Segnale TV assente

Immaginate una serata tra amici per guardare i nuovi episodi della serie TV preferita oppure il match clou della squadra del cuore quando, improvvisamente, manca il segnale TV scompare e le immagini spariscono, scatenando il panico generale. Non è la scena di un film ma quello che talvolta accade nella realtà quando l’antenna satellitare o quella terrestre fanno i capricci, il decoder va in tilt oppure il cavo coassiale si stacca dallo spinotto.

Se il danno è grave bisogna mettersi il cuore in pace, rispolverare il Risiko o il Monopoli e, appena possibile, chiamare l’antennista di fiducia oppure il tecnico di Sky. Secondo le statistiche, però, la maggior parte di questi blackout improvvisi è dovuta a piccoli guasti, a volte addirittura banali, che possono essere risolti facilmente senza dover ricorrere alle abili mani di un professionista.

Basta un pizzico di pazienza e buona volontà, qualche attrezzo e i suggerimenti pratici di questo articolo. Partiremo dal decoder e dal TV, passando poi ai cablaggi, a eventuali divisori e commutatori di segnale, al centralino di miscelazione e amplificazione terrestre, al multiswitch satellitare e all’LNB fino ad arrivare, se possibile e in totale sicurezza, alla parabola satellitare e all’antenna terrestre.

Decoder e TV

A volte basta uno sbalzo di tensione, un disturbo sulla rete elettrica, un comando sbagliato oppure un baco firmware per mandare in tilt il decoder oppure il TV e impedire la ricezione dei segnali terrestri e satellitari. Altre volte, invece, la colpa è di un collegamento precario oppure del cavo antenna danneggiato. Ecco le operazioni e le verifiche da eseguire in ordine cronologico.

Riavvio dell’apparecchio

La regola principale da seguire in caso di problemi con le apparecchiature elettroniche è quella di spegnerle e riaccenderle. Nel caso del TV e del decoder, di solito basta metterli in standby con il telecomando, staccare la spina per un minuto e poi ricollegarla.

I decoder Sky richiedono una procedura differente, sempre descritta nel manuale d’uso. In alcuni modelli, per esempio, bisogna prima accedere alla schermata My Sky, spegnere il decoder, staccare la spina di alimentazione, mantenere premuto il tasto OK del telecomando mentre si ricollega la spina e fino a quando non si illumina il led giallo/arancione (nuovi messaggi).

Poi bisogna attendere una decina di secondi e tenere premuto il tasto di accensione del decoder fino a quando non si illumina il tasto verde

Ispezione cablaggi

La mancata visione dei canali terrestri e satellitari dipende spesso dalla rottura o dalla fuoriuscita (anche parziale) dal cavo coassiale dal suo connettore. Per verificarlo basta svitare la spina F (SAT) oppure tirare la spina IEC (DTT) e controllare la posizione e i collegamenti del polo centrale e della calza esterna (schermatura).

Nel caso della spina F, il polo centrale deve essere visibile e dritto mentre la calza deve trovarsi quasi totalmente all’interno del connettore (lato zigrinato) senza toccare il polo centrale (lato ghiera filettata) per evitare cortocircuiti. Alcune spine F si avvitano sul cavo coassiale e possono allentarsi con il tempo o i movimenti del cavo. In tal caso basta riavvitarla fino a quando il dielettrico del cavo, ovvero la “spugna” che isola il polo centrale dalla calza, non appare all’interno del connettore F (lato ghiera filettata da avvitare al decoder/TV).

Decoder e TV cavo segnale tv

Se ciò non fosse possibile, bisogna tagliare il cavo coassiale, spelarlo e reinserirlo nel connettore. Se invece lo spinotto F è a crimpare (viene “schiacciato” meccanicamente sul cavo) va nuovamente intestato (collegato, in gergo tecnico) utilizzando un connettore nuovo, uno spelacavi coassiale e una pinza crimpatrice oppure soluzioni alternative.

Se il blackout riguarda i canali terrestri e lo spinotto IEC può essere smontato, bisogna verificare che l’anima centrale del cavo coassiale sia ben fissata al polo centrale, che la calza sia a contatto con la schermatura esterna e non con il polo centrale.

Se il cavo antenna non è ispezionabile, va sostituito con uno nuovo che abbia gli spinotti dello stesso genere, ovvero maschio-maschio oppure maschio-femmina. Verificare inoltre i collegamenti e i cavi della connessione internet (spinotto RJ45) e video (Scart, HDMI, Cinch, ecc.).

