Test: Decoder HyperBox Triplo E2

Alcuni produttori si giocano le proprie carte nel difficile mercato dei ricevitori digitali puntando sull’innovazione tecnologica o sulla dotazione hardware, altri invece sfruttano tutto il know-how dei ricevitori Linux-based, gli anni di esperienza e le conoscenze condivise allo scopo di soddisfare la maggior parte dei consumatori.

 

Accade un po’ in tutti i campi, non solo in quelli tecnologici: una squadra costruita per vincere con esborsi economici importanti viene surclassata dall’ultima della classe: uno smartphone di marca rimane ad abbellire gli scaffali mentre un modello meno performante si vende alla grande. E si potrebbe proseguire con molti altri esempi. Il successo di un prodotto è decretato dalla sua rispondenza alle esigenze e ai desideri del pubblico, aspetti questi che restano sconosciuti sino al momento dell’effettiva commercializzazione. Il ricevitore HyperBox aderisce perfettamente a questa linea, proponendo scelte progettuali intelligenti non basate sul sensazionalismo bensì sulla flessibilità d’uso a tutto campo operata da chiunque, smanettoni inclusi: il tutto a costi assai contenuti.
La standardizzazione volta al contenimento dei prezzi non risparmia nulla ed è quindi del tutto plausibile che quasi tutti i ricevitori di una stessa fascia, almeno tra gli Enigma-based, presentino la stessa dotazione, o meglio la stessa “assenza” di dotazione. Una volta aperto l’imballo, insieme all’apparecchio avvolto in un foglio di plastica, troviamo uno schematico opuscolo di prima installazione, il telecomando con le relative pile e un cavo HDMI. Se di primo acchito si può rimanere delusi dalla mancanza di qualche gadget aggiuntivo per arricchire la dotazione, è sufficiente far mente locale alle caratteristiche dell’hardware e al prezzo di vendita per considerare il rapporto prezzo/dotazione “miracoloso”, anche senza extra. Davvero non ci si può attendere di più da un prodotto che al contenimento del prezzo deve buona parte del suo successo.

Software
Dotato di un microprocessore utilizzato anche sui tablet, ARM Cortex A9 pilotato alla velocita di 800MHz, con 2 tuner DVB-S2, un tuner DVB-T, una connessione Ethernet del tipo 10/100 e la connessione wireless integrata il ricevitore HyperBox è la soluzione ideale per “agganciare” tanto i segnali satellitari quanto quelli terrestri: poco importa se il tuner per il digitale terrestre non è in standard DVB-T2, standard che a conti fatti sembra ancora lontano dall’affermarsi da noi (pochissime le emittente che lo adottano, Europa2 e qualche mux RAI esclusivamente per test).
Il ricevitore è distribuito con un’immagine OpenPLI, ma sono disponibili svariate altre immagini, compresi alcuni comodissimi file  di backup: ricordiamo che alcune immagini permettono di eseguire un backup completo, plugin e impostazioni comprese e il file ottenuto può essere caricato con le stesse modalità di una qualsiasi immagine, con il vantaggio che verranno caricati anche tutti i contenuti aggiuntivi. E’ evidente che non tutte le impostazioni contenute nel file di backup saranno rispondenti  alle nostre esigenze, ma è sufficiente utilizzare il wizard di installazione che guida nelle impostazioni più importanti, per apprezzare le prestazioni del ricevitore in pochi passi. L’immagine PKTeam caricata è un tantino datata, ma le prestazioni fornite restano di ottimo livello. L’immagine è basata sulla piattaforma Open-PLI, esteticamente piacevole, camaleontica grazie agli svariati skin precaricati e non ha nulla da invidiare a quelle più recenti. La disposizione dei menu segue i canoni classici delle immagini Enigma-based e la disposizione delle varie voci è logica, facilmente intuibile anche da utenti meno avvezzi alla quantità delle funzioni. Come anticipato, quando si carica un backup, è molto probabile che le impostazioni presenti non siano rispondenti a quelle desiderate, quindi è consigliabile, quando non necessario, verificare i parametri di antenna e le impostazioni relative alla rete locale e alle impostazioni audio/video.

Expert user
Mentre nelle ultime immagini sembra trapelare la volontà dei Gruppi di sviluppo di annegare nelle normali voci di menu le funzioni più estreme e difficili da usare, l’immagine del PKTeam, in virtù della sua data di rilascio, mantiene invece la filosofia del BluePanel, con un menu che raggruppa tutte queste funzioni. Questa soluzione aveva un suo perché e ora dopo averla provata ancora una volta confermiamo il nostro apprezzamento, in particolare perché il pannello a cura del PKTeam è uno dei più belli e funzionali visti finora. I vari menu e le relative voci dei sottomenu sono rappresentate graficamente da icone molto chiare e leggibili ed è impressionante la varietà di funzioni e di parametrizzazioni presenti. Anche senza fornire un elenco completo di tutte le voci di menu presenti è però interessante elencare almeno quelle principali: Disco, Sistema, MultiMedia, Plugin, Impostazioni, Network, Actualisations, Information, Skin Setup, Mount Center, Install Manager ed EMU manager. Un ottimo strumento che permette di personalizzare al massimo il ricevitore per far fronte alle più diversificate esigenze.

Utilizzo sul campo
Un ricevitore Enigma–based viene sfruttato al pieno delle sue possibilità se collegato alla rete locale, quindi a Internet, potendo registrare i contenuti ricevuti su device di rete o direttamente collegati ad esso. Proprio alla luce di queste necessità, senza le quali l’apparecchio rischierebbe di essere sottoutilizzato, prima di procedere al vero e proprio test di valutazione sul campo abbiamo collegato HyperBox in rete e installato alcuni plugin tra i più utilizzati, pur se molti sono quelli preinstallati.  Abbiamo altresì effettuato il mount delle unità di rete condivise e il collegamento di una unità disco in standard USB non potendo il ricevitore HyperBox consentire il montaggio di un HDD interno. Il risultato di un utilizzo intensivo ha fornito le risposte attese: buona la velocità nel cambio canale anche nel passaggio da DVB-S2 a DVB-T o da canali in chiaro e codificati, come pure la stabilità del sistema anche durante operazioni particolarmente stressanti quali registrazioni multiple. Non abbiamo avuto alcun problema funzionale, tranne un paio di blocchi di sistema riconducibili all’installazione di un plugin non compatibile: nonostante siamo soliti mettere in guardia i nostri lettori sull’importanza della verifica di compatibilità dei componenti aggiuntivi, siamo caduti noi stessi nell’errore, segno evidente dell’attenzione da riservare sempre a queste operazioni. HyperBox è la  prova che non sempre la qualità e la funzionalità di un prodotto sono direttamente proporzionali al suo prezzo, specialmente in questo periodo in cui tutto lo know-how sui ricevitori Enigma è sfruttato dai produttori non  per evolvere il prodotti ma per risparmiare.

PER INFORMAZIONI
Cesarex
www.cesarex.com

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