Satelliti Amos 4° Ovest: come riceverli, cosa vedere

Satelliti Amos 4° ovest

Dal lontano 1996, lo slot orbitale dei 4° Ovest viene utilizzato dai satelliti Amos di proprietà della compagnia israeliana Spacecom.

Fondata nel 1993 con il preciso scopo di realizzare la prima costellazione satellitare civile nazionale per le telecomunicazioni radiotelevisive pubbliche e private, l’azienda ha successivamente ampliato le proprie attività in altri campi (come l’accesso a internet nelle aree non coperte delle infrastrutture terrestri – es.: Africa subsahariana) e operato su altri slot orbitali.

Con oltre 250 canali televisivi a pagamento e 50 in chiaro (perlopiù in lingua ucraina), questi satelliti meritano sicuramente una visita, considerata anche l’estrema vicinanza ai 5° Ovest (Rai, Mediaset, Sky e Fransat in Multistream) che permette di utilizzare la stessa parabola (anche di soli 50-60 cm) senza doverla spostare.

Amos 1, il capostipite della flotta

Il primo satellite della flotta a occupare i 4° Ovest è stato Amos 1, realizzato da IAI (Israel Aerospace Industries) sull’omonima piattaforma per piccoli satelliti geostazionari creata ad hoc in collaborazione con DASA e Alcatel Espace (ora Thales Alenia Space).

L’acronimo Amos sta per “Affordable Modular Optimized Satellite” ma si riferisce anche all’omonimo profeta citato nella bibbia ebraica e nel vecchio testamento.

Amos 1 è stato lanciato il 16 maggio 1996 dalla base spaziale di Kourou (Guyana Francese) a bordo di un razzo Ariane 4 (44L) e metteva a disposizione solo 9 transponder in banda Ku. Come riportato sulle tabelle di Eurosat del febbraio 1997, il satellite ospitava le trasmissioni analogiche dei canali nazionali israeliani IBA Channel 1 e 2, quelle della polacca A-TV (sempre in analogico) e quelle digitali dell’ungherese TV3 Budapest (MPEG-2). Pochi mesi più tardi (giugno 1997) sono stati aggiunti i canali IBA 3 (analogico), il bouquet HBO (digitale), Antenna Hungaria (digitale), ME TV (analogico) e Babylon Blue (analogico con programmi soft-core per adulti).

Il satellite riscosse immediatamente un grande successo commerciale e le richieste degli operatori televisivi mediorientali ed europei superarono rapidamente la capacità a disposizione. Questo ha spinto Spacecom a ordinare a IAI la costruzione di un secondo satellite, Amos 2, lanciato in orbita il 27 dicembre 2003 da un razzo Soyuz-FG/Fregat in partenza dal cosmodromo di Baikonur, Kazakhstan.

Grazie alla capacità triplicata rispetto al suo predecessore (28 transponder in banda Ku di cui 22 attivi e 6 di backup) e a 3 spotbeam (Medioriente, Europa e costa orientale degli USA), il nuovo esemplare della flotta ha permesso al sistema satellitare israeliano di espandere rapidamente le proprie attività e competere con gli slot orbitali vicini gestiti da colossi come Intelsat ed Eutelsat.

Fino al 2009, Amos 1 è stato affiancato ad Amos 2 per poi essere sostituito da Amos 3 e ceduto a Intelsat, ribattezzato come Intelsat 24 e riposizionato a 47,3° Est.

Amos 3 e nuovi progetti strategici

Amos 3 è stato costruito sempre sulla piattaforma Amos Bus e lanciato il 28 aprile 2008 da Baikonur a bordo di un razzo Zenit-3SLB. È dotato di 15 transponder in banda Ku e Ka con frequenze differenti rispetto all’Amos 2 così da permettere la copertura totale dello spettro Ku e l’espansione dei servizi e dei collegamenti tra Medioriente, Europa e USA (sempre east-coast). Grazie a una vita utile stimata in 18 anni, è tuttora in servizio a 4° Ovest.

Per l’Amos 4, Spacecom ha scelto di utilizzare una piattaforma più grande, un nuovo slot orbitale e una differente area di copertura. È stato lanciato il 31 agosto 2013 sempre da un razzo Zenit-3SLB in partenza da Baikonur e posizionato a 65° Est dove è tuttora in servizio per il mercato televisivo del sudest asiatico.