Reset e risintonizzazione dei canali

Se il riavvio dell’apparecchio e la verifica dei collegamenti non hanno dato i risultati sperati, si deve procedere con un reset. Questa operazione riporta l’apparecchio allo stato in cui si trovava quando è stato acquistato, ovvero elimina le modifiche effettuate sulle varie impostazioni (audio, video, account, PIN Parental Control, ecc.), la lista generale dei canali e quelle preferite.

Il reset si effettua dal menu OSD oppure con una sequenza di tasti e operazioni descritta nel manuale d’uso dell’apparecchio. Con alcuni decoder Sky bisogna staccare la spina di alimentazione, tenere premuto il tasto Guida TV e contemporaneamente ricollegare la spina fino al lampeggio del led giallo/arancio (messaggi), attendere una trentina di secondi e riaccendere il decoder con il tasto Sky del telecomando.

Decoder e TV impostazioni segnale TV

Completato il reset è necessario attendere qualche secondo per la risintonizzazione automatica dei canali (solo decoder Sky) oppure, per tutti gli altri, seguire la procedura di installazione iniziale (lingua menu, paese, tipo di impianto, ecc.) ed effettuare una ricerca dei canali (meglio se Blind Scan) su tutti i satelliti verso i quali è puntata la parabola.

 

Se il blackout riguarda solo alcuni canali e non si utilizzano i decoder Sky, si possono saltare i punti precedenti e procedere direttamente con il controllo del segnale dell’antenna e/o della parabola (menu impianto/antenna – barre livello e qualità del segnale) e con la risintonizzazione dei canali.

Prese antenna, partitori e derivatori

Una presa o un partitore difettosi possono causare squadrettamenti alle immagini televisive e, nei casi più gravi, anche l’assenza totale di segnale. Per facilitare la scoperta e la risoluzione del problema, in questa fase è fondamentale l’aiuto di un misuratore di campo, ovvero uno strumento che rileva il livello e la qualità del segnale terrestre e satellitare. Sono apparecchi che possono avere prezzi rilevanti, ma per interventi di questo tipo e un utilizzo sporadico basta un modello palmare il cui costo si “limita” a qualche centinaio di euro.

Ispezione cablaggi

La prima verifica riguarda il cavo coassiale che collega la presa antenna a muro al decoder/TV e che spesso viene danneggiato durante lo spostamento dei mobili o la pulizia dei pavimenti. I passi da seguire sono gli stessi del punto 2 (Verifica dei collegamenti) della sezione “Decoder e TV”.

Ispezione presa antenna

Le prese antenna si trovano solitamente all’interno delle scatole murate, dove lo spazio è risicato e i cavi coassiali subiscono spesso curvature e schiacciamenti. Per verificare le loro condizioni basta rimuovere la placca decorativa, svitare il supporto e ispezionare la parte posteriore della presa.

Prese antenna

 

A seconda della tipologia di collegamento e impianto possono essere presenti un solo cavo coassiale (presa terminale) oppure due (presa passante). Svitare i morsetti a vite e verificare le condizioni del cavo e dei collegamenti, facendo attenzione a eventuali cortocircuiti tra il polo centrale e la calza. Se necessario, bisogna tagliare, spelare e reinserire il cavo nella presa antenna.

Con l’aiuto di un misuratore di campo verificare che il livello dei segnali in uscita dalla presa sia superiore a 45 dBµV (terrestre) oppure a 47 dBµV (satellite). Se inferiore, effettuare la misura sul cavo coassiale d’ingresso nella presa, ovvero quello che proviene dal centralino oppure da un partitore/derivatore (vedi punto successivo). Alcune prese antenna, riconoscibili per la presenza di due connettori (F e IEC), hanno al loro interno un demiscelatore che serve a ottenere due segnali distinti (DTT e SAT) da un solo cavo coassiale di discesa.

Se il demiscelatore viene danneggiato, per esempio da un fulmine, la ricezione dei segnali SAT e/o DTT potrebbe essere compromessa. In questo caso l’unica soluzione è sostituirli con modelli aventi le stesse caratteristiche elettriche, solitamente riportate sull’involucro della presa.

