Criscitiello, direttore di Sportitalia: usciamo da Sky e quadruplichiamo l’offerta sul DTT

Michele Criscitiello Sportitalia

L’annuncio è solo apparentemente settoriale e riguarda una platea potenzialmente più vasta di quella degli appassionati di calcio. Dall'1 luglio 2019, Sportitalia, “la TV dello sport” a forte connotazione calcistica, si fa letteralmente in quattro. Chi si sintonizza sul canale 60 del DTT può infatti accedere a quattro nuovi canali tematici Sportitalia HD, SI Solo Calcio, SI Motori e SI Live24.

La nuova offerta si chiama SI Smart e prevede la scelta libera e gratuita dell’utente. «Il primo canale è la replica in alta definizione del canale di riferimento in SD, che resta fisso sul canale 60, visibile a tutti ai telespettatori indipendentemente dal tipo di tecnologia cui hanno accesso», ci spiega Michele Criscitiello, giornalista sportivo e imprenditore nella sala di comando del quartier generale di Sportitalia, alla periferia est di Milano, nella stessa area in cui opera anche MTV Italia e dove quest’anno registrava il suo programma Alessandro Cattelan di Sky. «Degli altri tre canali, due sono verticali su calcio e motori, le grandi passioni del nostro target, l’altro è un canale sportivo all news, 24 ore su 24. Un progetto che era già nato nell’era Bogarelli (conclusasi nel 2013, ndr), poi abbandonato per problemi di costi, ora nuovamente possibile grazie alla gestione intelligente della banda attraverso l’HbbTV».

Nuovi canali Sportitalia

Perché ora e come nasce quest’accelerazione dei vostri piani di sviluppo?
«Si tratta di cogliere tempestivamente un’opportunità. Il primo luglio usciamo ufficialmente dal canale satellitare 225 di Sky, che porta solo il 5% dei contatti di Sportitalia, e con la formula Si Smart puntiamo tutto sul Digitale terrestre, dove facciamo già ottimi ascolti e che costituisce il 95% del nostro mercato. Anche perché, a ben vedere, nel segmento del DTT le TV sportive praticamente non esistono: al canale 57 c’è Rai Sport con replica sul 58,  Gazzetta TV che occupava il 59 ha cessato le trasmissioni, al 60 ci siamo noi e poi fino al 64 con Supertennis non c’è nulla. In questo contesto, con i risparmi ottenuti con l’uscita da Sky, abbiamo la chanche di offrire al nostro pubblico un’offerta molto più vasta, che guarda al futuro».

Il futuro corre sulle smart TV?
«Per noi è già parte del presente. Per una serie di ragioni la svolta è paragonabile a quella impressa dal Digitale terrestre dieci anni fa. Attualmente ci sono 4,5 milioni di italiani che posseggono una smart TV e l’arrivo in Italia di Netflix e di Dazn (solo in parte per quanto riguarda il nostro mercato) hanno portato l’utente a ragionare meglio, collegando il proprio apparecchio, dotato di sistema HbbTV, a Internet. Noi oggi presidiamo già questa tecnologia e le stime fatte insieme al nostro partner ingegneristico Kineton e al nostro provider Sportradar, che gestisce banda, sito Internet e Cdn, sono molto favorevoli. Ma siamo anche consapevoli del fatto che non tutto il parco smart TV è connesso alla rete domestica: circa il 30%, per vari motivi, non lo è ancora».

Qual è allora la strategia?
«Se tecnicamente saremmo in grado di anticipare lo switch a Mpeg4, con ulteriore, significativa, riduzione di costi (fino al 50%) e notevole incremento di qualità del segnale (si parla del 60%), preferiamo salvaguardare la realtà del telespettatore medio italiano e continuare a raggiungere com’è stato finora, con il Mux Dfree, il 93-95% del territorio e italiano, piuttosto che rischiare di tagliare fuori un 20-30% di pubblico che oggi ci guarda su un televisore di 10 anni fa. Ci arriveremo, naturalmente, ma fra un anno, un anno e mezzo. Nel frattempo, con la smart TV, diamo agli appassionati di sport tecnologicamente avanzati la possibilità di vedere altri quattro canali gratuiti, senza togliere nulla, ma aggiungendo canali e contenuti, sempre più specializzati».

Studi Sportitalia
Gli studi di Sportitalia si trovano alla periferia est di Milano, nella stessa area in cui opera anche MTV Italia

Logica di sistema
Per centrare i propri obiettivi, trainata dalla grinta di Criscitiello e del suo team, la nuova Sportitalia stringe accordi con i principali player del mercato. «Grazie agli accordi appena conclusi, saremo in grado di offrire ai marchi leader l’app SI Smart, che sarà rilevata direttamente dai loro televisori e permetterà la visione dei nostri canali senza passare dalla selezione del tasto rosso del telecomando. E qui si apre un mondo a cui oggi possiamo soltanto accennare…».

Cosa comporta la creazione dei nuovi canali?
«Sicuramente, oltre agli investimenti in nuove tecnologie che permetteranno senza problemi un accesso contemporaneo di 500-600mila spettatori, il consolidamento di un palinsesto arricchito da molti eventi, come testimonia anche il raddoppio delle cabine di commento, passate da due a quattro. Più collaboratori, spazio per nuovi talenti. La sfida di SI Solo Calcio è di trasmettere 1.000 partite l’anno. In vista del lancio possiamo già contare su Primavera, serie C, Ayax TV, i campionati svedese, danese, scozzese e belga, oltre alla coppa danese, a quella scozzese e quella di Francia con il Paris Saint-Germain. Su SI Motori, primo e unico canale verticale della TV italiana dedicato al motorsport nelle sue varie specialità, con approfondimenti dedicati a F1 e Moto GP, avremo tra l’altro Rallycross, Speedway, Enduro, X-Trail, TCR e Nascar. Eventi che durano anche tre ore, gestiti con immagini ed effetti internazionali su cui si inseriscono le telecronache dei nostri esperti collaboratori. In generale continueremo a fare, come abbiamo sempre fatto, una TV di settore, in cui nulla è lasciata al caso».

 

Questo articolo è un estratto dell'intervista pubblicata sul numero 311 di Eurosat di luglio-agosto 2019

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