Anche l’Amos 5 è stato oggetto di importanti cambiamenti strategici: oltre alla differente posizione (17° Est) ha adottato una piattaforma totalmente nuova concepita dall’azienda russa NPO PM. Lanciato da Baikonur l’11 dicembre 2011 con un vettore Proton-M/Briz-M, avrebbe dovuto garantire la copertura di Europa, Africa e Medioriente per 15 anni. Tuttavia, una serie di guasti ai due generatori di potenza avvenuti tra il 2012 e il 2013 hanno sensibilmente accorciato la vita utile e portato alla perdita di tutte le comunicazioni nel novembre 2015.

Il fallimento di Amos 6, l’affitto di AsiaSat 8 e il progetto Amos 8

Nel giugno 2012, Spacecom ha ordinato a IAI la costruzione di Amos 6, il primo esemplare della flotta a utilizzare la propulsione elettrica per il mantenimento dell’orbita geostazionaria. Grazie ai 39 transponder in banda Ku, 24 in banda Ka e 2 in banda S, l’Amos 6 avrebbe dovuto sostituire l’Amos 2 (ormai giunto al termine della sua vita utile) e inaugurare nuovi servizi di comunicazione nell’Africa subsahariana attraverso gli accordi siglati con Facebook (progetto internet.org) ed Eutelsat.

L’1 settembre 2016, a soli 3 giorni dal lancio a bordo del vettore Falcon 9 di SpaceX, l’Amos 6 è andato completamente distrutto a causa di un incendio sprigionatosi sulla rampa di lancio di Cape Canaveral durante i test ai motori del lanciatore.

Per garantire la continuità dei servizi a 4° Ovest e in attesa del lancio del suo sostituto (Amos 8), alla fine del 2016 Spacecom ha preso in affitto il satellite AsiaSat 8 trasferendolo dal suo slot originale a 105,5° Est e cambiandogli il nome in Amos 7. Il satellite è tuttora attivo e perfettamente funzionante.

Amos 7
Ricostruzione grafica in orbita del satellite Amos 7 (ex AsiaSat 8) che condivide lo slot dei 4° Ovest con Amos 3

Il progetto Amos 8 è partito nel settembre 2018 con l’affidamento della sua realizzazione a IAI con un anticipo di circa 2 anni rispetto alla messa in orbita originaria (dal 2022 al 2020). Come i suoi predecessori fornirà capacità trasmissiva in Europa, Medio Oriente e Africa subsahariana per 15 anni grazie a 39 transponder in banda Ku, 24 in banda Ka e 2 in banda S.

Lo scorso agosto, un razzo Falcon 9 di SpaceX ha invece lanciato in orbita il satellite Amos 17 che, dalla sua posizione a 17° Est, fornirà servizi broadcast/broadband nell’Africa Subsahariana e collegamenti tra il continente, il Medioriente, l’India, la Cina e il Brasile occidentale.

Due satelliti, 7 spotbeam e 39 transponder

In attesa del lancio dell’Amos 8, previsto nella seconda metà del 2020, lo slot a 4° Ovest ospita i satelliti Amos 3 e Amos 7 dotati di 7 spotbeam collegati a 39 transponder complessivi.

L’Amos 3 può contare su 15 transponder in banda Ku che utilizzano gli spot Europe, Middle East e North America.

Lo spot Europe è il più favorevole per i telespettatori italiani ed europei perché si concentra su Ungheria, Slovenia, Croazia, Slovacchia e Austria (58-59 dBW corrispondenti a parabole da meno di 40 cm di diametro) espandendosi a tutta l’Europa (con la sola esclusione della Penisola Iberica) e arrivando fino all’Ucraina, alla Russia e alla Turchia. L’Italia è attraversata da quattro diversi fasci.

Quello più potente (56 dBW – 40 cm) interessa le regioni di nord-Ovest, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche. Quello da 54 dBW (45 cm) copre Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria e il centro Italia. La Sardegna e le regioni meridionali ricevono un segnale di 50 dBW (60 cm) mentre in Sicilia e nell’estremo sud di Sardegna e Calabria la potenza si riduce a 45 dBW (90 cm). Ricordiamo, ancora una volta, che questi dati si riferiscono ai footprint ufficiali pubblicati dagli operatori satellitari e che potrebbero differire dalla situazione reale.