Ispezione e test partitori/derivatori

Alla presa antenna a muro oppure al cavo coassiale che scende nell’appartamento possono essere collegati dispositivi chiamati “partitori” e “derivatori” che dividono il segnale terrestre e/o satellitare per servire due o più prese che si trovano in altre stanze oppure più apparecchi vicini (es.: TV e sintonizzatore DVB-T/Digital Key dei decoder Sky).

Partitori e derivatori

I partitori e i derivatori possono essere esterni oppure inseriti all’interno delle scatole di derivazione. In entrambi i casi è necessario controllare i collegamenti tra il cavo e i connettori (F o con morsetti) e poi, sempre con un misuratore di campo, verificare che i livelli dei segnali in ingresso e in uscita non siano inferiori a quelli indicati al punto 2, tenendo conto dell’attenuazione di passaggio o derivazione del singolo partitore/derivatore (indicativamente tra 4 e 20 dB).Prese antenna valori misuratiSe i partitori e i derivatori si trovano sul pianerottolo di un condominio o di una villetta plurifamiliare, ovvero in una zona “comune” e non privata, l’ispezione e l’eventuale sostituzione di componenti deve essere eseguita da un antennista professionista incaricato direttamente dall’amministratore.

Centralino di miscelazione/amplificazione e multiswitch 

Come anticipato, chi abita in un condominio non può accedere ai componenti dell’impianto terrestre e/o satellitare centralizzato che si trovano esternamente all’appartamento. Se le verifiche e gli interventi descritti finora hanno avuto esito negativo, la ricerca personale del guasto termina purtroppo qui e bisogna rivolgersi a un professionista.

Se, invece, l’impianto è a uso personale esclusivo, per esempio una parabola personale installata all’interno di un condominio, è possibile proseguire con le verifiche al centralino di miscelazione/amplificazione terrestre e agli eventuali multiswitch satellitari

Test alimentazione

Sbalzi di tensione causati dai fulmini sono la principale causa di “morte” degli alimentatori che forniscono la tensione necessaria al funzionamento dei centralini di miscelazione/amplificazione e dei multiswitch. Se la spia di accensione è spenta, controllare gli eventuali cablaggi tra l’alimentatore e l’inseritore, tra quest’ultimo e il centralino.

Inoltre bisogna verificare con un multimetro la presenza di tensione (di norma 12-15 Vcc) e, se necessario, sostituire l’alimentatore o l’inseritore. Se la spia è accesa, verificare comunque che la tensione misurata si trovi nell’intervallo supportato dal centralino/multiswitch.

Centralino e multiswitch multimetro

Ispezione cablaggi e test segnali

L’ispezione dei connettori F, dei morsetti e dei cavi coassiali richiede gli stessi passi già visti al punto 2 (Verifica dei collegamenti) della sezione “Decoder e TV”. Per escludere un malfunzionamento del centralino terrestre e dei multiswitch oppure un danneggiamento dei cavi coassiali di discesa, verificare con il misuratore di campo la qualità e il livello del segnale sia “a monte” (ingressi antenne/LNB) sia “a valle” (uscite/derivate).

La misurazione deve tenere conto della successiva attenuazione introdotta dal cavo coassiale (2,5-3 dB ogni 10 metri per i cavi coassiali con diametro di 6-7 mm e 3,5-4,5 dB per quelli da 4,5 mm), quelli degli eventuali partitori/derivatori (sempre indicati sul modulo) e delle prese antenna (minimo 0,5 dB).

Taratura e sostituzione del centralino o del multiswitch

Un fulmine può “risparmiare” l’alimentatore e danneggiare i circuiti di miscelazione, gestione e amplificazione dei segnali terrestri e satellitari presenti nei centralini e nei multiswitch. Dal momento che i circuiti non sono riparabili, l’unica soluzione è la sostituzione dell’intero centralino. Per esempio, se il livello dei segnali VHF/UHF in uscita è uguale (se non addirittura inferiore o nullo) rispetto a quello in ingresso proveniente dalle antenne, questi certamente il centralino è guasto.

