Tra i fenomeni più eclatanti degli anni 2010, le serie TV sono entrate nell’immaginario e nelle abitudini di consumo di milioni di utenti della TV e delle piattaforme di streaming, che hanno reso possibile e promosso un nuovo stile di fruizione, basato sulla disponibilità immediata di tutti gli episodi di una serie a partire dal momento del loro lancio, spesso in contemporanea mondiale, in edizione multilingue e sottotitolata.

Accolte con favore, in particolare dagli utenti degli smart TV, le serie hanno sostituito per moltissime persone la visione dei film e della fiction tradizionale, programmati nei canali della TV lineare, free o pay. Con l’effetto non secondario di incentivare gli abbonamenti mensili e gli acquisti “one shot” sulle principali piattaforme di streaming: da Netflix ad Amazon, da Chili a Infinity o Now TV.

La loro grande popolarità e la possibilità di indirizzare le scelte produttive sulla base di riscontri misurabili e del gradimento espresso da milioni di spettatori-utenti motivati e profilati, ha fatto nascere, per differenziazione, una pluralità di generi e sottogeneri rivolti a pubblici specifici di appassionati: spesso molto attivi sui social, i fan attendono con ansia l’uscita di ogni nuova stagione delle loro serie preferite. In tempi di coronavirus, con una grande massa di persone costrette a una ridotta mobilità e a prolungate sessioni sul divano di casa, la “fame” di serie è, se possibile, ancora più accentuata, un po’ per distrarsi, un po’, forse, per esorcizzare.

Vediamo quindi all'interno del genere “drama”, ovvero drammatico, che annovera titoli di primo piano e grande presa sul pubblico, quali sono le 12 serie che secondo noi meritano di essere scoperte o riscoperte. Precisando anche dove è possibile vederle oggi.

1. Breaking Bad

Anno di inizio: 2008
Stagioni: 5
Dove si può vedere: Chili, Microsoft Store, Netflix, Rakuten TV

Tra le migliori serie televisive di sempre e tra le più viste su Netflix, “Breaking Bad” ruota intorno alle vicissitudini di Walter White, un professore di chimica cinquantenne di Albuquerque, in Nuovo Messico, costretto dalla pesante situazione familiare (un figlio disabile e la moglie in attesa della secondogenita) a impiegarsi anche come addetto di un autolavaggio.

Angariato dal titolare e deriso da amici e familiari (in particolare il cognato Hank, agente della Dea, l’agenzia federale antidroga), Walter decide di alzare la testa quando gli viene diagnosticato un cancro ai polmoni: dall’incontro casuale con Jesse, un suo ex studente diventato spacciatore, gli viene l’idea di mettere a frutto le conoscenze in ambito chimico per mettere a punto una metanfetamina – droga fra le più subdole, che crea dipendenza, con effetti a lungo termine – in elevata purezza. Inizia così questa sua nuova carriera nell’ambito degli stupefacenti, che sembra un paradossale riscatto rispetto alla sua vita precedente, ordinaria e priva di soddisfazioni.

Girata in pellicola, formato 35 mm, “Breaking Bad”, ideata da Vince Gilligan, è costata per ognuno dei 62 episodi circa tre milioni di dollari. Per timore che fra i milioni di telespettatori potessero seguire le orme del protagonista della serie, la Dea chiese a Gilliam e al suo team di autori di non fornire indicazioni dettagliate sul procedimento per produrre la meth.

2. Chernobyl

Anno di inizio: 2019
Stagioni: 1
Dove si può vedere: Now TV, Sky Go

Il disastro di Chernobyl è puntualmente ricostruito, a oltre trent’anni dall’evento che ha sconvolto la vita del pianeta e assestato un duro colpo alla credibilità delle centrali nucleari, nei cinque episodi della miniserie angloamericana (Sky e HBO) scritta da Craig Mazin e diretta da Johan Renck. Basata sulle testimonianze dirette e indirette degli uomini e delle donne che si sacrificarono per contenere la portata della contaminazione, la narrazione si avvale anche dei racconti degli abitanti di Pryp’jat’, la cittadina dell’Ucraina sovietica adiacente alla centrale di Chernobyl dove si verificò il maggior numero di vittime da radiazioni a ridosso del catastrofico incidente del 26 aprile 1986.

