazione di cui disponiamo oggi.

Suono, tutto si fa per te

Per la ripresa audio della Prima della Scala nella buca dell’orchestra vengono impiegati microfoni e amplificatori Shoeps: Cardioide Mk4, Ipercardioide Mk41, Omni Mk21. I rumori ambientali e di scena e il riverbero naturale sono ripresi anche attraverso l’uso di piastre microfoniche di proscenio Shoeps, microfoni direzionali ipercardiodi Sennheiser posizionati sulle quinte e microfono stereo Mstc64 posto in prossimità del grande lampadario centrale.

In proscenio vengono posizionati poi sei microfoni Shoeps Blm 3c per la ripresa acustica dei cantanti, qualora i radiomicrofoni che indossano possano dare qualche problema.

Questi ultimi vengono nascosti dai microfonisti Rai (in media uno ogni sei cantanti, in stretta collaborazione con i costumisti e le maestranze teatrali adibite alle attività di  trucco e parrucco) insieme ai relativi trasmettitori, tra parrucche e abiti di scena, così da non risultare visibili alle telecamere che riprendono i cantanti nei primi piani e nei piani americani e quindi nemmeno allo spettatore. Persino il colore della capsula microfonica e il colore del relativo cavetto di collegamento al trasmettitore sono scelti valutando caso per caso abbigliamento e tonalità della parrucca.

Il lavoro di assistenza è continuo durante lo svolgimento dell’opera, nei cambi scena (è previsto che saranno diciotto nel primo atto di “Tosca”): per detergere le capsule microfoniche da sudore o eventuali residui di trucco, per effettuare eventuali sostituzioni di batterie o degli stessi microfoni e trasmettitori, le cui frequenze sono state preselezionate dai tecnici per non interferire con altri dispositivi ricetrasmittenti di servizio, a bordo per esempio di alcune telecamere.

Tra le mansioni del reparto c’è poi quella di registrare i segnali audio su differenti supporti digitali: sistema ProTools HD su 64 tracce stereo, 24 bit e 48 kHz, supporti Alesis impiegati per realizzare copie di sicurezza e ulteriori supporti per la copia del segnale stereo.

Tutti in postazione, si parte

La regia audio rappresenta la postazione in cui si fabbrica il suono, si posizionano virtualmente le sorgenti sonore nello spazio, si aggiunge il riverbero, si controlla la dinamica dei segnali audio. Ed è il luogo fisico in cui tecnici e consulente musicale operano una volta assicurati i collegamenti microfonici. Si trova al piano 1B del teatro a “strada” (la nomenclatura indica la destra del direttore d’orchestra) e ospita tra l’altro un mixer Studer Vista 9, le apparecchiature di registrazione digitale, l’outboard di effettistica, un sistema di gestione microfonica Soundfield e l’interfonico. Quest’ultimo ha lo scopo di abilitare le comunicazioni con i microfonisti e gli specializzati di ripresa, la saletta di trasmissione per la radio e la regia video mobile, destinataria dei segnali digitali in formato 5.1.

Mixer Studer
Il mixer Studer è parte del cuore del sofisticato sistema di gestione dell’audio. Si trova, assieme alle altre apparecchiature, al piano 1B del teatro

Nella postazione di trasmissione radiofonica, utilizzata nei giorni di messa in onda (sia nazionale sia sul circuito Euroradio) vengono convogliati l’uscita del mixer della regia principale e i microfoni dei conduttori che durante l’evento del 7 dicembre si occupano di illustrare la rappresentazione, intervistare personaggi di rilievo e coinvolgere gli spettatori nel racconto della serata. Da questa postazione fissa,  situata in un palchetto dedicato al secondo ordine a “corte” (cioè a sinistra del direttore d’orchestra), partono i segnali messi in onda attraverso codec digitali e fibra per raggiungere i canali Raiway e gli utenti finali della trasmissione.

Prima della Scala foyer - ph Brescia e Amisano
La Prima della Scala è anche un importante evento mondano. Per questo, su Rai1, Antonio Di Bella e Milly Carlucci, con collegamenti di Stefania Battistini dal foyer, condurranno la diretta televisiva incontrando, prima dell'inizio e durante l'intervallo, i protagonisti e gli ospiti presenti (photo Brescia e Amisano)

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