Lo spot Middle East illumina principalmente Israele, Siria, Iraq, Giordania e Libano con un segnale che varia tra i 55 e i 60 dBW (40 cm). Si estende anche a Iran, Arabia Saudita, Egitto (Est), Turchia, Grecia, Ucraina, Turkmenistan e Afghanistan riducendo progressivamente la potenza fino a 44 dBW (100 cm). L’Italia è esclusa dai footprint ufficiali ma, in base ad alcuni calcoli empirici, possiamo ipotizzare che siano necessarie parabole da almeno 180 cm nelle regioni di sud-Est e 240 cm nel centro/sud-Ovest. Le probabilità di ricezione al nord sono pressoché nulle.

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Molti canali ucraini visibili in chiaro a 4° Ovest (anche in HD) dedicano interamente il loro spazio all’informazione con tg e reportage in onda H24

Lo spot North America copre una vasta area che va dal Quebec alla Florida interessando tutti gli stati che si affacciano sull’Oceano Atlantico. L’Amos 7 può contare su 4 spotbeam: CEE, Pan European, Middle East e Southern Africa.

Lo spot CEE (Central Eastern Europe) è simile all’Europe dell’Amos 3 e si concentra sull’Ungheria e gli stati confinanti (56 dBW, < 40 cm) illuminando anche il resto dell’Europa e il nord Africa con una potenza compresa tra 48 e 54 dBW (45-70 cm). Un secondo super spot da 56 dBW illumina anche l’Ucraina (uno dei mercati televisivi di riferimento di Amos) e parte della Russia.

Anche in questo caso l’Italia è illuminata da vari “settori” ma, rispetto all’Amos 3, i telespettatori delle regioni del sud possono utilizzare parabole più piccole. Il settore più potente (54 dBW, 45 cm) interessa le regioni adriatiche come Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna (Est), Marche ma anche l’Umbria.

Il settore da 53 dBW (50 cm) illumina Trentino Alto Adige, Lombardia, Liguria, Sardegna, le regioni del centro e del sud esclusa la Calabria. In Piemonte, Calabria e Sicilia la potenza indicata è di 51 dBW (55 cm). Complessivamente, lo spot CEE è visibile comodamente in tutta Italia con parabole di soli 60 cm.

Lo spot Pan European abbraccia una vasta area che va dalle isole britanniche alla Francia e dalla Russia alle coste nord-occidentali della Turchia. Il fascio più potente (54 dBW, 45 cm) illumina i paesi dell’Europa orientale fino alla Grecia e all’Ucraina e parzialmente anche la Polonia, la Bielorussia, la Russia, le regioni italiane del centro (dalla zona più meridionale dell’Emilia Romagna in giù) e quelle del sud a eccezione della Sicilia. Il resto dell’Italia riceve un segnale da 53 dBW (50 cm) con la sola eccezione della Sardegna posizionata a cavallo dei settori da 48 e 51 dBW (55-70 cm).

Lo spot Middle East copre interamente la Penisola Araba e si estende dal Turkmenistan al Sudan con potenze comprese tra 48 e 54 dBW (45-80 cm). Tre spot da 54 dBW (45 cm) coprono Iraq, Israele, Giordania, Arabia Saudita (nord), Egitto, Libia (sud) e Ciad (nord-Est), Sudan (centro) e Pakistan (sud). Anche in questo caso l’Italia non rientra nel footprint ufficiale ma la ricezione dovrebbe essere comunque possibile con parabole da 180-200 cm (sud) e 240-300 cm (centro).

Lo spot Southern Africa copre principalmente il Botswana (59 dBW, < 40 cm) ma si estende alla Namibia, allo Zimbabwe e al Sudafrica (45-57 dBW, 40-90 cm).