Di grande presa e ben documentata dal punto di vista storico e scientifico, la docu-fiction ha vinto tre Emmy Awards e altri prestigiosi riconoscimenti. Tra i suoi meriti, quello di saper raccontare alle nuove generazioni, con un linguaggio rigoroso ma comprensibile, un evento che non deve essere dimenticato affinché la storia non si ripeta.

Una curiosità: per creare la colonna sonora originale della serie, la compositrice islandese Hildur Guðnadóttir si è recata alla centrale elettrica dismessa di Ignalina, in Lituania, location di gran parte delle riprese, per registrare i suoni ambientali, poi campionati e inseriti nella partitura.

3. Downtown Abbey

Anno di inizio: 2010
Stagioni: 6
Dove si può vedere: Prime Video

La serie anglo-americana in costume, ambientata in una località immaginaria dello Yorkshire tra il 1912, anno del naufragio del Titanic, e il 1926, segue le vicende di una famiglia aristocratica, i Crawley, e della sua servitù. Un parente nobile, erede di buona parte del patrimonio, è perito nella tragedia. Nell’asse ereditario subentra così il giovane Matthew, un cugino di terzo grado che esercita la professione di avvocato a Manchester. La prospettiva fa inorridire la contessa madre, poiché si tratta appunto di una persona che lavora, emancipata dai costumi degli aristocratici, abituati a vivere esclusivamente di rendita. A fare da contrappunto al canovaccio principale, ci sono le storie parallele dei numerosi domestici che vivono insieme alla famiglia Crawley. Tra i camei, quello di Shirley McLaine in due episodi della terza stagione. E il figlio di Matthew, il piccolo Lord George Crawley, è interpretato da due bambini diversi, tra loro gemelli.

L’autore e sceneggiatore Julian Fellowes ha dichiarato di essersi ispirato, per la costruzione della trama e la struttura del racconto, a serie TV americane come “E.R.” e “Thirtysomething”.

A distanza di qualche anno, nel 2019 è uscito il film “Downtown Abbey”, diretto da Michael Engler, che si configura come l’ideale sequel dei 52 episodi della serie.

È disponibile su Rakuten, Chili, Google Play, Apple iTunes e TimVision.

4. Gomorra – La serie

Anno di inizio: 2014
Stagioni: 4
Dove si può vedere: Now TV, Sky

Ispirata al best seller di Roberto Saviano, la serie Sky Original espande la narrazione dell’omonimo film di Matteo Garrone, ruotando attorno alle gesta criminali di (Don) Pietro Savastano e del suo influente clan familiare, basato a Secondigliano, quartiere della periferia nord di Napoli ad alto tasso camorristico. Il propellente del business è lo spaccio di droga, mentre il network è la capillare rete di alleanze intessuta dal boss con i cartelli e le mafie di mezzo mondo. Accanto a lui si staglia la figura del braccio destro Ciro Di Marzio, detto “L’immortale”, che ha anche il compito di svezzare il figlio di Pietro, Genny, erede designato dell’impero del male costruito dal padre. La trama si evolve quando si scatena la lotta con il clan rivale dei Conte, che portano all’arresto di Pietro e al provvisorio passaggio del testimone nelle mani di Imma, la moglie-complice del boss.

Ben accolta dal pubblico, la serie, che prende le mosse da puntuali indagini e fatti di cronaca, è fonte anche di ricorrenti polemiche sulla presunta “immagine negativa” affibbiata dalla fiction al territorio di Napoli e all’Italia intera. Nella realtà le gesta dei Savastano sono verosimilmente quelle compiute dai Di Lauro, uno dei più spietati clan della camorra partenopea.