L’amplificazione generata dai multiswitch, sia in derivata sia in passaggio (al modulo successivo in cascata) è più ridotta rispetto a quella terrestre anche se comunque misurabile con uno strumento. Se il livello di uscita del centralino terrestre è invece misurabile ma insufficiente, si può agire sulle regolazioni di guadagno/attenuazione presenti, solitamente, sui singoli ingressi (banda III, VHF IV, VHF V, UHF, ecc.), allo scopo di riequalizzare e compensare eventuali squilibri a monte.Per una corretta regolazione bisogna collegare il misuratore di campo all’uscita del centralino, possibilmente a quella indicata come “TEST” perché già attenuata (-30 dB) per simulare i carichi eventualmente presenti sulla linea di discesa (partitori, divisori, prese, ecc.). Prima di effettuare queste regolazioni, però, consigliamo di verificare le condizioni dei cablaggi, delle antenne terrestri e il loro orientamento (vedi sezione “LNB, antenne terrestri e parabola satellitare”).

Ispezione e test switch DiSEqC

Anche gli eventuali switch DiSEqC di un impianto satellitare Dual Feed o Multi Feed, posizionati nel sottotetto oppure accanto alla parabola, devono essere ispezionati (cablaggi e connettori F) e testati con un misuratore di campo per escludere guasti che impediscono la commutazione degli LNB e quindi la ricezione dei segnali.

Basta collegare il misuratore di campo innanzitutto all’uscita (con comando DiSEqC attivo) e poi agli ingressi (LNB1, LNB2, ecc. – senza DiSEqC) verificando il livello e la qualità dei segnali. Se risultano insufficienti già in ingresso, bisogna verificare gli LNB e la parabola, mentre se l’uscita è assente o sensibilmente inferiore rispetto agli ingressi è necessario sostituire lo switch.

Centralino e multiswitch spettro

LNB, antenne terrestri e parabola satellitare

Quest’ultima sezione è dedicata alla verifica dei componenti di un impianto terrestre e satellitare come le antenne e le parabole che si trovano su tetti, facciate e balconi, ovvero luoghi potenzialmente pericolosi per la propria e l’altrui incolumità.

Prima di affrontare il lavoro è fondamentale verificare l’accessibilità, le condizioni operative e la presenza dei requisiti minimi di sicurezza. In presenza di qualsiasi criticità, consigliamo di affidare il lavoro a un antennista professionista.

Impianto DTT e SAT – Ispezione cablaggi

Anche in questo caso la prima ispezione visiva è rivolta ai cavi coassiali e ai connettori collegati alle uscite dell’LNB e delle antenne terrestri. La costante esposizione a pioggia, umidità, raggi UV e smog accelera il deterioramento e compromette le prestazioni elettriche sia dei cavi sia dei connettori.

Se la guaina esterna è screpolata e lascia intravedere la calza di schermatura, il cavo deve essere sostituito al più presto. Se i connettori, una volta rimossi dall’LNB o dal dipolo dell’antenna terrestre, presentano tracce di sporco o umidità, è consigliabile sostituirli con quelli a crimpare o compressione con doppio o-ring per una maggiore protezione da acqua e umidità.

Impianto DTT – Ispezione antenne

Le antenne terrestri più vecchie, realizzate in acciaio zincato, con il tempo tendono ad arrugginirsi riducendo le prestazioni elettriche e la resistenza meccanica al vento. Sul guscio del dipolo, realizzato con plastiche “normali”, si formano crepe che permettono ad acqua, umidità, sporcizia e insetti di compromettere il collegamento tra il cavo coassiale e il morsetto.

Se l’ispezione rileva la presenza di ossidazione e ruggine sui contatti del morsetto, è necessario ripulirlo, tagliare il cavo, spelarlo e ricollegarlo facendo sempre attenzione a separare il polo centrale dalla calza. Se i danni si estendono anche al resto dell’antenna (elementi, riflettore, morsetto a palo, ecc.) è necessario provvedere al più presto alla sua sostituzione.

Le antenne moderne, oltre a essere solitamente realizzate in alluminio con trattamento anticorrosivo e plastica rinforzata con fibra di vetro, sono dotate di prese F totalmente impermeabili al posto dei vecchi morsetti, filtri antidisturbo LTE 4G/5G e soluzioni “intelligenti” come il controllo automatico del guadagno che stabilizza il segnale in uscita a seconda delle condizioni operative e ambientali.

Impianto DTT – Misurazione segnali e orientamento antenne

Dopo il controllo visivo e l’eventuale ripristino dei collegamenti, si procede con la verifica dei segnali di ogni singola antenna (VHF, UHF banda IV, UHF banda V) utilizzando sempre un misuratore di campo e allentando, a turno, il morsetto che fissa ciascuna antenna al palo.

