Sky: meno frequenze e stop ai canali SD. E poi addio anche al satellite?

Sky parabole

Un comunicato interno di Sky, inviato alla rete Retail & Service e ai fornitori, anticipava già dallo scorso autunno alcune delle novità che riguardano il bouquet satellitare diffuso sui satelliti Hotbird 13° Est.

Si tratta di una ristrutturazione delle frequenze e degli standard di trasmissione che impatteranno sulla ricezione dei canali sia a livello individuale sia, soprattutto, negli impianti centralizzati condominiali più vecchi che utilizzano moduli IF-IF e transmodulatori di vecchia generazione, di tipo analogico a filtri.

In pratica, Sky ha deciso (finalmente) di abbandonare i vecchi standard MPEG-2 DVB-S e passare ai più recenti MPEG-4 DVB-S2 per buona parte dei transponder occupati su Hotbird 13° Est. Se escludiamo le frequenze condivise con tivùsat e Mediaset, che ospitano diversi canali in chiaro e codificati in simulcrypt (Nagravision di tivùsat e Videoguard di Sky), i transponder che saranno progressivamente convertiti in DVB-S2 MPEG-4 dovrebbero essere 10 (tp 57, 63, 66, 67, 68, 95, 96, 98, 100 e 101) a cui si aggiunge l’undicesimo a sua disposizione (tp 77 – 12,245 GHz H) che, però, attualmente non viene utilizzato.

I rimanenti 2 transponder di Sky (tp 58 – 11,881 GHz V e 62 – 11,958 GHz V), che al momento ospitano una decina di canali in formato SD tra cui Nat Geo, Sky Sport, History +1, Sky Uno +1, Sky Sport 24 e Sky Sport Uno/Arena/Serie A, rimarranno in DVB-S MPEG-2, almeno ancora per qualche mese per consentire di “traghettare” gli abbonati dal vecchio al nuovo standard contenendo al minimo i disagi.

Nonostante siano ormai già disponibili decoder DVB-S2 HEVC come gli Sky Q Platinum e Black, Sky ha preferito fermarsi allo step intermedio, cioè all’MPEG-4, per non complicare ulteriormente il lavoro dei tecnici che dovranno adeguare gli impianti centralizzati di condomini, hotel e altre strutture comunitarie.

Il passaggio al DVB-S2 MPEG-4 metterà infatti fuori gioco tutti quei dispositivi di vecchia generazione che supportavano solo il DVB-S e l’MPEG-2. In pratica, smetteranno di funzionare i decoder Sky “non HD” (Skybox e MySky), che verranno sostituiti con i MySky HD/Sky Q Black, ma soprattutto le vecchie centraline condominiali analogiche a filtri SMATV IF-IF e i transmodulatori.

Sky Q Black
Gli abbonati in possesso di un vecchio decoder Sky con tuner DVB-S MPEG-2 stanno ricevendo il nuovo Sky Q Black (MySky HD) necessario per ricevere non solo i canali HD ma anche quelli SD convertiti in DVB-S2 MPEG-4

Le prime dovranno essere rese tecnicamente compatibili con il DVB-S2 a spese del condominio, attraverso la sostituzione di filtri e moduli con nuovi esemplari con bande tipiche di 46 MHz o comunque non inferiori a 36 MHz. I transmodulatori saranno riconfigurati per via del cambio dei parametri di trasmissione (SR 29900 e FEC 3/4 come gli altri S2 di Sky) ma i modelli più vecchi operanti solo in DVB-S MPEG-2 dovranno obbligatoriamente essere sostituiti con quelli di nuova generazione DVB-S2 MPEG-4.

In alternativa, Sky e i suoi partner (Auriga, Emme Esse, Fracarro e altri) consigliano di approfittare dell’occasione per aggiornare l’impianto di ricezione e distribuzione adottando sistemi e tecnologie di nuova generazione come il dCSS, integrato in LNB e multiswitch con la possibilità di operare sia in modalità dinamica (per un massimo di 16 user band per ciascuna uscita ed altrettanti decoder) sia in modalità statica (passiva).

Quest’ultima è particolarmente interessante in caso di upgrade di vecchi impianti analogici IF-IF perché consente di distribuire, a un numero illimitato di decoder e su un singolo cavo coassiale, fino a 30-32 transponder. In sostanza, la modalità statica trasforma gli LNB e i multiswitch in vere e proprie centrali IF-IF a elevata versatilità, riprogrammabili in qualsiasi momento e spesso anche da remoto.