5. House of Cards – Gli intrighi del potere

Anno di inizio: 2013
Stagioni: 6
Dove si può vedere: Chili, Microsoft Store, Rakuten TV

Ambientata ai giorni nostri a Washington D.C., la fortunata serie americana, prodotta per lo streaming sotto l’egida Netflix, tratta con cinico realismo di congiure di palazzo, manipolazioni e tradimenti perpetrati al solo scopo di conquistare il potere. Filo conduttore è la carriera dello spregiudicato Frank Underwood (Kevin Spacey), un parlamentare democratico eletto nel quinto distretto congressuale della Carolina del Sud che, dopo aver sponsorizzato la candidatura del nuovo presidente degli Stati Uniti, viene estromesso dalla carica di Segretario di Stato: in combutta con la moglie Claire (Robin Wright), scatena allora la propria vendetta personale nei confronti dei vertici del partito che lo ha scaricato.

Dopo cinque stagioni con il vento in poppa, la produzione ha deciso di licenziare l’attore protagonista – investito a sua volta dallo scandalo delle molestie sessuali nell’era del #MeToo – che infatti non compare più nella sesta e ultima stagione della serie, trasmessa nel 2018. La scelta di Netflix di rilasciare tutti insieme gli episodi di House of Cards ha inaugurato una nuova modalità di fruizione, che dà luogo tra l’altro al fenomeno del binge watching, ovvero il guardare uno dopo l’altro, senza riuscire a fermarsi, il maggior numero possibile di episodi di una serie appena lanciata.

6. La casa di carta

Anno di inizio: 2017
Stagioni: 4
Dove si può vedere: Netflix

Serie di culto spagnola (titolo originale “La casa del papel”) trasformata in successo mondiale dalla tempestiva acquisizione da parte di Netflix, è la serie più vista sulla piattaforma di streaming tra quelle non in lingua inglese. Narra l’impresa di una squadra di uomini e donne con precedenti penali, spinti da diverse motivazioni e guidati dal piano del misterioso Professore che li ha reclutati a compiere il colpo del secolo: barricarsi nella Zecca di Madrid, prenderne il controllo e dileguarsi con un favoloso bottino.

I membri della banda non conoscono i reciproci nomi, si chiamano tra loro con quelli di varie capitali (Tokyo, Lisbona, Berlino, Denver, Mosca, Nairobi…) e si coprono il volto durante le loro spettacolari azioni, inizialmente incruente, con una maschera ispirta a Salvador Dalí che ricorda da vicino quella di “V per Vendetta” e suscita una certa simpatia nell’opinione pubblica.

Ma quando un componente del gruppo viene arrestato, la banda è costretta a riunirsi per liberarlo, alzando inevitabilmente la posta. La lavorazione dei primi 15 episodi della “Casa di carta” ha richiesto otto mesi di riprese, mentre l’episodio pilota è stato girato ben 52 volte, fino a quando i personaggi sono stati perfettamente delineati e il primo capitolo della serie ha raggiunto la forma definita. La quarta stagione della serie è disponibile dal 3 aprile 2020.

7. Narcos

Anno di inizio: 2015
Stagioni: 3
Dove si può vedere: Netflix, RaiPlay

La serie statunitense-colombiana, di grande impatto, è la storia, tutt’altro che immaginaria, dell’esplosione dello spaccio di cocaina in Europa e negli Stati Uniti negli anni Ottanta del secolo scorso, a opera di narcotrafficanti di prima grandezza come Pablo Escobar (interpretato da Wagner Moura) e il cosiddetto “cartello di Medellin”. E naturalmente della straordinaria caccia all’uomo condotta, in particolare, dagli agenti della Dea.

La regia del brasiliano José Padilha, la forza della sceneggiatura, l’estremo realismo, la puntuale demistificazione del crimine, il brillante cast internazionale e la scelta di ambientazioni originali ne hanno fatto una serie di culto a livello mondiale. La scena dell’uccisione di Escobar è stata girata nello stesso edificio in cui è stato realmente ucciso il boss. Versione contestata da suo figlio Sebastian, secondo il quale si è suicidato per evitare la cattura, dopo essere rimasto  lungo al telefono allo scopo di farsi rintracciare dagli agenti.