Parabola da 60-90 cm o mega antenna

La progettazione di un impianto satellitare dedicato alla ricezione dei 4° Ovest oppure l’adeguamento di uno già esistente deve naturalmente tenere conto dei footprint appena visti. Per quelli con copertura mediorientale è obbligatorio affidarsi a parabole di grande diametro, anche oltre i 180-240 cm, installate da antennisti professionisti solo dopo una verifica sul campo. Tenuto conto dei costi di materiale e manodopera, è consigliabile aggiungere un motore a pistore o H-H (orizzonte-orizzonte con copertura di tutta la Fascia di Clarke fino a 180°) così da poter sfruttare queste mega antenne anche per gli altri satelliti in orbita.

Per la visione dei canali che utilizzano gli spot con copertura europea (anche CEE e Pan European) la questione si semplifica notevolmente e i costi si allineano a quelli di un normale impianto per tivùsat o Sky. Scegliendo una parabola da 80 cm che assicura un margine di sicurezza più elevato rispetto a una 60 cm in caso di maltempo o lunghi cablaggi, installata sul balcone (se i regolamenti condominiali e locali lo consentono) oppure sul tetto, i costi indicativi della sola componentistica, ovvero parabola, LNB, cavo coassiale e connettori, variano tra i 40 e i 100 euro. A questi vanno aggiunti quelli per la manodopera dell’installatore (dai 30 euro in su) e per l’acquisto del decoder (dai 40 euro in su).

ArticoloAmos4ovest_UATV
I canali regionali UA: Zakarpattya (Transcarpazia), UA: Donbas (Donec) e UA: Krym (Crimea) spaziano dall’informazione alla cultura, dalla musica alle tradizioni locali

Chi possiede già una parabola da 80 cm puntata a 13° Est e/o 19,2° Est e desidera poter ricevere anche i canali “europei” a 4° Ovest, può scegliere tra due opzioni. La prima consiste nel trasformare l’attuale impianto mono feed o dual feed in un triple feed che, per via delle distanze in gioco (circa 30 gradi), richiede obbligatoriamente la sostituzione della parabola ovale con una toroidale (circa 120 euro per il modello Wavefrontier T90).

Una parabola toroidale è solitamente costituita da due riflettori contrapposti che indirizzano i segnali a un massimo di 12-16 LNB per altrettanti slot orbitali in un arco di circa 40° (per esempio da Astra 28,2° Est a Eutelsat/Nilesat 7-8° Ovest). Per gestire le uscite dei singoli LNB attraverso uno o più cavi di discesa bisogna installare anche uno o più commutatori DiSEqC 1.0/2.0 (10-20 euro ciascuno).

La seconda opzione, caldamente consigliata per la sua versatilità ed economicità, è quella di motorizzare l’attuale parabola da 80 cm valutando, eventualmente, la sua sostituzione con una più grande (100-120 cm, 40-110 euro) così da poter ricevere anche altri satelliti e spotbeam con EIRP fino a un minimo di 43-44 dBW. La motorizzazione di un’antenna fissa con un attuatore monocavo (spesa a partire da 50 euro) non richiede necessariamente l’intervento di un antennista né cablaggi aggiuntivi ma solo un decoder o un TV con tuner DVB-S/S2 compatibili DiSEqC 1.2 e/o USALS, un pizzico di manualità e attenzione durante le fasi di assemblaggio e puntamento della parabola.

Indipendentemente dal tipo di parabola utilizzata (fissa, motorizzata, dual feed, mono feed, triple feed, ecc.), dopo averla puntata a 4° Ovest verso i satelliti Amos sarà possibile ricevere anche i canali irradiati dal satellite Eutelsat 5 West A/B (5° Ovest) senza doverla spostare. Questo avviene perché i due slot orbitali sono talmente vicini (solo 1° di differenza) da rientrare nell’angolo di apertura di una qualsiasi parabola fino a 120-150 cm. Ricordiamo che i 5° Ovest sono particolarmente attraenti per i telespettatori italiani perché ospitano i canali Rai, Mediaset, Sky e quelli di Fransat diffusi in formato multistream e visibili con decoder compatibili.

Oltre 250 canali pay tematici e generalisti

Lo slot dei 4° Ovest viene prevalentemente utilizzato per la diffusione dei bouquet pay-tv Yes e T-Home.