Sky DVB-S2 Multiswitch DCSS
Con il passaggio al DVB-S2 MPEG-4, i centralini IF-IF e i transmodulatori di nuova generazione, i multiswitch e gli LNB dCSS in modalità statica potrebbero presto “guadagnare” qualche transponder per distribuire altri canali free o pay

Una possibile alternativa al rifacimento dell’impianto è l’utilizzo dei decoder Sky Q Fibra che non ricevono i canali via satellite ma con una connessione internet in fibra.

Capacità raddoppiata, qualità video immutata

Sono diversi i motivi che hanno spinto Sky ad abbandonare i vecchi standard DVB-S e MPEG-2, adottati fin dagli anni ’90 agli albori della TV satellitare digitale. Quello più ovvio è il risparmio di banda che l’accoppiata DVB-S2 MPEG-4 garantisce a parità di qualità di immagini e suoni. Se un singolo transponder satellitare di Sky con larghezza di banda di 36 MHz ospita tipicamente dagli 8 ai 12 canali a definizione standard in formato DVB-S MPEG-2, il passaggio all’S2 e all’MPEG-4 permette di incrementare sensibilmente la capacità (+60-70%) a parità di qualità audio/video e servizi offerti (mosaici, contenuti interattivi, ecc.).

All’atto pratico, un transponder DVB-S2 MPEG-4 può quindi accogliere lo stesso numero di canali di due-tre transponder DVB-S MPEG-2. In questo caso Sky potrebbe mantenere gli stessi canali attuali (al netto di eventuali dipartite come accaduto di recente con Disney Channel, NickTeen, MTV Rock, MTV Hits e altri) e occupare un minimo di 3-4 transponder al posto dei precedenti 10.

In realtà, secondo le ultime comunicazione interne di Sky di cui siamo a conoscenza, non dovrebbe esserci nessun taglio di transponder oltre al numero 8 (11,355 GHz V) già spento da qualche settimana, probabilmente per via di accordi pregressi con Eutelsat. In tal caso i canali esistenti avranno maggiore spazio a disposizione che si tradurrà in una minore compressione e in una migliore qualità video (in pratica meno squadrettamenti con le scene in rapido movimento).

In futuro, quando Sky sarà in grado di razionalizzare gli spazi a sua disposizione su Hotbird, i transponder “risparmiati” (fino a un massimo di 6-7) permetteranno di aggiungere nuovi canali negli impianti basati su centrali IF-IF di nuova generazione, transmodulatori, LNB e multiswitch con tecnologia dCSS in modalità statica.

Se oggi è difficile accontentare tutti i condomini o gli ospiti di un hotel perché i transponder a disposizione bastano solo per Sky e tivùsat, in futuro sarà possibile inserire anche quelle emittenti televisive in chiaro o criptate, italiane e straniere, che oggi rimangono purtroppo escluse per mancanza di banda. 

Ulteriori risparmi dal taglio dei canali duplicati

Molti canali del bouquet Sky diffusi in Standard Definition sono le copie perfette (“downscalate” da 1.080i a 576i/p) di quelli trasmessi anche in HD. Ci riferiamo, per esempio, a Sky Uno, Sky Sport 24, Sky Sport Uno, Sky Sport Arena, Sky Sport Serie A, Fox News, Nat Geo Wild, Sky Cinema Uno/Due/Family/ecc. Tenuto conto che i nuovi decoder e centralini indispensabili per il passaggio al DVB-S2 MPEG-4 sono già pienamente compatibili con l’HD, ha poco senso continuare a trasmettere lo stesso canale 2 volte sprecando il 30% di banda.

L’operazione di downscaling dall’HD all’SD e il blocco dell’uscita HDMI ai formati video 480p/576i potrebbero essere effettuati direttamente a bordo del decoder per quegli abbonati che non sono interessati a pagare un’extra per l’HD e si accontentano dell’SD. Sky potrebbe anche decidere di abolire l’opzione HD a pagamento e di regalare l’alta definizione a tutti i suoi clienti, anche per quei canali che al momento sono visibili esclusivamente in SD (come MTV Music e Nickelodeon). I mancati introiti potrebbero essere compensati dai risparmi dei canoni di affitto dei transponder non più necessari.