Rispetto alle antenne satellitari, il puntamento di quelle terrestri è molto più semplice e “grossolano” perché l’angolo di apertura orizzontale e verticale, corrispondenti all’azimut e all’elevazione delle parabole, è molto più ampio (dai 20 ai 40 gradi). Questo significa che, una volta puntata verso il ripetitore terrestre di riferimento, è possibile ruotarla verso destra e sinistra di 10-20 gradi senza notare grandi variazioni del livello del segnale sul misuratore di campo.

In sostanza, a meno di venti, piogge o grandinate particolarmente violenti, è improbabile che l’assenza di segnale sia dovuta allo spostamento dell’antenna ma piuttosto a un lento ma inesorabile processo di ossidazione delle connessioni. Dopo aver trovato il punto ottimale di ricezione, serrare il morsetto a palo, ricontrollare viti, bulloni, dadi e ricollegare il cavo coassiale. Se il nastro isolante o le fascette che fissano il cavo coassiale lungo il palo sono in cattive condizioni, sostituirle con nuovo nastro isolante.

Impianto SAT – Ispezione LNB

Anche il convertitore LNB della parabola satellitare subisce gli effetti della pioggia, dello smog e dei raggi UV che scoloriscono e indeboliscono il guscio plastico esterno. I casi più frequenti di malfunzionamento sono dovuti alla rottura del “tappo” che protegge il feedhorn, ovvero il condotto cilindrico all’interno del quale viene riflesso il segnale satellitare per essere captato dai circuiti elettronici. Pioggia, umidità e insetti possono così penetrare all’interno dell’LNB riducendo le prestazioni e danneggiarlo irreparabilmente.

LNB deteriorato

Impianto SAT – Misurazione segnali

Se l’ispezione visiva non mostra problemi evidenti, si procede a controllare il segnale satellitare collegando a una delle uscite dell’LNB il misuratore di campo. Ricordiamo che, a seconda dell’LNB utilizzato, il misuratore di campo potrebbe richiedere una configurazione dedicata (es.: user band SCR, frequenza O.L., ecc.).

In caso di LNB Quattro per impianti centralizzati dotati di multiswitch, collegare il misuratore a ogni uscita e selezionare una frequenza che corrisponde alla banda e alla polarità di riferimento (es.: 11,804 GHz V per l’uscita “VH” – banda alta e polarità verticale). Se, come è prevedibile, il segnale risulta scarso o assente, l’attenzione si sposta sulla parabola.

LNB antenne e parabola segnali

Impianto SAT – Ispezione parabola e puntamento

Mantenendo sempre collegato il misuratore di campo all’LNB e dopo una rapida ispezione dei componenti della parabola alla ricerca di rotture, punti di ruggine, dadi o bulloni allentati, si procede a un nuovo puntamento del satellite desiderato, per esempio gli Hotbird a 13° Est che ospitano i canali Sky e tivùsat.

Prima di tutto verificare se il valore di elevazione indicato dalla tacca sulla scala stampata del supporto parabola è lo stesso del satellite che si vuole puntare. Questo valore dipende dal satellite e dalla posizione geografica in cui ci si trova, si può facilmente calcolare con un’app oppure tramite il sito web dishpointer.com.

LNB antenne e parabola dishpointer

Tanto per fare un esempio, una parabola che punta i satelliti Hotbird deve avere un’inclinazione di 37,5° quando ci si trova a Milano, 41,6° a Roma e 46,5° a Catania. Se il valore riportato è sensibilmente differente, basta correggerlo allentando il relativo bullone e spingendo o tirando il disco parabolico. A questo punto bisogna bloccare l’elevazione e agire sul bullone che regola l’azimut, ovvero la rotazione destra-sinistra dell’antenna, fino a raggiungere la posizione di 13° Est (in pratica 13 gradi a sinistra rispetto al sud).

Se il palo che sostiene la parabola è perfettamente perpendicolare al suolo e l’LNB è funzionante, con una serie di micro-regolazioni combinate di elevazione e azimut si dovrebbe riuscire a ricevere uno dei segnali di Hotbird come la frequenza di 10,992 GHz V che ospita il canale Rai 1.

Qualora dopo molteplici tentativi non si riuscisse a ricevere alcun segnale, né da Hotbird né da altri satelliti, è molto probabile che la colpa del blackout sia da imputarsi all’LNB guasto. Se, invece, tutto funziona perfettamente, allora la parabola era probabilmente solo fuori puntamento per il vento o altre cause.

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