Yes è il principale operatore pay-tv israeliano con circa 600 mila abbonati e un centinaio di canali trasmessi in SD, HD e Ultra HD. L’offerta comprende diverse emittenti tematiche autoprodotte e dedicate a cinema e serie Tv come Yes 1-2-3-4-5, Yes Action, Yes Drama, Yes Comedy, Yes Israeli Cinema e Yes DVDbox (pay-per-view), diversi canali israeliani come One, One 2, Makan 33, Channel 20, Ego Total e Kan11, alcuni canali sportivi (Sport 1-2-3-4 e 5 Sport 4K) ma anche una ricca selezione di canali internazionali come France 24 English, TVE Internacional Europa, TV5 Monde Europe, Animal Planet, ID, TVR International, CGTN Documentary, Zee TV, Fashion TV Europe, RTL Deutschland, Eurosport 1-2, VH1, MTV, Nat Geo Wild, Discovery Channel e CNN International. Tutti questi canali utilizzano gli spot Middle East sono quindi piuttosto difficili da ricevere in Italia.

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Il bouquet israeliano Yes comprende oltre 100 canali generalisti e tematici (cinema, sport, serie Tv, cartoni animati, documentari, ecc.) trasmessi in SD, HD e Ultra HD

T-Home è il bouquet pay-tv della tlc ungherese Magyar Telekom disponibile via cavo, IPTV e satellite (T-Home Sat TV). Diversamente da Yes adotta gli spotbeam europei e può essere facilmente sintonizzato in tutta Europa, regolamenti di fornitura permettendo. Comprende circa 150 canali divisi in due pacchetti (Basic e Super Family HD) a cui si aggiungono alcuni “bonus” come 4Film e Paramount.

Oltre ai canali pubblici ungheresi M1, M2, M4 Sport, M5, Duna e Duna World (anche in HD) troviamo decine di canali nazionali e internazionali come Sport 1-2 Hungary, Story 4, TV4, Galaxy 4, Muzsika TV, Life Network, Film + Hungary, RTL Gold, RTL +, Cool TV, Spektrum TV, Spektrum Home, JimJam Europe, Discovery Channel, Mediaset Italia, Travel Channel, Nat Geo, VH-1, MTV, Cartoon Network, Boomerang, ZDF, Eurosport 1-2 e CNN International.

Per verificare le possibilità di abbonamento anche dall’Italia consigliamo di consultare la specialista Due Emme Antenne.

Pochi canali free e solo in lingua ucraina

L’offerta televisiva in chiaro è piuttosto limitata e quasi esclusivamente in lingua ucraina. La bella notizia è che l’80% dei canali free-to-air (circa 40 su 50) utilizza gli spot Europe, Pan European e CEE.

Tra i canali più interessanti segnaliamo UA: Zakarpattya, UA: Donbas, UA: Krym e OTB Galychyna (generalisti regionali), UA: Kultura (arte, storia, musica, ecc.), XSport, 112 Ukraina, Pryamyy, Pravda Tyt e News One (news), Kiev Telekanal STB e OCE (intrattenimento generale), M1 e M2 (musica), Novy Kanal (intrattenimento e lifestyle), Televsesvit (generalista), Eko TV (documentari su ecologia, natura, animali e altri programmi), ATR (programmi informativi e culturali), Lale (programmi per bambini) e Chernomorskaya TV/Black Sea TV (notizie e attualità dalla Crimea).

Parabola grande o piccola? Te lo dice l’EIRP

La tabella mostra la corrispondenza tra la potenza di irradiazione al suolo (EIRP – Effective Isotropic Radiated Power), calcolata in dBW e fornita dagli operatori satellitari nei loro footprint, e il diametro minimo della parabola (in centimetri) che assicura la ricezione con un impianto mono feed fisso oppure motorizzato (livello minimo 47 dBµV alla presa più penalizzata in base alle norme CEI).

Per i dual feed è consigliabile aumentare il diametro di 10-20 cm. I dati riportati sono stati calcolati prendendo come riferimento convertitori LNB con figura di rumore (NF) di 0,4/0,5 dB, antenne paraboliche con guadagno “standard” e un cablaggio di poche decine di metri. LNB con figura di rumore più bassa (es.: 0,1/0,2 dB) e parabole più performanti permettono di guadagnare qualche centimetro mentre cablaggi più lunghi attenuano maggiormente il segnale e richiedono parabole leggermente più grandi.