Sky DVB-S2 Canali SD
Una fetta consistente degli oltre 130 canali del bouquet Sky diffusi in SD sono visibili anche in HD e comportano uno spreco di banda non trascurabile. A questi si aggiungono 21 canali Timeshifted (+1, +2 o +24 ore) di cui si può ormai fare tranquillamente a meno

Altre due opzioni sul tavolo sono quelle di mantenere alcune frequenze e spalmare i canali HD su un numero maggiore di transponder, così da incrementare il bitrate e migliorare la qualità audio/video (Super HD), oppure di lanciare nuovi canali ma in Ultra HD 4K come Sky Sport Uno 4K, Sky Cinema UHD e così via. Ormai il 95% dei televisori  di nuova generazione è disponibile solo in formato 4K e gli utenti (soprattutto quelli paganti) chiedono a gran voce non solo contenuti in Ultra HD (come la F.1 e le partite di cartello della Serie A già offerte da Sky) ma anche canali “full-time” di cinema, serie TV e documentari.

Servono ancora le versioni “timeshifted”?

Altro elemento che, secondo noi, rappresenta una criticità del bouquet Sky sono i canali “timeshifted”, cioè quelli che ripropongono lo stesso palinsesto della versione “normale” (live) con un ritardo di 1, 2 o 24 ore. La presenza di questi canali poteva essere giustificata (e apprezzata) in passato, quando gli Skybox erano sprovvisti del PVR e i servizi on demand erano fantascienza.

Oggigiorno, grazie ai box tuttofare Sky Q e ai servizi Sky On Demand e Restart che permettono di vedere e rivedere la maggior parte di canali e dei contenuti quando e dove si vuole, i canali timeshifted sono ormai anacronistici e potrebbero essere tranquillamente cancellati per ridurre ulteriormente l’occupazione dei transponder.

Secondo i nostri calcoli, i canali timeshifted in formato SD sono ben 18 (Sky Uno +1, Fox +1, Fox Crime +1/+2, Discovery Channel +1, Cartoon Network +1, Boomerang +1, Nickelodeon +1, Comedy Central +1, Nat Geo +1 e altri) mentre quelli HD solo 3 (Sky Uno +1, Sky Atlantic +1 e Premium Cinema +24). Un bel gruzzoletto che, da solo, richiede almeno 1-2 transponder anche dopo il passaggio “salvaspazio” al DVB-S2/MPEG-4.

Servizio ibrido fibra+satellite. Poi addio a Hotbird?

Le nuove strategie di diversificazione da parte di Sky potrebbero anche preludere a scenari rivoluzionari ma non per questo irrealistici. Grazie all’accordo con Open Fiber, Sky è diventato a tutti gli effetti un operatore di rete fissa, fornendo servizi di connettività al pari di TIM, Vodafone, Wind 3 e puntando tutto sulla convergenza.

Con un solo abbonamento, l’utente può navigare su internet da casa, telefonare e guardare i canali televisivi via satellite e in streaming. Grazie alla banda ultralarga, una parte del bouquet attualmente sul satellite, per esempio i canali SD o timeshifted, potrebbe trasferirsi sulla fibra per poi scomparire nel giro di 6-12 mesi. La ricezione ibrida fibra+satellite è già supportata a livello hardware dagli Sky Q, veri e propri gateway multimediali più che semplici decoder.

Quando le reti in fibra avranno raggiunto una copertura e velocità adeguata (indicativamente non prima del 2030 per il 100% delle abitazioni con almeno 1 Gbps), non è escluso che Sky possa spegnere gran parte delle frequenze satellitari, lasciando su Hotbird solo i canali “premium” e quelli in 4K (su un massimo di 2-3 transponder grazie all’HEVC) a disposizione di quegli utenti che vivono in zone irraggiungibili dalla fibra, in pratica le aree rurali con pochissimi abitanti e i rifugi montani, ma perfettamente coperte dai satelliti grazie alla loro capacità di irradiazione “a pioggia” sul 100% del territorio.

Se, però, consideriamo che per lo streaming video si prevedono a breve tassi di crescita a tripla cifra (non a caso viene definito “la terza rivoluzione di internet”), al momento lo scenario più probabile è quello di un servizio ibrido fibra+satellite, totalmente modulabile a seconda delle tendenze del mercato e delle richieste degli utenti della pay-TV.

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