Alle tre stagioni di “Narcos” sono seguite le due di “Narcos Messico”, in cui l’asse della narrazione si sposta a Guadalajara e il boss di riferimento è Felix Gallardo, stratega dell’unione dei vari narcotrafficanti sotto l’egida di un unico, grande impero globale.

8. Six feet under

Anno di inizio: 2001
Stagioni: 5
Dove si può vedere: Chili, Now TV, Sky

I “6 piedi” del titolo alludono alla profondità (1,83 metri) alla quale si interra abitualmente una bara negli Stati Uniti. E in effetti, la serie americana ruota intorno alle vicende dei Fischer, una famiglia di impresari funebri di origine ebrea. Ogni episodio inizia con un decesso, provocato dalle cause più svariate, quasi mai “naturali”. E la morte, indagata a livello personale, religioso o filosofico, è il tema dominante della serie, che pure si colloca nel genere drammatico, trattando anche temi di grande appeal come le (pericolose) relazioni familiari o le infedeltà seriali, oltre naturalmente al tran-tran quotidiano del business legato al caro estinto.

La trama, impossibile da riassumere, coinvolge tutti i componenti del nucleo ristretto: Nathaniel “Nate” Fischer Jr (interpretato da Peter Krause), costretto a subentrare al padre alla di lui dipartita, la madre Ruth e i fratelli Dave e Claire. Più un certo numero di parenti, amici e fidanzati.

Tra i motivi per andarsi a rivedere la serie, trasmessa in chiaro, in Italia, tra il 2004 e il 2008, anche il lancio, il mese scorso, dell’album di esordio di un artista che usa una maschera e uno pseudonimo decisamente macabro, GRAVEDGR. Titolo del suo disco, presente sulle piattaforme online, “Six feet under”. Quasi una colonna sonora postuma…

9. I Soprano

Anno di inizio: 1999
Stagioni: 6
Dove si può vedere: Chili, Now TV, Microsoft Store, Sky

A New York, la famiglia Soprano, di origine campana, vanta importanti contatti con le cosche mafiose italo-americane. Il boss Tony Soprano (interpretato da James Gandolfini), in crisi d’identità per problemi più legati al contesto familiare (in particolare il terribile rapporto con la madre Livia) che alla sua fiorente attività criminale, finisce sul lettino di una psicoanalista alla quale confida turbamenti e fragilità insospettabili in un personaggio come lui.

Considerata (e premiata) dalla critica fra le migliori di ogni tempo, la serie, debitrice verso molte gangster story del cinema anni ‘90, affronta di stagione in stagione, con realismo e crudezza di immagini, temi impegnativi come la violenza, il sesso, l’adulterio. Sullo sfondo le grane “lavorative” di Tony, come la caccia all’uomo ingaggiata dall’FBI, i boss in ascesa delle famiglie rivali e i tradimenti ad opera degli stessi membri della sua schiatta.

Proprio per dare ai personaggi il massimo della credibilità, David Chase il creatore della serie prodotta da HBO, mise sotto contratto alcuni dei migliori attori sulla piazza: nel cast delle prime stagioni figurano ben 27 interpreti di “Quei bravi ragazzi” di Martin Scorsese, tre di “C’era una volta in America” di Sergio Leone e due de “Il padrino” di Francis Ford Coppola.

10. Suburra

Anno di inizio: 2017
Stagioni: 2
Dove si può vedere: Netflix

Tratta, come il film omonimo di Stefano Sollima, dal romanzo di Bonini & De Cataldo, “Suburra” (realizzata in collaborazione con Rai Fiction e Cattleya) è stata la prima serie originale italiana a essere prodotta e distribuita dalla piattaforma Netflix. Ambientata nei giri della malavita romana, all’ombra della corruzione politica e del Vaticano, racconta le sanguinose lotte per accaparrarsi gli appalti relativi alla costruzione di un porto turistico sul litorale di Ostia.

