TV regionali, migreranno sul satellite dopo lo switch-off del 2022?

Telecomando TV canali regionali

"Quando ci sarà il nuovo passaggio del digitale terrestre nel 2022, le TV regionali passeranno al satellite o rimarranno sul DTT?" Prendiamo spunto da questa domanda di Antonio per affrontare un argomento molto sentito dai nostri lettori.

Lo scorso ottobre, il Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) ha pubblicato il nuovo PNAF (Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze). Questo riorganizza i mux a disposizione delle TV nazionali e locali in seguito alla cessione dell’intervallo 694-790 MHz al 5G.

La nuova suddivisione dei mux nazionali

La rideterminazione, visibile integralmente sul sito del Mise, è solo preliminare e potrà quindi subire modifiche successive. Dei 12 mux nazionali definiti dal Mise, 7,5 andranno equamente suddivisi tra Rai (2,5 mux), Mediaset (Elettronica Industriale – 2,5 mux) e Persidera (TIMB/ReteA – 2,5 mux). Un mux sarà assegnato a DFREE (Prima TV) e LA3 (Elettronica Industriale). E 1,5 (mezzo mux per ciascuno) a Cairo Due (Cairo Network), Retecapri (Premiata Ditta Borghini e Stocchetti) ed Europa 7 (Europa Way).

Il nuovo Piano, come riportato nel documento Agcom, prevede anche una rete locale di 1° livello in banda UHF con copertura non inferiore al 90% in ciascuna area tecnica (a eccezione dell’area tecnica 3 – Lombardia e Piemonte orientale – in cui sono pianificate 2 reti locali di 1° livello e delle sub-aree tecniche 4a e 4b – Trento e Bolzano – in cui sono pianificate ulteriori 3 reti locali di 1° livello), una o più reti locali di 2° livello in banda UHF, in ciascuna area tecnica e senza vincolo di copertura nel bacino di riferimento.

Al di fuori dell’area tecnica 3 che dispone di 2 mux di primo livello e due di secondo livello (ma limitati ad alcune province), sono numerose le aree dove la situazione si fa molto complicata. Le cause sono l’indisponibilità di risorse radioelettriche e l’eccessiva frammentazione su scala provinciale di quelle disponibili.

Si prospetta un'importante riduzione delle TV regionali

Tenuto conto che questa situazione è in costante evoluzione, che i mux nazionali (sicuramente il mux1 della Rai) dovranno ospitare alcune TV locali e che l’emittenza locale potrà continuare a operare sulle nuove reti solo come fornitore di media audiovisivi (FSMA), è molto probabile che l’offerta televisiva locale e regionale subirà un taglio consistente.

Spariranno quasi certamente qui canali che attualmente dedicano la quasi totalità del proprio palinsesto alle televendite. Molti altri verranno accorpati mentre quelli che rappresentano un valore locale/regionale irrinunciabile continueranno a trasmettere.

Per consentire alle TV locali e regionali che non troveranno spazio sul nuovo DTT di proseguire la propria attività, Eutelsat ha studiato nuove soluzioni e incentivi. Questi vanno ad aggiungersi alle iniziative già messe in campo da anni per consentire la visione in tutta Europa su Hotbird e altri satelliti della flotta.

Le TV regionali e locali che sceglieranno Hotbird potranno anche beneficiare dell’inserimento nella EPG e nella numerazione di tivùsat. Ma rimarranno sempre visibili in chiaro e quindi senza l’obbligo di decoder, CAM e smart card.

In questo senso ricordiamo che dal 18 dicembre prossimo anche i TG regionali Rai andranno sul satellite. Potranno essere visti su tivùsat.

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