Streaming: diversi provider internet stanno limitando il traffico video

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Diversi fornitori di servizi internet stanno riducendo in modo selettivo la velocità del traffico riservato ai siti più popolari di streaming video.

Questo è quanto emerge da uno studio condotto dalla Northeastern University e dalla University of Massachusetts Amherst, che ha portato a individuare una limitazione della banda per la maggior parte dei servizi di streaming. Tuttavia, nonostante la riduzione di banda abbia come conseguenza la riduzione della risoluzione video, sono più spesso le impostazioni predefinite nelle applicazioni di streaming video la principale ragione di una bassa risoluzione.

Velocità differenziate nello streaming

I ricercatori hanno individuato che i fornitori di rete stanno implementando una serie di politiche di differenziazione che utilizzano diversi limiti di velocità (come per esempio, 1,5 Mbps e 4 Mbps) per differenti applicazioni. Va però precisato che tra dei 144 service provider internet esaminati nello studio, la riduzione di banda era evidente solo in 30 di essi.

Per esempio, è stato rilevato che Deutsche Telekom sta limitando YouTube e Amazon Prime a una velocità di 1,5 Mbps, mentre sulle reti britanniche Giffgaff e O2 YouTube e Netflix sono stati ridimensionati a 1 e 1,5 Mbps.

Negli Stati Uniti, è stato scoperto che T-Mobile stava ritardando Netflix, per cui i primi secondi di trasferimento erano a una velocità di 20 Mbps, ma poi il trasferimento veniva ridotto a 1,5 Mbps.

La maggior parte delle restrizioni sono imposte sulle reti cellulari, mentre non sono molto diffuse sulle reti Wi-Fi.

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