Un impianto progettato a regola d’arte deve anche prevedere un margine di sicurezza (10-20 cm di diametro in più, se possibile) così da garantire una ricezione esente da disturbi anche in caso di maltempo.

Potenza EIRP (dBW) Diametro minimo parabola (cm)
> 55 40
54 45
53 50
52 50
51 55
50 60
49 65
48 70
47 75
46 80
45 90
44 100
43 120
42 140
41 160
40 180
39 200
38 220
37 250
36 280
35 300

SCHEDE TECNICHE

Costruito da Israel Aerospace Industries sulla piattaforma Amos Bus, l’Amos 3 è stato lanciato il 28 aprile 2008 da Baikonur a bordo di un razzo Zenit-3SLB. È dotato di 15 transponder in banda Ku e Ka collegati a tre diversi spot (Europe, Middle East e North America). La vita utile è di 18 anni e dovrebbe quindi terminare la propria missione intorno al 2026.

Amos 7 è in realtà un satellite di AsiaSat (AsiaSat 8) affittato da Spacecom per garantire la continuità dei servizi a 4° Ovest in seguito alla perdita di Amos 6.

Costruito da Space Systems/Loral sulla piattaforma LS-1300LL, è stato lanciato il 5 agosto 2014 da Cape Canaveral (razzo Falcon 9 di SpaceX) ed è dotato di 24 transponder in banda Ku collegati a quattro spot (CEE, Pan European, Middle East e Southern Africa). Entro la fine del 2020 sarà sostituito dal nuovo Amos 8, attualmente in fase di costruzione e dotato di 39 transponder in banda Ku, 24 in banda Ka e 2 in banda S.

Spot Europe

Amos 4° ovest Amos3_Europe
Lo spot Europe si concentra su Ungheria, Slovenia, Croazia, Slovacchia e Austria (40 cm) espandendosi a quasi tutta l’Europa. In Italia servono parabole tra i 40 e i 90 cm di diametro

Spot Middle East

 Amos 4° ovest_Amos3_MiddleEast
Lo spot Middle East illumina principalmente Israele, Siria, Iraq, Giordania, Libano e si estende anche a Iran, Arabia Saudita, Egitto, Turchia, Grecia, Ucraina e Afghanistan. L’Italia non compare nel footprint ma c’è qualche possibilità di ricezione con parabole da 180 cm (sud) e 240 cm (centro/sud-Est)

Spot North America

Amos 4° ovest_Amos3_USA
Lo spot North America copre una vasta area che va dal Quebec alla Florida interessando tutti gli stati che si affacciano sull’Oceano Atlantico

Spot CEE

Amos 4° ovest_Amos7_CEE
Lo spot CEE si concentra sull’Ungheria, l’Ucraina e gli stati confinanti illuminando anche il resto dell’Europa e il nord Africa. In Italia sono sufficienti parabole di soli 50-60 cm di diametro

Spot Pan European

Amos4ovest_Amos7_PanEuro
Lo spot Pan European abbraccia una vasta area che va dalle isole britanniche alla Francia e dalla Russia alle coste nord-occidentali della Turchia. I due fasci più potenti si concentrano sull’Europa centrale-orientale ma illuminano anche l’Italia (45-50 cm) a eccezione della Sardegna (55-70 cm)

Spot Middle East

ArticoloAmos4ovest_Amos7_MiddleEast
Lo spot Middle East copre interamente la Penisola Arabica e si estende dal Turkmenistan al Sudan. Tre super spot sono posizionati su Iraq, Israele, Giordania, Arabia Saudita (nord), Egitto, Libia (sud) e Ciad (nord-Est), Sudan (centro) e Pakistan (sud)

I footprint riportati sono quelli ufficiali pubblicati sul sito www.amos-spacecom.com/satellites. I numeri indicano la potenza al suolo espressa in dBW nelle differenti aree del fascio. Per calcolare il diametro della parabola bisogna fare riferimento alla tabella sopra. Nelle zone che si trovano (di poco) al di fuori all’area di copertura più esterna, il calcolo del diametro dell’antenna può essere solo approssimativo e deve sempre essere verificato sul campo.

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