Sanremo 2020, il Festival in streaming e sui social network

Sanremo 2020

Sanremo - Non solo ascolti record in TV per il 70° Festival della canzone italiana di Sanremo, con share della diretta su Rai 1 che non si vedevano più dal 1995 e ottime performance per effetto traino anche sulle altre trasmissioni quotidiane della rete ammiraglia (parlino o meno dell’evento), come delle altre reti televisive e radiofoniche del servizio pubblico.

Sanremo 2020 è anche l’evento più visto in diretta streaming su RaiPlay (617mila visualizzazioni nella prima serata, oltre 2 milioni nella comunicazione di ieri), con centinaia di migliaia di ore misurate dalla rilevazione di Auditel Online (361.000 nelle prime due giornate) e 2,6 milioni di visualizzazioni on demand di contenuti dedicati alla prima giornata su YouTube, il 40% in più rispetto alla prima serata del 2019 (ad oggi le visualizzazioni ammontano a 32 milioni, sommando RaiPlay e il canale YouTube).

Contemporaneamente anche i social hanno avuto un’impennata con oltre 3 milioni di interazioni nelle prime 24 ore (oltre 5 milioni quelle rilevate fino a ieri) dell’edizione sanremese più commentata di sempre: netta prevalenza di Instagram (43%), seguita da Twitter (42%) e Facebook (14%).

Una benedizione per gli account ufficiali della manifestazione, alimentati anche dalla copertura integrale di Radio2, che complessivamente hanno beneficiato di 530mila interazioni degli utenti. E per i contenuti speciali di RaiPlay, che quest’anno comprendono anche le clip estratte della conferenza stampa generale, le dirette dal red carpet, il festival interpretato dalla lingua dei segni e i contenuti dell’“Altro Festival”.

Sanremo secondo la TIM Data Room

Fin qui i dati Rai. Ma a monitorare e interpretare anche da un punto di vista qualitativo l’enorme flusso digitale veicolato dalla rete c’è, per il quarto anno consecutivo, la TIM Data Room, ovvero la particolare unit di Tim (principale sponsor dell’evento canoro e fornitore di tutta la connettività dati necessaria) che in occasione del Festival dispiega un’overview completa sul digital, monitorando ed evidenziando sia i trend legati agli argomenti offerti dallo spettacolo, dai concorrenti, dagli ospiti e dai conduttori, sia le opinioni espresse dalla rete sulla manifestazione (1,2 milioni di conversazioni monitorate fino a ieri mattina).

Per capirne funzionamento e modalità operative abbiamo intervistato Mariano Tredicini, responsabile di Social Platform e Data Analysis nell’ambito dell’operatore di telecomunicazioni.

Mariano Tredicini, responsabile di Social Platform e Data Analysis della TIM Data Room a Sanremo
Mariano Tredicini, responsabile di Social Platform e Data Analysis della TIM Data Room a Sanremo 2020

Come siete strutturati?

Qui a Sanremo è al lavoro in postazione una task force di quattro “data scientist”, cui si aggiungono i 12 colleghi che nella sede di Roma si alternano per seguire l’evento ininterrottamente 24 ore al giorno. Oltre a monitorare le conversazioni e a registrarne i picchi (come quelli relativi alle performance di Achille Lauro nella prima serata e di Elettra Lamborghini nella seconda), individuiamo le ricorrenze di determinati hashtag: per esempio la canzone più citata in prima serata, quella di Francesco Gabbani.

La fonte più interessante è sinora quella di Twitter, dove anche la velocità di generazione dei tweet è molto indicativa: quelli pubblicati durante la performance della Lamborghini hanno toccato il record di 2.400 al minuto. 

Tra le vostre attività c’è anche quella di monitorare il comportamento delle persone sul web, al di là dei social. Ci sono fenomeni eclatanti?

Uno su tutti, il movimento delle pagine Wikipedia dei cantanti, prese letteralmente d’assalto dall’inizio del festival. Quella di Diodato, per esempio, ha registrato un incremento del 2.000 per cento di visite all’inizio della prima serata.

Segno che le persone cominciano a incuriosirsi della vita privata e in generale della biografia degli artisti, oltre i brani che presentano e i video che li riguardano.

Come lavorate concretamente durante la maratona di Sanremo?

Abbiamo una serie di dashboard che ci permettono di visualizzare tutti i dati. Analizziamo le conversazioni, i volumi delle conversazioni e degli hashtag utilizzati e li traduciamo in infografica. Questo naturalmente è un passaggio fondamentale perché i file Excel non li leggerebbe e non li capirebbe nessuno, mentre questa modalità ci permette di mostrare dati comprensibili a prima vista e da chiunque.

Sanremo 2020 Dashboard TIM data Room OK
Le dashboard realizzate dai tecnici della TIM Data Room

La nostra fonte sono dati pubblici (Google in primis), che noi restituiamo sotto forma aggregata e “anonimizzata”, in quanto per legge, com’è ovvio, non si può fare di più. Ma per fare emergere un andamento generale non è affatto necessario avere l’informazione puntuale di “chi scrive cosa”.

I primi dati li forniamo non appena finisce la serata televisiva, quindi intorno alle 2 di notte escono i primi numeri, offerti su richiesta anche ai giornalisti (per esempio quelli che scrivono di gossip) che ci chiedono informazioni su argomenti e con tagli particolari.

Oltre agli addetti ai lavori, anche i cantanti sono avidi di informazioni?

Una parte del nostro lavoro, oggi, è proprio stabilire contatti con gli artisti: in molti casi li incontriamo, raccontando loro un’analisi “taylor made” di come loro utilizzano i social e dandogli, se gradito, qualche suggerimento su come migliorare il loro utilizzo dal punto di vista strategico: qual è il social migliore o quello su cui puntare.

Spesso, infatti, i cantanti tendono ad avere un unico piano editoriale, più o meno standard, e a declinarlo su tutti i canali. Ma i social parlano a community diverse. Su Facebook, i 35 milioni di utenti rappresentano un target medio-alto, Twitter è diventato il “second screen” per eccellenza, mentre su Instagram il “word of mouth” è molto importante e quindi anche il tono di voce da tenere dev’essere molto ben calibrato.

Osservatorio social Sanremo 2020
La dashboard dell'Osservatorio Social realizzato dalla TIM Data Room

Ci sono poi altre piattaforme che stanno nascendo e che gli artisti più giovani cominciano a utilizzare. Sarà molto interessante vederne l’evoluzione.

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