Diretta nella prima stagione da Michele Placido, con attori del calibro di Alessandro Borghi (è Aureliano Adami, spregiudicato rampollo di una famiglia di proprietari terrieri), Claudia Gerini e Giacomo Ferrara, la serie ha tra le sue attrattive quella di utilizzare come set molti luoghi reali della Capitale, dal Rione Monti (chiamato anticamente Suburra) al lungomare Toscanelli, da Montecitorio a via della Conciliazione. La seconda stagione ha implicato l’utilizzo di 100 diverse location tra Roma e dintorni. Il set simbolo è quello dell’incompiuta Città dello Sport (di cui fa parte la famosa Vela di Calatrava), emblematica di come spesso vengano mal spesi i soldi pubblici in Italia e non solo.

La terza serie, attesa entro il 2020, sarà quella conclusiva. Il focus sarà l’ultimo scontro per la definitiva conquista di Roma.

11. The Handmaid’s Tale

Anno di inizio: 2017
Stagioni: 3
Dove si può vedere: TimVision

Nell’utopia rovesciata della serie americana basata sul romanzo “Il racconto dell’ancella”, di Margaret Atwood, nel futuro degli Stati Uniti si instaura un regime teocratico, misogino e totalitario che impone di rimediare al crollo della natalità, dovuto a malattie e inquinamento, schiavizzando a fini riproduttivi le poche donne fertili ancora in circolazione.

Nella società di Gilead (nome tratto da una regione dell’antica Palestina a est del fiume Giordano, più volte menzionata nella Bibbia) la popolazione femminile è così suddivisa in “Ancelle”, di proprietà dei capifamiglia più abbienti, “Mogli”, le legittime consorti non più in grado di generare figli, e “Marte”, che fungono da domestiche. A controllare il tutto ci sono gli “Occhi”, sorta di polizia segreta che individua e punisce i ribelli, soprattutto di sesso femminile (ma c’è per fortuna anche qualche eccezione al maschile). Prendendo spunto dalle tematiche trattate, la serie è stata spesso invocata da attivisti a favore dei diritti civili delle donne, anche se la produzione ha preso le distanze da interpretazioni radicalmente femministe.

Lodata dalla critica e premiata dagli Emmy Awards e dai Golden Globes, la serie prodotta da Hulu proseguirà nell’autunno 2020 con una quarta stagione.

12. The New Pope

Anno di inizio: 2020
Stagioni: 2
Dove si può vedere: Sky, Now TV

Ideata e diretta dal nostro Paolo Sorrentino, la serie Sky Original (distribuita anche in Inghilterra, Irlanda, Francia e Stati Uniti) è il sequel di “The Young Pope” e mette il campo un secondo pontefice per rimpiazzare Pio XIII, alias Lenny Belardo (Jude Law), in preda al coma. Giovanni Paolo III, interpretato da John Malkovich, è un Papa fragile: spalleggiato dal machiavellico cardinal Voiello (Silvio Orlando), che lo ho di fatto insediato sul soglio di Pietro, non regge però il confronto con il suo più affascinante e carismatico predecessore, sospeso tra la vita e la morte e idolatrato come un santo dai numerosi fedeli che ne auspicano il ritorno.

Una “resa dei conti” fra i due Papi è percepita come ineluttabile dai protagonisti della serie, meno estetizzante e meglio strutturata della precedente. Qualunque riferimento a parti rovesciate a Papa Bergoglio e a Ratzinger è puramente improprio, viste anche le incomparabili personalità dei personaggi della fiction. Il rapporto tra Bergoglio e Ratzinger, prima della grande rinuncia di quest’ultimo a favore del primo è invece molto ben descritto nel film “I due Papi”, interpretato da due mostri sacri come Anthony Hopkins e Jonathan Pryce e disponibile su Netflix.

Le riprese di “The New Pope” sono durate 22 settimane e hanno coinvolto 103 attori e 9mila comparse di 65 nazionalità diverse. Oltre che a Roma (Cinecittà per la ricostruzione degli ambienti vaticani), le riprese sono state effettuate in Abruzzo, sulle sponde del Piave e a Cortina d’Ampezzo.

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