SES sperimenta la trasmissione Sat con VVC, il successore dell’HEVC

SES VVC

Il nuovo digitale terrestre DVB-T2 che arriverà tra due anni sfrutterà la tecnologia di compressione video HEVC, acronimo di High Effency Video Coding. Ma già sta sperimentando il funzionamento del suo successore, il più efficiente VVC (Versatile Video Coding).

In questo senso, SES assieme ad alcuni partner del settore, tra cui ATEME, VideoLabs e IETR, ha voluto fare un test per valutare le trasmissione satellitare utilizzando il codec VVC. La trasmissione di prova è stata lanciata sulla posizione orbitale di SES a 28,2 gradi Est, trasmettendo un flusso video UHD (4K) codificato appunto in VVC.

Durante tale prova, una sorgente UHD TV è stata codificata con VVC e incapsulata in MPEG-TS utilizzando la piattaforma di elaborazione video TITAN Live di ATEME. I flussi sono stati poi modulati utilizzando DVB-S2 e trasmessi da SES su un transponder Astra 2E, coprendo tutta l'Europa. Sul lato della ricezione, il segnale, demodulato da un gateway DVB a IP, è stato inoltrato via IP a un lettore VLC che ha visualizzato il video utilizzando il decoder OpenVVC in tempo reale sviluppato da IETR.

"Da un punto di vista commercialeha affermato Thomas Wrede, Vice President, New Technology & Standards della divisione SES Video di SES l'utilizzo di VVC per la televisione 8K permetterebbe agli operatori satellitari di inserire due programmi 8K in un unico transponder convenzionale (33 MHz). Per la televisione UHD, VVC promette di ridurre la larghezza di banda o di migliorare significativamente la qualità dell'immagine utilizzando la stessa quantità di larghezza di banda dell'HEVC di oggi. VVC ha anche il potenziale per essere utilizzato per la codifica video scalabile o la codifica tiled per consentire la trasmissione di contenuti VR o AR via satellite. In definitiva, i termini di licenza di VVC possono finire per essere più favorevoli di quelli di HEVC".

Questo però non significa che ci sarà un'accelerazione verso la trasmissione satellitare UHD, perché "tutti gli STB e i televisori a schermo piatto dei mercati satellitari UHD esistenti sono dotati di decodificatori HEVC. Questi dispositivi tradizionali non sono in grado di decodificare i contenuti codificati in VVC. La trasmissione UHD non sarà accelerata fino a quando non ci sarà una maggiore disponibilità degli abbonati a pagare per i rispettivi contenuti di alta qualità".

Ricordiamo che quando la trasmissione digitale è iniziata nel 1995, i segnali video SD sono stati codificati utilizzando il codec MPEG-2, sviluppato dal gruppo internazionale Moving Pictures Expert Group (MPEG), che è stato costituito nel gennaio 1988 da Leonardo Chiariglione e Hiroshi Yasuda.

Dalla presentazione dell'MPEG-2, circa ogni 10 anni il settore ha visto la creazione di codec più efficienti in termini di larghezza di banda (l'aumento è di circa il 50%). Un esempio è l'AVC (Advanced Video Coding), noto anche come H.264, che è stato il principale abilitatore commerciale dell'HD. Il suo successore è l'HEVC (High Efficient Video Coding) che ha fornito la capacità necessaria a trasmettere servizi video 4K via satellite.

Il prossimo passo sarà quindi VVC, che nasce per rendere ancora più efficiente la trasmissione, abilitando anche l'8K. Tuttavia, al momento altri nuovi codec sono sviluppati in parallelo con VVC e potranno essere utilizzati nel contesto dei futuri servizi di streaming e 5G broadcast, riducendo il fabbisogno di banda. Ne sentiremo parlare presto.

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